Verso le elezioni del 4 marzo 2018

L’impegno dell’Azione Cattolica in vista delle elezioni politiche del 4 marzo

Il presidente Truffelli: «Al voto, informati e responsabili»

«Il 4 marzo rappresenta un appuntamento importante per il nostro Paese e l’Azione Cattolica vuole contribuire ad accompagnare il percorso che ci porterà da qui al voto»: così Matteo Truffelli, presidente nazionale dell’Ac, nel video che presenta “Verso le elezioni”, la pagina di questo sito che ospiterà «materiali per pensare, per cercare di capire, per approfondire, per confrontarsi, per dare vita ad occasioni di dibattito vero, libero e responsabile» su questa campagna elettorale che chiede un di più di passione e di responsabilità a tutti.

La legge elettorale e il contesto istituzionale del voto italiano

Il “Rosatellum” (natura e sua applicazione)

di Gioele Anni* - Premessa: se hai delle minime conoscenze di diritto costituzionale e vuoi solo saperne di più sul “Rosatellum”, puoi saltare questa breve scheda e scaricare direttamente le slide allegate, che illustrano il funzionamento della legge elettorale. Un avvertimento: le slide sono molto “dense”, perché nella scrittura di una legge elettorale entrano parecchi fattori (dalla suddivisione del territorio nazionale in circoscrizioni e collegi; alla composizione delle coalizioni e delle liste; fino alla modalità concreta in cui si esprime il voto…). Ma non ti spaventare: esercitare il nostro diritto/dovere di voto in modo consapevole non è difficile, e le slide ti aiuteranno a focalizzare le caratteristiche fondamentali del sistema elettorale.

L’importanza di dare un metodo alla partecipazione

Un dibattito vero, libero e consapevole

di Giuseppe Notarstefano* - In queste settimane di campagna elettorale, è importante formulare un’analisi dei programmi e dei candidati nei diversi territori. Con un occhio alle proposte che, insieme a tanti altri soggetti ed organizzazioni, abbiamo contribuito ad elaborare nel percorso della 48° Settimana Sociale dei cattolici di Cagliari: affermazione decisa della scelta europea e del percorso di integrazione in una prospettiva maggiormente solidale, centralità del lavoro soprattutto per i giovani, rilancio degli investimenti sulla formazione e la scuola, inclusione attiva e sostegno alla fragilità delle persone e delle famiglie per una società più giusta nonché un impegno deciso per uno sviluppo sostenibile ed un’economia più umana.

Programmi delle diverse forze politiche in vista delle elezioni del 4 marzo

I profili del corpo elettorale

Caccia all'Elettore che non c’è

di Luigi Alici*- Mancano oramai poche ore all’apertura dei seggi. Con questo contributo si completa idealmente la cartella “Verso le elezioni”, offerta nel corso di queste ultime settimane come strumento, ci auguriamo, utile per un voto partecipato e consapevole. In questo caso, rovesciamo l’obiettivo per “fotografare i fotografi”, cioè fare l’identikit non di alcuni candidati ma di alcuni elettori. E siccome è molto di moda contrapporre ai vizi dei primi le virtù dei secondi, proviamo questa volta a capovolgere l’ottica, per cercare di vedere che cosa non va nell’elettorato che affronta un appuntamento vitale per il presente e il futuro del nostro Paese.

Questioni sociali (ed economiche) da affrontare

Ritratto di un paese in ritardo

di Andrea Casavecchia* - L’Italia è un paese che non fa più figli (e che non spera), dove mancano politiche stabili per la natalità, a partire dalla conciliazione vita-lavoro e dal sostegno economico per le famiglie; un "sistema lavoro" che appare ben lontano dal saper affrontare la quarta rivoluzione industriale, l’industry 4.0, in ritardo nella cultura d’impresa e con forti dislivelli nel rapporto tra formazione e occupazione; un paese, il nostro, dove 1 cittadino su 6 vive in condizioni di povertà o forte deprivazione, e dove c’è ancora molto da fare sul piano della giustizia sociale e per far crescere il “senso civico e il senso di appartenenza alla comunità politica e civile".

La situazione della scuola italiana

È davvero una “buona scuola”?

a cura di Andrea Dessardo* - Nel contesto attuale, ci troviamo nella fase di piena applicazione della cosiddetta “Buona scuola”. I punti più rilevanti della riforma sui quali vale la pena soffermarsi riguardano l’attuazione dell’autonomia scolastica, già prevista dalla legge 59/1997 (e disciplinata dal DPR 275/1999) ma mai realmente recepita, e il sistema d’alternanza scuola-lavoro, che se correttamente attuato potrebbe davvero rivoluzionare l’esperienza scolastica di molti studenti. Qualche riflessione, infine, sulla reale capacità della scuola italiana di essere “democratica” e inclusiva.

L'Appello del Msac - C'è BiSOGNO di SCUOLA

50 proposte per il bene del Paese

Dalla passione e dall'impegno di studentesse e studenti di Azione Cattolica nasce l'Appello nazionale dal titolo inequivocabile C'è BiSOGNO di SCUOLA, 50 proposte per il bene del Paese, rivolto alle istituzioni e alle forze politiche, agli insegnanti e ai genitori, ai compagni di scuola e a tutti cittadini. L’Appello ha preso forma raccogliendo i contributi che i circoli del Movimento Studenti di Azione Cattolica hanno elaborato, confrontando e sognando proposte tra studenti per studenti. Il Msac ha scelto di dedicare un tempo straordinario di studio e confronto, da novembre a oggi, su 10 tematiche scolastiche, che ci ha portato a dire come sogniamo la scuola di domani in tutta Italia, da Aosta a Palermo, da Trieste a Otranto.

Il contributo dell'Acr

Non possiamo votare ma vogliamo contare

di Luca Marcelli* - Martina e Francesco hanno 11 e 6 anni. Di elezioni hanno sentito parlare per la prima volta qualche mese fa a scuola, quando è giunta loro la comunicazione che il 5 e il 6 marzo sarebbero piovuti dal cielo due giorni di vacanza inaspettati. «Perchè ci sono i seggi», hanno detto loro. A sensazione, dunque, le elezioni dovrebbero essere una “cosa buona”. Questo hanno pensato. Della passata tornata elettorale, non ricordavano nulla: quantomeno l’immagine di una città, che mai è apparsa loro così colorata di manifesti – affissi davvero in ogni dove –, non l’avrebbero sicuramente dimenticata. Qualcosa di questa strana ed elettrizzante stagione, di certo, sarebbe rimasta nella loro memoria. (continua)

Il Rapporto cittadini e istituzioni (e i nodi del paese)

Cambiare rotta, si può e si deve

di Paolo Rametta*- Ci avviciniamo alle prossime elezioni con alcuni nodi nazionali ed internazionali da risolvere. Il filo-rosso, che attraversa tutte le questioni fondamentali che tengono imbrigliate molte potenzialità del Paese, è la mancanza di coesione dell’opinione pubblica (e specularmente, delle forze politiche) intorno a grandi temi-pilastro. Nonostante i dati allarmati di Istat, Demos, Eurispes traccino il ritratto di un paese bisognoso di fiducia e di governo, si “naviga a vista”, si coltivano le paure e lo scontro.