papa Francesco

«Parlate con i nonni, condividete con loro la gioia della vita»

19 dicembre 2016

«Ecco il compito: parlare con i nonni, ascoltare i nonni» è l’impegno chiesto da Francesco ricevendo in udienza oggi una nutrita rappresentanza dei ragazzi dell’Azione Cattolica per l’ormai tradizionale scambio di auguri natalizi. «Domandate a loro tante cose, ascoltateli – ha aggiunto il Papa - loro hanno la memoria della storia, l’esperienza della vita, e per voi questo sarà un grande dono che vi aiuterà nel vostro cammino. Anche loro hanno bisogno di ascoltarvi, di capire le vostre aspirazioni, le vostre speranze».La delegazione di acierrini provenienti da 12 diocesi d’Italia (Albenga-Imperia; Biella; Conversano-Monopoli; Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola; Mazara del Vallo; Parma; Pescia; Potenza-Muro Lucano-Marsiconuovo; Rossano Cariati; Sessa Aurunca; Sora- Cassino-Aquino-Pontecorvo; Trento), era accompagnata dai loro educatori, dal Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, Matteo Truffelli, dal Vice assistente ecclesiastico generale, don Antonio Mastantuono, dalla Responsabile nazionale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi, Anna Teresa Borrelli, dall’Assistente Centrale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi, don Marco Ghiazza, dai Consiglieri nazionali e dai collaboratori dell’Ufficio centrale Acr. All’interno, il testo degli auguri acierrini letto dal Giovanni, 13 anni, della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo e il discorso del Santo Padre. Gli acierrini nel salutare hanno dato il loro arrivederci al 29 aprile 2017, quando Francesco incontrerà l'Azione Cattolica Italiana per festeggiare i 150 anni dell'Associazione.

Buon compleanno, Papa Francesco

17 dicembre 2016

di Marco Ghiazza - Mi ha spesso colpito la risposta di un prete della mia diocesi ogni volta che si sentiva rivolgere la domanda: “Quanti anni hai?”. Nella sua spiazzante simpatia, egli rispondeva: “Non lo so”. E davanti al volto stupito di chi lo aveva interrogato, continuava: “Il tempo che è passato, ormai non è più mio. E non conosco quanti anni il Signore mi darà ancora da vivere”. Festeggiare l’ottantesimo compleanno di Papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio – argentino per nascita e formazione, italiano e piemontese per radici, romano per vocazione e universale per missione – significa anzitutto fare esercizio di memoria grata, che è pure uno degli atteggiamenti che proprio il Papa più volte ci ha invitati a coltivare. (continua)

Superiamo i conflitti, curiamo le ferite del mondo

2 novembre 2016

di Fabio Zavattaro – Firmato nella cattedrale di Lund in Svezia una dichiarazione congiunta perché vengano superati i conflitti e guarite le ferite tra la Chiesa cattolica e la Chiesa sorella luterana. «Dobbiamo guardare con amore e onestà al nostro passato e riconoscere l’errore e chiedere perdono: Dio solo è il giudice», afferma Francesco. Un abbraccio accompagnato dall’appello a impegnarsi per accogliere lo straniero, per aiutare chi fugge da guerre e persecuzioni, per i diritti di rifugiati e richiedenti asilo, e dall’invito ad alzare la voce «per la fine della violenza e dell’estremismo che colpiscono tanti paesi e comunità, e innumerevoli sorelle e fratelli in Cristo».

Il Giubileo alla maniera di Francesco

19 luglio 2016

di Fabio Zavattaro* - Francesco celebra e testimonia un Anno Santo della Misericordia che ha assunto nel corso dei mesi sempre più il profilo di Chiesa che va disegnando con il suo pontificato: una Chiesa «ospedale da campo» pronta a curare le ferite dell’umanità tutta. Dunque, non solo e non tanto celebrazioni e feste in piazza San Pietro, ma un cammino penitenziale da portare sino alle estreme periferie del mondo.

