A tavola con Dio

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Il Vaticano ad EXPO 2015

di Gianni Di Santo - «Vorrei farmi portavoce di tutti questi nostri fratelli e sorelle, cristiani e anche non cristiani, che Dio ama come figli e per i quali ha dato la vita, ha spezzato il pane che è la carne del suo Figlio fatto uomo. Lui ci ha insegnato a chiedere a Dio Padre: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. La Expo è un’occasione propizia per globalizzare la solidarietà. Cerchiamo di non sprecarla ma di valorizzarla pienamente!». Così papa Francesco nel video-messaggio in occasione dell’inaugurazione di Expo Milano 2015. Che poi ha rincarato la dose: «in particolare, ci riunisce il tema: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Anche di questo dobbiamo ringraziare il Signore: per la scelta di un tema così importante, così essenziale… purché non resti solo un “tema”, purché sia sempre accompagnato dalla coscienza dei “volti”: i volti di milioni di persone che oggi hanno fame, che oggi non mangeranno in modo degno di un essere umano. Vorrei che ogni persona – a partire da oggi –, ogni persona che passerà a visitare la Expo di Milano, attraversando quei meravigliosi padiglioni, possa percepire la presenza di quei volti. Una presenza nascosta, ma che in realtà dev’essere la vera protagonista dell’evento: i volti degli uomini e delle donne che hanno fame, e che si ammalano, e persino muoiono, per un’alimentazione troppo carente o nociva».

L’Expo, il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione, finirà il 31 ottobre 2015. Una straordinaria occasione di crescita economica e di visibilità per il made in Italy ma anche una risposta etica ai tanti interrogativi che lo sviluppo veloce e globale del pianeta ha portato all’attenzione dei popoli.

Nutrire il Pianeta, Energia per la vita, infatti, è il tema centrale di Expo Milano 2015. Un’area espositiva di 1,1 milioni di metri quadri, più di 140 paesi e organizzazioni internazionali coinvolti, oltre 20 milioni di visitatori attesi.

I numeri sono importanti e dicono quanta attesa ci sia per l’Expo milanese. Si parlerà di creatività, tecnologia, alimentazione, con un occhio di riguardo alle innovazioni per un futuro sostenibile. Ma non solo. Ci sarà la possibilità di conoscere e assaggiare i migliori piatti del mondo e scoprire le eccellenze della tradizione agroalimentare e gastronomica di ogni paese dei cinque continenti.

Due drammi: fame e sprechi. Lo snodo centrale di tutta la manifestazione passa per alcuni dati che rappresentano oggi più che una preoccupazione, e non solo per i paesi cosiddetti del Terzo e Quarto mondo. Se da una parte, infatti, circa 870 milioni di persone denutrite hanno sofferto la fame nel biennio 2010-2012, dall’altra c’è chi muore per disturbi di salute legati a un’alimentazione scorretta e troppo cibo. Inoltre ogni anno, 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate. Per questo motivo servono scelte politiche consapevoli e stili di vita sostenibili. L’Expo dirà se, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, sarà possibile trovare un equilibrio tra disponibilità e consumo delle risorse.

 

La Santa Sede in prima fila

Un posto in prima fila spetta alla Santa Sede che ha, all’interno dell’Expo, un padiglione di 900 metri quadrati all’insegna della “sobrietà”, parola-chiave legata al tema dell’Expo e al pontificato di papa Francesco. E tanti eventi in via di definizione, organizzati dalla Santa Sede in collaborazione con la Conferenza episcopale italiana, l’arcidiocesi di Milano e l’ospedale pediatrico Bambin Gesù. L’11 giugno è il “national day”: la Santa Sede celebra, come tutti i partecipanti alla kermesse milanese, la sua giornata con un momento istituzionale e un’edizione speciale del Cortile dei Gentili. Anche la Cei celebrerà a Milano la Giornata del Creato, all’interno del padiglione della Santa Sede, il 5 settembre.

Il padiglione della Santa Sede si appoggerà alla Bibbia per la scelta del tema: Non di solo pane vive l’uomo e Dacci oggi il nostro pane sono, infatti, i due titoli che faranno da cornice a tutti gli eventi che si svolgeranno sotto il suo patrocinio. In un’intervista rilasciata all’agenzia Sir, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura e commissario generale della Santa Sede all’Expo, ha spiegato come i due titoli «sono i due aspetti del simbolo del pane: da una parte, la dimensione materiale, fisica, concreta, con tutti i problemi sociali che comporta e, dall’altra parte, l’aspetto più simbolico, quello che ha a che fare con la complessità della persona umana, che ha bisogno anche di nutrimento interiore». Ancora: alcuni video racconteranno il miracolo quotidiano della carità cristiana in diversi paesi. C’è l’Africa in prima fila, con i suoi drammi legati all’alimentazione. C’è la Siria, con le sue difficoltà di oggi. Ci sono, e non potevano mancare, le parole e i gesti di papa Francesco nell’abbracciare la povertà di ogni uomo e ogni popolo.

Il cibo, dunque, almeno all’Expo, è vita. È nutrimento, piacere, gusto, casa, famiglia, arte, guerra, pace, affetto, amore. Per il cibo si litiga, si combatte, si lavora. Alcune parole chiave condurranno i visitatori verso i territori (spesso) inesplorati della condivisione del cibo, mettendoli davanti a una semplice domanda: come nutrire il pianeta? Ecco perché, tra tavoli imbanditi e tecnologie all’avanguardia, tra architetture futuriste e documentari realisti, l’innovazione, il risparmio energetico, il rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali e un po’ di giustizia sociale saranno gli accompagnatori ufficiali di un lungo tour del corpo e dello spirito alla ricerca del pianeta perduto. Il mondo ha bisogno di uno sguardo “altro”.