Il primo Festival dello sviluppo sostenibile

Disegniamo il futuro. Cambiamo il presente

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di Donato Speroni* - Dal 22 maggio al 7 giugno, il Festival dello Sviluppo Sostenibile: 200 eventi in 17 giorni, sull’intero territorio nazionale. Il Festival è promosso dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) di cui fa parte l’Azione Cattolica Italiana insieme alla Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile e molte altre associazioni e istituzioni. Sul sito del Festival potrete trovare tutte le informazioni: la conferenza stampa di presentazione, il calendario degli eventi filtrato per data, luogo o tema,l’elenco dei protagonisti. Attraverso il bottone “partecipa“ è anche possibile trovare forme di impegno in prima persona. Inoltre ogni giorno del Festival, il sito presenterà uno dei 17 Goal dell’Agenda 2030 dell’Onu: audiointerviste, video dei testimonial e altri materiali per fare luce sull’Obiettivo, dalla lotta alla povertà (Obiettivo 1) alla costruzione della Partnership internazionale (Obiettivo 17) necessaria per un mondo di pace e di progresso. L’intero Festival potrà anche essere seguito sui principali social:Facebook,Twitter,Linkedin e Instagram.

Insomma una grande manifestazione, che coinvolgerà decine di migliaia di persone. Con quale obiettivo? Possiamo sintetizzarlo così: stimolare la condivisione di alcuni valori fondamentali, trasformare l’adesione a questi valori in soluzioni concrete, costruire una piattaforma di proposte da mettere a disposizione delle forze politiche non soltanto come elaborazione intellettuale, ma con la forza di un’ampia partecipazione popolare.

Non possiamo nasconderci che la sostenibilità è diventata un mantra, invocata da tutti, approfondita da pochi. D’altronde chi può dire di essere per uno sviluppo insostenibile? Questo primo anno e mezzo di tentativi per mettere in pratica l’Agenda 2030, sottoscritta da tutti gli Stati del mondo nel settembre 2015 all’Onu, ha fatto registrare alcuni importanti passi avanti, soprattutto per quanto riguarda la definizione condivisa degli indicatori attraverso cui misurare il progresso, ma ha evidenziato anche le grandi difficoltà che il mondo deve affrontare: i passi indietro dell’amministrazione americana sulla politica energetica, l’esplodere del fenomeno delle migrazioni in dimensioni che i Paesi più sviluppati non riescono a gestire in modo ordinato e lungimirante, l’accelerarsi degli effetti del cambiamento climatico con conseguenze ancora difficili da valutare.

Anche in Italia sono stati fatti dei progressi, con la messa a punto di una bozza di Strategia per lo sviluppo sostenibile, l’elaborazione di una bozza di Strategia energetica, l’approvazione di una legge delega sul tema della lotta alla povertà e la preparazione di un Piano nazionale per l’adattamento al cambiamento climatico, ma tutto questo deve ora passare dalle intenzioni ai fatti, guardando anche alla necessità di una maggiore cooperazione internazionale perché nessun Paese oggi può pensare di avere uno sviluppo sostenibile “da solo”. Come comunità nazionale, abbiamo dunque un grande lavoro da fare, spostando l’ottica della politica dalle polemiche immediate ai programmi di medio termine. Per farlo ci vuole consenso, visione, coraggio. Il Festival, al quale siete tutti invitati, deve contribuire a costruire questi valori.

*Responsabile della redazione del sito www.asvis.it