2018-2019

III DOMENICA DI AVVENTO

La Parola del giorno: Sof 3,14-18a; Is 12,2-6; Fil 4,4-7

Dal Vangelo secondo Luca (3,10-18)

II DOMENICA DI AVVENTO

La Parola del giorno: Bar 5,1-9; Sal 125; Fil 1,4-6.8-11

Dal Vangelo secondo Luca (3,1-6)

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA B.V. MARIA

La Parola del giorno: Gn 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12

Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38)

I DOMENICA DI AVVENTO

La Parola del giorno: Ger 33,14-16; Sal 24; 1Ts 3,12-4,2

Dal Vangelo secondo Luca (21,25-28.34-36)

I Manifesti dell'Anno associativo 2018-2019

Dopo esserci impegnati a custodire la memoria della nostra storia di fedeltà a Dio e all’uomo, nel secondo anno del triennio associativo, desideriamo renderci disponibili a generare ovvero «apprendere la virtù dell’incontro» (Vittorio Bachelet), accogliere l’invito a primerear (prendere l’iniziativa) e ad uscire fuori da sé per farsi prossimi e accompagnare i passaggi dell’esistenza di ciascuno curandone la vita spirituale.
Per realizzare tutto ciò «Di una cosa sola c’è bisogno»: ascoltare e tradurre in vita la Sua Parola, trovare il giusto equilibrio, occuparsi e non preoccuparsi per lasciare spazio all’ascolto e all’accoglienza dell’altro. Il Signore ci invita dunque a guardarlo negli occhi (così come fa Maria nella rappresentazione di Alessandra Cimatoribus scelta per il manifesto unitario di quest’anno), a prestare attenzione alla Sua Parola e al contempo ai bisogni degli altri, a «passare dall’affanno di ciò che devo fare per Lui, allo stupore di ciò che lui fa per me» (P. Ermes Ronchi).
Questo è vero più che mai anche per i bambini e i ragazzi che nell’intimità della cucina, cuore della casa (e centro del manifesto Acr del prossimo anno a firma di Virginia Chiabotti), sperimenteranno l’importanza dell’amalgamare bene gli ingredienti per preparare e gustare piatti prelibati in modo corretto e con i giusti tempi. Solo così ciascuno potrà sperimentare e vivere la bellezza di dire “Ci prendo gusto” nello stare con il Signore, nel rendere più buona la propria vita, nel prendersi cura di quella degli altri. Cucinare diventa allora il compito di chi ri-genera ogni giorno alla vita, non tanto perché sostiene il fisico con i nutrimenti (che permettono di sopravvivere), quanto più perché prosegue l’atto di amore che ha dato inizio all’esistenza e che chiede di essere rinnovato, moltiplicando le tavole imbandite, perché ogni vita sia essenza di gioia piena.