La collina dei salvagente

18 aprile 2016

di Fabio Zavattaro - C’è una collina a Lesbo il cui nome non è più quello originario. Oggi è conosciuta come “la collina dei salvagente”. Quarantamila metri cubi di giubbotti di salvataggio: molti sono contraffazioni difettose vendute in Turchia da coloro che sfruttano la disperazione di donne e uomini che cercano un futuro migliore scappando da guerre e violenze. Sono le migliaia di profughi e richiedenti asilo per i quali le porte dell’Europa sono sempre più chiuse, e che si vedono costretti a sopravvivere in centri di accoglienza – forse dovremmo chiamarli di detenzione – in attesa di conoscere la sorte che l'Europa della politica riserverà loro (continua).
La Dichiarazione congiunta di Bartolomeo I, Patriarca ecumenico di Costantinopoli, di Ieronymos II, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, e di Papa Francesco

La Ecclesia semper reformanda

15 marzo 2016

di Fabio Zavattaro - Essenzialità e semplicità pastorale ma anche determinazione e coraggio nel riformare strutture e compiti della Curia romana. Francesco con gesti e parole, diplomazia e scritti, viaggi e incontri ha dato una svolta al cammino della Chiesa. Poiché - come ama dire – questa «non è un’epoca di cambiamenti ma un cambiamento d’epoca». Riallacciando le fila del Vaticano II, egli ci dice: «una pace che non sgorga come frutto dello sviluppo integrale di tutti, non avrà futuro e sarà sempre seme di nuovi conflitti e di varie forme di violenza».

Da cuore a cuore: ad ogni domanda una risposta

2 marzo 2016

di Anna Teresa Borrelli* e don Marco Ghiazza** - «Le domande veramente serie» scrive Milan Kundera, «sono solo quelle che possono essere formulate da un bambino. Sono domande per le quali non esiste risposta». Eppure Francesco ha provato a trovarla una risposta, una risposta per ciascuna delle domande che trentuno bambini e ragazzi di tutto il mondo, cristiani e non, gli hanno posto sui grandi temi della vita. Sono raccolte nel volume L’amore prima del mondo (edito da Rizzoli). Dialoghi intensi e profondi che ci restituiscono la “grammatica” di un Papa sovrabbondante di tenerezza verso i più piccoli e un esercizio autentico di ascolto e cura.

Fame e sete di giustizia

20 febbraio 2016

di Fabio Zavattaro – La Messa a Ciudad Juarez è la sintesi del viaggio messicano di Francesco. Città di frontiera dove si vive il dramma della povertà e della mancanza di diritti. Dove è forte il desiderio di espatriare verso gli Stati Uniti alla ricerca di un futuro migliore. Dove il silenzio e le lacrime di un popolo sono messaggio e preghiera. Su un confine che può dividere fisicamente le persone ma non le loro anime.

Francesco e Kirill, il sogno si realizza

6 febbraio 2016
Papa Francesco e il patriarca ortodosso di Mosca Kirill

di Fabio Zavattaro - Venerdì 12 febbraio a Cuba un incontro senza precedenti quello tra papa Francesco e il patriarca ortodosso di Mosca Kirill. La prima volta che i massimi vertici delle due Chiese cristiane parleranno faccia a faccia. Un passo straordinario per l’ecumenismo, a lungo preparato, grazie alla presenza contemporanea nel subcontinente latinoamericano. Previsto un colloquio di due ore e la firma di una dichiarazione congiunta alla presenza del presidente cubano Raul Castro. Soddisfazione è stata espressa anche dal patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I.

“Accanto agli scartati”

19 dicembre 2015
Papa Francesco apre la Porta Santa all’ostello della Caritas alla Stazione Termi

di Fabio Zavattaro - La terza Porta Santa aperta da Papa Francesco ha una valenza del tutto particolare e, in qualche modo, si iscrive nel cammino che il vescovo di Roma ha voluto imprimere al suo Pontificato fin dal primo giorno della sua elezione: se vogliamo avvicinarci alla misericordia e alla grazia che Dio ci porta “dobbiamo avvicinarci agli scartati, ai poveri, a quelli che hanno più bisogno, perché su questo avvicinarsi tutti noi saremo giudicati”.