L’importanza di dare un metodo alla partecipazione

Un dibattito vero, libero e consapevole

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di Giuseppe Notarstefano* - Le prossime elezioni di marzo si svolgeranno in una fase politica molto delicata per il Paese, il contesto economico caratterizzato da una fragile ripresa e le forti disuguaglianze interne, interpellano le forze a definire visioni e progetti di governo chiari e volti ad offrire soluzioni credibili per sostenere lo sviluppo. La nuova legge elettorale tenderà a rimodulare in senso proporzionale il quadro politico attuale ponendo a rischio la formazione di maggioranze parlamentari e di coalizioni programmatiche e la stessa governabilità.

La dialettica politica appare da un lato notevolmente regredita verso personalismi privi di orizzonte progettuale e dall’altro inaridita dalla mancanza di un dialogo reale tra rappresentanze politiche e società civile. La disaffezione verso la politica, resa sempre più allarmante dai crescenti tassi di astensionismo, appare come uno dei temi principali evidenziati anche dal Capo dello Stato in diverse occasioni.

Quale” postura” oggi deve assumere l’AC?
Le esperienze di questi ultimi anni (le campagne referendarie, le discussioni su importanti iniziative legislative, molte campagne sociali alle quali abbiamo con convinzione aderito a livello nazionale e locale e le scelte di stabilire “alleanze” con realtà sia  affini che differenti da noi) ci hanno consentito di sperimentare e, successivamente, di elaborare un metodo che scommette su tre cardini:

  • Ascolto (delle posizioni) e approfondimento rigoroso delle questioni in gioco;
  • Apertura di un dialogo e confronto, offrendo l’associazione come luogo concreto di tale discussione, assicurando uno stile garbato di stima reciprocità e correttezza alle parti;
  • Rafforzare, nel dialogo e nel confronto, la “parte” debole, fragile o al margine… (dare voce a chi non ha voce si diceva un tempo)... nello spirito della Laudato si’ che ci ricorda che il principio del Bene Comune non può non coniugarsi con l’opzione preferenziale per i poveri (LS, 158)

Questo è il metodo che, ancora una volta scegliamo, e che ci costituisce al di là delle “forme” come un’associazione che si scommette sino in fondo in una reale pratica democratica.

In primo luogo ci sta a cuore la partecipazione di tutti, e in particolare dei più giovani, e sentiamo il dovere di aiutare ciascuno a riconoscere l’importanza del momento elettorale ma ci impegneremo anche affinché quanti si riconoscono nell’esperienza dell’AC possano giungere al voto in modo consapevole ed informato. In particolare la complessità della legge elettorale richiede una particolare formazione che può anche offrire non solo rappresentazioni della “meccanica del voto” ma anche sugli effetti ed impatti sulla composizione del nuovo Parlamento e delle maggioranze di governo.

In secondo luogo la campagna elettorale di fatto iniziata in queste settimane ci fa temere che i riflettori delle forze politiche si concentrino su temi e toni più contendibili e divisivi, ma il rischio è che piuttosto che essere messe a confronto soluzioni e proposte politiche, siano contrapposte posizioni e dichiarazioni di principio prive di un’effettiva valutazione di praticabilità e di reale sostenibilità istituzionale.

Vogliamo pertanto offrire come associazione uno spazio di approfondimento e di confronto per contribuire a realizzare un “dibattito vero, libero e responsabile (Matteo Truffelli)”. Cercheremo pertanto di individuare alcune importanti coordinate che, a partire dalle scelte di impegno e dalle priorità che ci siamo dati come associazione, possano fornire criteri di valutazione e di giudizio attraverso cui  formulare un’analisi dei programmi e dei candidati nei diversi territori. Iniziando dalle proposte che, insieme a tanti altri soggetti ed organizzazioni, abbiamo contribuito ad elaborare nel percorso della 48° Settimana Sociale dei cattolici di Cagliari:  affermazione decisa della scelta europea e del percorso di integrazione in una prospettiva maggiormente solidale, centralità del lavoro soprattutto per i giovani, rilancio degli investimenti sulla formazione e la scuola, inclusione attiva e sostegno alla fragilità delle persone e delle famiglie per una società più giusta nonché un impegno deciso per uno sviluppo sostenibile ed un’economia più umana.

*Vicepresidente nazionale Ac per il Settore adulti