LA STORIA DELL'AC

Home » Articoli » Unitari » Un 2024 a braccia aperte

L'anno che verrà

Un 2024 a braccia aperte

foto: Shutterstock
foto: Shutterstock

Siamo giunti all’inizio di un nuovo anno, abbiamo di fronte a noi 52 settimane … 365 giorni (anzi 366 in questo 2024) e quindi ore e ore da vivere e da donare alla Chiesa e alla società. Il Bilancio di sostenibilità dello scorso anno ci diceva che nel 2023 come responsabili associativi, educatori e animatori abbiamo donato all’associazione un totale di 12 milioni di ore. Al termine dell’anno prima di tutto un grazie a tutti e a ciascuno ma anche la consapevolezza che siamo pronti a continuare il nostro servizio per un 2024 a braccia aperte.

Quello che si apre in questi giorni è per la nostra associazione un anno davvero speciale: è l’anno in cui giungerà al suo culmine il cammino assembleare che già è iniziato nelle nostre parrocchie, è l’anno che ci porterà la fine di un triennio (per molti addirittura di un quadriennio) e l’inizio di uno nuovo. 

Un 2024 da vivere prendendosi cura di noi e degli altri

Questo 2024 si apre all’interno dell’anno associativo che gli orientamenti triennali ci invitano a vivere nella dimensione della cura. Per noi prendersi cura vuol dire “esserci”, “esserci sempre” ed “esserci sempre insieme”.

Gli avvenimenti degli ultimi anni, dalla pandemia alle guerre, ai disastri dovuti ai cambiamenti climatici, ci hanno insegnato ancor più chiaramente che “nessuno si salva da solo” e «ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo ma solo insieme» (papa Francesco). Il Papa ci ha indicato più volte nella via delle relazioni e della comunità la via d’uscita da intraprendere nel nostro oggi.

Nella lista delle cose da fare che stiliamo a inizio anno vogliamo allora mettere il desiderio di prenderci cura delle relazioni e di intrattenere relazioni di “cura” verso coloro che vivono con noi nei nostri ambienti associativi ma anche al di fuori di essi. E tenere il tempo della vita di tutti ben sapendo che è con la cura che si promuove l’associazione e si generano anche nuove e rinnovate responsabilità. Sappiamo che quello che è necessario oggi è esercitare una cura che si esprime nell’accompagnamento reciproco e nell’unitarietà, tra ragazzi, giovani e adulti in ogni età e condizione di vita. Cura che desideriamo mettere anche nel modo di narrare il nostro essere Ac consapevoli che nella comunicazione si esprime il valore missionario dell’associazione.

Ma in concreto cosa ci aspetta?

Terminato ormai il cammino assembleare nelle parrocchie è giunto il momento di dare il via, anche se alcune sono già state “celebrate”, alle nostre Assemblee diocesane. L’Assemblea è per la nostra associazione il momento più alto nel quale si esprime la scelta democratica, è il momento in cui si trovano insieme le coordinate per prendersi cura delle nostre Chiese locali, è il luogo in cui si elegge il Consiglio diocesano chiamato a mettere in atto nel triennio le indicazioni che l’associazione ha espresso in assemblea.

In questa fase non dobbiamo dimenticare che la nostra scelta democratica non è legata solo a candidature e elezioni: queste sono importanti e fondamentali anche perché ci aiutano a evitare leaderismi e movimentismo, ma la democraticità in Ac non vuol dire altro che mettere in atto la corresponsabilità laicale alla quale siamo chiamati prima di tutto come battezzati ma noi ancora di più come laici associati.

Sappiamo che si avvicenderanno nuovi volti di responsabili nell’associazione ma che i nostri cuori continueranno a battere all’unisono in un cammino che continua, non si ferma e non finisce, saremo chiamati a sostenere l’impegno di alcune persone, per accompagnarle affinché non si sentano sole: questa è la nostra scelta democratica!

L’Assemblea nazionale e l’incontro con papa Francesco

Alle 220 assemblee diocesane seguiranno i 16 consigli regionali e i Congressi di Msac e Mlac e tutto culminerà nell’Assemblea nazionale (25-28 aprile) che sotto lo slogan Testimoni di tutte le cose da Lui compiute darà all’associazione le linee di pensiero e di lavoro attraverso il documento assembleare e nella quale verrà eletto il nuovo Consiglio nazionale.

