Un abbraccio che continua

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Incontro 3 maggio 2014

di Anna Teresa Borrelli* - Eccoci qui, a un anno dal bellissimo incontro vissuto con Papa Francesco il 3 maggio 2014. Per tutta l’Azione cattolica un momento particolarmente importante, intenso e centrale del suo cammino. Un anno scandito e ritmato dalle tre parole che il Santo Padre ha consegnato alla nostra Associazione: rimanere, andare e gioire; un anno che ci ha portati a tracciare il percorso delle nostre associazioni a partire dalle linee indicate nell’Evangelii Gaudium, oggetto di riflessione anche del Convegno delle Presidenze diocesane appena celebrato; un anno durante il quale abbiamo provato ad essere sempre più “Ac in uscita” in questa “Chiesa in uscita”.

 

Il cammino che insieme abbiamo tracciato e condiviso ci ha portato innanzitutto a fare memoria della scelta bella e coraggiosa di essere uomini e donne di Azione cattolica; una scelta che per noi ha una sola origine: il valore della grazia del Battesimo. Crediamo nella bellezza di essere figli di Dio; e ogni giorno ne facciamo esperienza camminando insieme all’Altro nelle nostre comunità parrocchiali, provando a sostenerci nelle fatiche e nelle gioie. È la grazia di questo sacramento che ci lega, ciò che ci unisce e ci fa corpo di Cristo, popolo in cammino; che ci fa Chiesa.

In questo tempo che ci è dato, dunque, vogliamo e dobbiamo riscoprire che l’esperienza che viviamo in Azione cattolica è bella per la nostra vita poiché ci accompagna nel diventare grandi in umanità e grazia, attraverso un cammino completo e graduale, nella fedeltà a una vocazione laicale che ci conduce alla santità come metà possibile per tutti. È da questo fondamento che nascono delle indicazioni importanti che per noi diventano impegno, stile, promesse di fedeltà da accogliere, custodire, vivere.

Vogliamo e dobbiamo essere annunciatori instancabili della Rivelazione. Chiamati ogni giorno a raccontare il Signore che si rivela nel tempo, nella storia degli uomini, nella storia di ogni piccolo, giovane e adulto. La Sacra scrittura ci parla di un Dio che partecipa alla vita, illuminandola, trasformandola e orientandola in una direzione sempre nuova. Dio è presente nella nostra esistenza, si incarna ogni giorno in uno spazio e in un tempo, crea legami fra gli uomini e con il mondo. Dio ci ama, ha dato la sua vita per salvarci e adesso è vivo al nostro fianco ogni giorno per illuminarci, rafforzarci e liberarci. “Essere missionari oggi”, come ha sottolineato il Presidente Truffelli nelle sue conclusioni al Convegno, “è accorgersi innanzitutto che è il Signore stesso che abita la vita di ciascuno”.

Impegnati quotidianamente a maturare con chiarezza la consapevolezza del primato pedagogico dell’agire di Dio e della libertà della persona, vogliamo e dobbiamo essere discepoli della Parola, al modo di Gesù: proclamando e testimoniando con parole e gesti il suo immenso amore per noi. Metterci in ascolto e a lasciarci contemplare dal suo amore: è il segreto. Poiché è Cristo che ci contempla e ci ama, e guardandoci negli occhi ci indica il bene.

Vogliamo e dobbiamo essere servitori della Parola, sull’esempio di Maria “la serva del Signore”. Riscoprire l’unicità di un incontro che si fa storia, si traduce in scelte, orienta al bene. Oggi ci è chiesto di avere come Maria un cuore grande che sa fare spazio all’Altro. Un cuore che anche quando non comprende pienamente accoglie nella fiducia, sapendo che solo con Gesù la sua vita è davvero piena.

Vogliamo e dobbiamo essere uomini e donne di Ac capaci di scaldare il cuore di tutte le persone che incontriamo, a partire dai piccoli, dai poveri, da coloro che abitano le periferie; rimanendo con loro e abitando le loro domande più profonde. Con un cuore che batte forte per Lui e per i fratelli, per chi ogni giorno cerca ragioni di vita e di speranza per andare avanti.

Vogliamo e dobbiamo essere segno della simpatia di Dio, portando nelle vostre comunità il sorriso del Padre. Essere sempre più uomini e donne che hanno la sapienza della fede (che è molto di più della fede pensata). La sapienza della fede è insieme un gustare e un comprendere, un sentire e un intendere. Nella sapienza della fede ci sono gli affetti, le sensazioni, le buone abitudini, le verità trasmesse e la memoria grata, i gesti ricevuti e le scoperte fatte, le proposte educative e le conquiste personali, l’esperienza di vita...

Eccoci qui, allora, a continuare una storia che ci accompagna da 150 anni, una storia in cui l’Azione cattolica in ogni tempo si è rigenerata ritrovando ogni volta il suo elemento caratterizzante. Da Nord a Sud, dall’Est all’Ovest, nelle nostre comunità parrocchiali - luoghi dove ci si conosce per nome, si accoglie il dono della fede, si cresce nella carità, ci si apre alla speranza cristiana - vogliamo e dobbiamo dire che è bello essere Chiesa e annunciare la bellezza di camminare insieme, andando lontani ma rimanendo vicini al Signore; con la gioia di chi mette i suoi passi nell’orma di chi ci ha preceduti nel cammino e con la speranza di scrivere pagine sempre affascinanti di una vita in Ac vera, autentica e sorprendentemente unica.

 

*Responsabile nazionale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi (Acr)