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Retinopera celebra i 75 anni della nostra Legge fondamentale

1948-2023. I cattolici e la Costituzione

Foto Shutterstock
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Organizzato da Retinopera – realtà composita, nella quale si ritrovano più di 20 Organizzazioni del mondo cattolico italiano, tra queste l’Azione cattolica, con l’intento di promuovere una collaborazione volta a dare concretezza ai principi e ai contenuti della Dottrina Sociale della Chiesa -, il 24 novembre 2023 si terrà il Convegno “1948-2023. I cattolici e la Costituzione. Partecipazione responsabile per il bene comune”. Appuntamento presso la sede di Confcooperative a Roma, in via Torino 146.
Chi intende partecipare in presenza oppure online sulla piattaforma Zoom deve iscriversi al seguente LINK .

Nelle pieghe della Costituzione. Un’analisi a tutto campo

(Prima parte – Inizio dei lavori alle ore 10)
La nostra celebrazione dei 75 anni della Costituzione.
Saluti di Maurizio Gardini, Presidente nazionale di Confcooperative, e di Gianfranco Cattai, Coordinatore nazionale di Retinopera. A seguire la prolusione “Il contributo dei cattolici alla Costituzione” di padre Francesco Occhetta S.J., docente alla Pontificia Università Gregoriana e Segretario generale della Fondazione Fratelli tutti, e l’intervento del card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.
Tra i due contributi, sono previsti alcuni interventi programmati, dedicati a:
Rimozione degli ostacoli per la libertà di: uguaglianza, informazione, partecipazione, sussidiarietà. Lavoro per tutti (ART. 3, 4, 21, 118 e 120) a cura delle ACLI.
La famiglia al centro della società e parità dei diritti della donna (ART. 29, 30, 31, 36 e 37) a cura della Comunità Papa Giovanni XXIII e del CIF.
Educazione, relazioni intergenerazionali e giustizia educativa (ART. 34) a cura dell’AC e della FUCI.
-Il ripudio della guerra, l’Impegno per la pace (ART. 11) a cura della Comunità di Sant’Egidio.
Il riformismo alla base dell’agricoltura moderna, della salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità (ART. 9, 44 e 47) a cura della Coldiretti.
Associazionismo, partiti, leadership e democrazia (ART. 2 e 49) a cura del MASCI.
Lo Stato e gli Enti locali, fra autonomia e unità (TITOLO V) a cura dell’AIDU.
L’attualità della mutualità: risposta ai bisogni delle persone, famiglia, comunità (ART. 45) a cura di Confcooperative.
(Seconda parte – Chiusura dei lavori alle ore 17)
Il nostro impegno di cattolici nella società alla luce della Costituzione.
Introduce e conclude Ernesto Preziosi, già deputato, Presidente di Argomenti 2000. A seguire, l’intervento di mons. Giuseppe Baturi, vescovo di Cagliari e segretario generale della CEI, e gli interventi delle associazioni aderenti a Retinopera e degli invitati. Saluti conclusivi di Sonia Mondin, Segretaria generale di Retinopera.

La nostra casa comune, garanzia di libertà e democrazia

Dunque, un appuntamento ricco di spunti di riflessione che rendere omaggio alla nostra “casa comune”, la Costituzione, per usare le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il cui testo “rappresenta la base e la garanzia della nostra libertà, della nostra democrazia”.

Una Legge fondamentale dello Stato alla cui stesura i cattolici italiani hanno dato un contributo decisivo, come ricorda Giuseppe Notarstefano, Presidente nazionale Ac: “La storia ha i suoi tempi e le sue ragioni. Il contributo che i cattolici hanno dato alla storia d’Italia, alla nascita della Repubblica e alla crescita civile del Paese, spesso pagandone un prezzo altissimo, rivela ancora oggi un punto alto di sintesi e di mediazione”. “In quella felice stagione costituente – sottolinea Notarstefano – esperienze e culture diverse si sono riconosciute in un comune patrimonio di valori – libertà, centralità e dignità della persona, tutela del lavoro, solidarietà e coesione sociale – alla cui progressiva e concreta attuazione i cattolici hanno ampiamente concorso, con un forte impegno nel mondo della cultura, dell’associazionismo, del sindacato e del volontariato; così contribuendo ad arricchire il rapporto tra società civile e istituzioni pubbliche. Un’eredità che raccogliamo e che ci impegniamo a far fruttificare”.

Mentre Parlamento e Paese dibattono in merito alla riforma costituzionale pro premierato messa in campo dal Governo Meloni, che prevede l’elezione diretta del Primo ministro e una riduzione significativa dell’attuale ruolo di garante affidato al Presidente della Repubblica, lavorare per una Repubblica più coesa e per la casa comune che chiamiamo Costituzione significa, specie per i cattolici italiani, promuovere sempre più e sempre meglio quei valori di civile convivenza, quegli ideali di libertà e democrazia, di pace e di partecipazione allo Stato di diritto e alla comunità internazionale, che hanno trovato consacrazione nella nostra Costituzione.

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