Ma prima dell’importante momento che riunirà i delegati di tutte le diocesi in Assemblea il 25 aprile siamo tutti chiamati a riunirci intorno a papa Francesco in piazza San Pietro per lIncontro nazionaleaperto a tutti gli aderenti e non solo, che farà da ponte tra i due trienni. Un incontro intitolato A braccia aperte nel quale, con l’immagine di questo gesto vogliamo dire ancora il desiderio di accoglienza e di cura verso tutti i fratelli e verso il creato. Sarà questa occasione per ascoltare e incontrare il Santo Padre, per fare insieme una straordinaria esperienza di Chiesa alla quale esprimere ancora con forza il nostro “si”.

Oltre l’Assemblea nazionale

In tutto questo procedere che ci porterà fino alla nomina del nuovo Presidente nazionale e alla elezione di una nuova Presidenza, il cammino non si ferma ma semplicemente continua e continuerà. La nostra estate sarà ricca di momenti insieme in su e giù per l’Italia e anche nei nostri “luoghi del cuore” come a Spello dove già dalla Quaresima sarà possibile partecipare agli incontri di spiritualità, momenti fondamentali per mettere le basi al nostro servizio.

Oltre agli impegni associativi questo anno che si apre ci chiama anche a vivere momenti ecclesiali e civili importanti che come cristiani laici che amano il mondo dovremo impegnarci a promuovere e ad accompagnare con la preghiera.

L’anno giubilare

Già da ora attendiamo, nella notte di Natale, l’apertura della Porta Santa e l’inizio dell’anno giubilare al quale il Santo Padre ci invita a prepararci con la preghiera.

Il Cammino sinodale

Sarà questo l’anno in qui proseguirà la fase sapienziale del Cammino Sinodale che si tradurrà in concretezza attraverso la lettura dei segni dei tempi nel discernimento da fare insieme e che porterà nell’autunno alla seconda sessione del Sinodo. Sarà nostro compito, partendo dal nostro vissuto, approfondire e mettere in circolo carismi e competenze che diventino ricchezza certi che le competenze di ciascuno sono un patrimonio condiviso che possono aiutare la nostra associazione nella sfida di accompagnare la crescita di una “cultura popolare alta”. La nostra passione cattolica è passione sinodale che anche se vissuta all’interno delle nostre comunità ha una valenza politica e profetica.

Il tema della Pace

L’anno nuovo che si apre ci offre l’opportunità di mettere a frutto questa nostra passione cattolica in alcuni impegni che hanno un riflesso importante nella vita sociale del nostro Paese.

Il primo grande impegno riguarda il tema della Pace. I cammini nazionali e diocesani ci vedono coinvolti durante il mese della Pace di cui notoriamente l’Acr si fa promotrice. Il mese della pace è prima di tutto una esperienza formativa e culturale: credere che si può costruire una pace che abbassi le tensioni conflittuali a partire da noi stessi fino ad arrivare alla più vasta realtà del mondo. Quello che succede in Ukraina, in Israele, in Palestina e in molte altre zone del mondo ci riguarda. Se non altro per continuare a pregare.

La Settimana sociale dei cattolici italiani

Un secondo importante impegno riguarda il tema della democrazia e della vita  democratica che ci vedrà coinvolti nel corso della Settimana sociale dei cattolici italiani. La partecipazione è il primo dei valori che bisogna mettere in atto. Le elezioni Europee saranno una occasione propizia per impegnarsi concretamente, innanzitutto, per dare sostanza ai valori democratici e per rilanciare il valore unico che è essere cittadini europei in una visione solidale di società che condivide comuni ideali.

Ci aspetta dunque un anno intenso. Per viverlo al meglio non ci resta che chiedere che «il Signore ci custodisca, faccia risplendere per noi il suo volto e ci conceda la pace». 

A tutti e a ciascuno un augurio di buon anno e di buone ore e ore da vivere e donare insieme per  la cura dell’Ac, della Chiesa e del mondo.

Autore

Prossimo articolo