Una Chiesa nel poliedro per accogliere le differenze

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Miniconvegno: Socio-politico.  È intervenuto padre Giacomo Costa, direttore di “Aggiornamenti Sociali”

Sintesi a cura di Davide De Amicis - È stato uno sguardo terzo, esterno, quello rivolto dal direttore della rivista Aggiornamenti sociali Padre Giacomo Costa, nel ricontestualizzare la “scelta religiosa” compiuta dall’Azione cattolica quasi cinquant’anni fa alla luce dei mutamenti in corso nella società attuale. È stata questa la chiave di riflessione che ha guidato lo svolgimento del mini convegno dell’ambito socio-politico, nel secondo giorno di lavori del Convegno delle Presidenze diocesane di Ac: «La scelta religiosa – esordisce il gesuita – non è un più qualcosa solo da applicare, ma un qualcosa che va ricompreso e ripensato, riformulandolo nel contesto ecclesiale e politico attuale». Così, dopo aver ricordato gli aspetti che caratterizzano uno stile associativo improntato al non collateralismo rispetto ai partiti politici, all’annuncio del Vangelo assumendo la missione della Chiesa nella sua globalità, all’incidere sulla realtà attraverso una testimonianza “non appariscente”, il noto giornalista ha posto la riflessione sul comprendere come la Chiesa, oggi, si proponga nel contesto sociale e politico.

 Una presenza che trova le sue linee guida nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium e nell’enciclica Laudato si’: «Che hanno lo scopo – ricorda Padre Costa – di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo eco-sostenibile, oltre che per la creazione di un mondo aperto ed accogliente mediante un nuovo impulso evangelizzatore». Due sfide, queste ultime, a cui sono chiamati a partecipare tutti i cristiani, sostenuti dai pastori, in una dimensione sociale che è parte integrante dell’annuncio del Vangelo. Una dimensione che, ancora una volta, trova la sua rappresentazione nella figura geometrica del poliedro, con le sue molteplici facce in relazione tra loro: «Ma il poliedro – ammonisce il direttore di Aggiornamenti sociali – dev’essere una costruzione aperta, affinché possa accogliere tutte le posizioni nel rispetto delle differenze». Un’immagine, quest’ultima, che però non rappresenta il clima attuale che si respira nella società italiana: «Che tende – continua il gesuita – alla frammentazione e ognuno va per conto suo». Invece, la direzione da intraprender sarebbe esattamente quella opposta: «Bisogna – osserva l’esperto – lavorare con le connessioni e i legami, mettendo d’accordo visioni diverse che possono comunque contribuire ad elaborare un nuovo progetto sociale». È questo lo scenario che contraddistingue l’odierno mondo post-ideologico: «Al cui interno – aggiunge il politologo - la visione politica va ben oltre quella sintetica, che pone ai due estremi destra  e sinistra».

Dunque la realtà politica d’oggi è molto più complessa e frammentata e, in un contesto del genere, diventa determinante il ruolo giocato dall’Azione cattolica italiana: «Quanti si sono impegnati in politica – si chiede provocatoriamente Costa  -, sono stati abbandonati a loro stessi dall’associazione? Se prima ognuno faceva la sua parte, oggi bisogna stabilire dei legami. In questa prospettiva, ciascuno dà il suo contributo». Insomma, la figura del poliedro tocca anche la Chiesa: «A ciascuno – esorta il padre gesuita – il compito di mettersi in gioco, in relazione con gli altri, sfruttando le proprie capacità, risorse e competenze». All’interno del poliedro, inoltre, la Chiesa non deve più preoccuparsi di essere il centro: «Ma – ricorda Costa – deve avviare e accompagnare nuovi processi, assumendosene la responsabilità, riconoscendo con gratitudine l’impegno di tanti e offrendo un contributo specifico alla comprensione della situazione». In questo contesto, alla fine, l’armonia diventa l’orizzonte a cui tendere: «Ma non dev’essere – conclude Padre Giacomo Costa – qualcosa di acquisito, altrimenti ci sarà sempre qualche elemento di scarto dal poliedro».