L'Azione Cattolica sta con il Paese - Intervento di Miano al Conv. delle presidenze diocesane di Ac, 28 aprile / 1maggio 2012

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Comunicato n. 12

 

Convegno delle Presidenze diocesane di AC

Esperti in umanità

Concilio, Azione Cattolica, formazione

(28 aprile/1 maggio 2012 - Roma, Domus Pacis, via di Torre Rossa, 94)

 

Franco Miano:

«Cosa sarebbe stata l’Italia senza l’Azione Cattolica?»

«L’AC non sta con questo o quel partito, ma sta con questo Paese, con il bene comune dell’Italia.

Prima c’è la comunione ecclesiale, poi vengono le altre scelte»

 

Con l’’intervento del Presidente nazionale Franco Miano, si sono conclusi i lavori del Convegno delle Presidenze diocesane di Azione Cattolica 2012.

Il Presidente dell’AC nella sua relazione ha sottolineato il contributo dell’Associazione a servizio del Paese e l’impegno di ciascun socio nella costruzione del bene comune. Sottolineando come a monte di qualsiasi servizio al prossimo c’è la formazione: «La formazione viene prima dell’impegno politico», dice Miano. «Spendere tempo coni più piccoli, con giovani e con le famiglie è un tempo speso bene per la Chiesa e per il Paese. Cosa sarebbe stato questo Paese senza l’Azione cattolica? Senza il nostro continuo, e attento servizio al Paese e alla Chiesa, attraverso decenni non sempre facili?».

Nella giornata della Festa di san Giuseppe lavoratore, il presidente Miano richiama l’Azione Cattolica ad «aprire gli occhi sulle vicende drammatiche che vive il mondo del lavoro» e a «non mai di vista chi il lavoro rischia di perderlo e chi non lo trova». «L’Ac deve aiutare le persone a fare unità nella propria vita, in tempi in cui viviamo a pezzi e certe volte siamo a pezzi».

Il Presidente Miano facendo riferimento alle discussioni degli ultimi mesi sull’impegno dei cattolici in politica. «Più volte in questi mesi ci è stato chiesto il pensiero dell’Ac sulla crisi morale, politica ed economica in Italia. Ciò che ci preoccupa di più è la difficoltà a tenere unito il Paese». «L’Ac non sta con questo o quel partito ma sta con questo Paese, con il bene comune dell’Italia. Prima c’è la comunione ecclesiale, poi vengono le altre scelte».