Trasparenza nelle Università (e nella scuola)

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di Gioele Anni, Andrea Michieli, Michele Tridente - Al via la nuova campagna di Libera in collaborazione con Msac e Fuci. Un appello (da sottoscrivere) diretto ai Rettori di tutti gli Atenei per difendere e incoraggiare chi segnala corruzione, malaffare, nepotismi e raccomandazioni negli atenei pubblici. La campagna prevede anche un secondo tempo, nel quale saranno lanciate proposte analoghe dirette al mondo della scuola superiore.

di Gioele Anni, Andrea Michieli, Michele Tridente - Un risveglio delle coscienze per liberare il mondo dell’istruzione e della ricerca. È partita giovedì 23 ottobre, durante Giovani Contromafie (http://www.contromafie.it/), la campagna per la «Trasparenza nelle Università italiane»: un appello diretto ai Rettori di tutti gli Atenei per difendere e incoraggiare chi segnala corruzione, malaffare, nepotismi e raccomandazioni negli atenei pubblici. Nel campo dell’istruzione, infatti, si gioca la madre di tutte le battaglie contro la corruzione: il Msac e la FUCI hanno scelto di aderire, per ribadire che il diritto allo studio è la base del nostro futuro.

La campagna vede la mobilitazione attiva degli studenti, degli insegnanti e della società civile: un vero e proprio fronte in movimento, non solo per dire basta a tutto quello che non va nel mondo dell’istruzione, ma soprattutto per veicolare proposte concrete di cambiamento strutturale e culturale.  Promossa da Libera e Gruppo Abele vede la collaborazione di Cgil, Cittadinanzattiva, LINK Coordinamento universitario, Unione degli Studenti, Rete della Conoscenza, Forum Nazionale Giovani, Centro Iniziativa Democratica Insegnanti, Movimento Studenti di Azione Cattolica, Federazione Universitaria Cattolica Italiana.

La richiesta è chiara: sostenere un meccanismo che possa esporre e arginare le illegalità che possono accadere dentro e fuori dagli Atenei. Si tratta insomma di dare tutela all’azione dei whistleblower: letteralmente “chi suona il fischietto”, un’espressione per indicare chi sceglie di rompere i muri del silenzio sulle illegalità. L’istituto è stato introdotto in Italia dalla legge anticorruzione del 2012. Ha spiegato Enrico Fontana, coordinatore nazionale di Libera: «Chiediamo a tutti i rettori dei 66 atenei pubblici italiani di impegnarsi a favore del whistleblowing. Le università devono concedere una protezione efficace a chi denuncia episodi d’illegalità che avvengono al loro interno, incoraggiando la segnalazione di pratiche illegali e predisponendo massime tutele per chi ha il coraggio di parlare. E chiediamo a tutti, studenti, docenti, ricercatori, precari, di rompere il muro del silenzio complice».

La campagna prevedrà poi un secondo tempo, nel quale saranno lanciate proposte analoghe dirette al mondo della scuola superiore.

È possibile già da ora sottoscrivere l’appello alla pagina: http://www.riparteilfuturo.it/istruzione. Nella cassetta degli attrezzi (http://www.riparteilfuturo.it/universita-cassetta-degli-attrezzi) sono disponibili maggiori dettagli sulla campagna.