Convengno delle Presidenze diocesane di Ac - 2016

Verso una sinfonia della sinodalità

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di Gianni Di Santo – Una melodia semplice, importante, immediata, come parte del tutto. E una sinfonia di elementi armonici e ritmici che la contengono. I lavori del sabato mattina del Convegno delle presidenze diocesane iniziano così, con la sinfonia della sinodalità del maestro Umberto Scipione, compositore di colonne sonore, pianista e direttore d’orchestra, venuto a scaldare i cuori dei partecipanti. Una sinfonia che prende vita da diversi strumenti musicali che interagiscono tra di loro, che si annusano, che dialogano, come una vera famiglia.
E’ l’esempio migliore per entrare nel vivo dei lavori, con una riflessione, ritmata dalla musica, sulla sinodalità. L’idea di sinodalità non solo è importante per sé, ma sintetizza efficacemente due idee essenziali per il cristiano: contiene infatti l’idea di cammino e l’idea di comunione. A dirlo è mons. Ermenegildo Manicardi, rettore dell’Almo Collegio Capranica. D’altronde è lo stesso papa Francesco a chiederlo: “avviare in modo sinodale un approfondimento dell’Evangelii Gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni”.
Sinodalità, quindi, come dialogo, come espressione di coscienze libere che si parlano, che si confrontano, che discutono, anche aspramente. Sinodalità come momento privilegiato della sinfonia dell’anima, di una Chiesa che si pare al mondo lasciando parlare il cuore e la sua misericordia.
Per Manicardi occorre leggere bene l’esortazione Amoris Laetitia. Mostra bene, infatti, “come papa Francesco proponga una recezione dei Sinodi sulla famiglia e della conseguente esortazione apostolica post sinodale più come prolungamento che come mera recezione dell’obbedienza. Il cammino sinodale biennale sulla famiglia e il suo punto di arrivo nell’Amoris Laetitia appaiono non tanto come la presentazione di un punto finale, ma come una messa a punto che scommette su un lavoro comune futuro. In concreto si tratta di un rilancio che ha un sapore e una portata sinodale”.
La sinodalità è un grande inno alla realtà e alla sua concretezza. E’ fatta da persone che voglio essere dentro la realtà, che la accettano e vogliono starle sotto, perché sanno bene che questa realtà non è senza Dio. La sinodalità, poi, si contrappone alle ideologie. La sinodalità, infine, pone al centro il kerygma, la necessità di porre al centro il primo annuncio.
Le sfide della sinodalità? Per Manicardi, i ministri devono essere capaci di vivere ed educare alla sinodalità; i laici capaci di una lettura forte di fronte ai complessi segni dei tempi; i laicato deve avere una rilevanza nella Chiesa e nella società; occorre, infine, irradiare la misericordia, la sua cultura e la sua teologia, la centralità dell’Eucaristia e l’ascolto della Parola di Dio attraverso la lettura delle Sacre Scritture.
Insomma, la sinodalità come parte del tutto. Come pratica conciliare di una Chiesa che ha voglia di guardare in volto dell’Altro lungo le strade dl mondo, evitando, per quanto possibile,le sagrestie.
Per una Chiesa davvero in uscita.