Interv. di Lorenzo Ornaghi all'Incontro dedicato dall'AC al beato Giuseppe Toniolo

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Comunicato n. 8

 

Convegno delle Presidenze diocesane di AC

Esperti in umanità

Concilio, Azione Cattolica, formazione

(28 aprile/1 maggio 2012 - Roma, Domus Pacis, via di Torre Rossa, 94)

 

Dall’intervento del ministro Lorenzo Ornaghi

all’incontro pubblico che l’Ac ha dedicato al beato Giuseppe Toniolo

 

Lorenzo Ornaghi, ministro per i Beni e le Attività culturali, nonché rettore dell’Università Cattolica ha portato il suo contributo all’Incontro dedicato dall’Ac all’attualità del Toniolo, che dell’Ateneo fu tra i fondatori.

Il ministro, concentrandosi sul valore dell’impegno politico di Toniolo, esordisce con un’espressione a effetto: «Non bisogna ridurre i santi a un santino!». «Uomo fuori tempo e apparentemente contro tempo – spiega Ornaghi – per il suo metodo scientifico e per ciò che insegnava, diventa per noi uomo del nostro tempo e anche profetico. Non è stato un attardato pensatore ma un radicale innovatore. Esce dalle polveri dell’Ottocento scrivendo cose che servono ancora a noi oggi».

 

«Gli orientamenti culturali di Toniolo prendono spunto soprattutto dalla Dottrina sociale della Chiesa». Lo nota Ornaghi, che osserva: «è stato economista, storico, sociologo, ma tutte le etichette con lui sono limitanti e riduttive».

 

Il contributo di Ornaghi prende spunto dal suo attuale impegno nel Governo. Infatti, il ministro si concentra sulla necessità di «un nuovo modello di sviluppo per uscire dalla crisi». Questo modello, però, secondo Ornaghi, «non può muoversi solo su un piano strettamente economico». Bisogna pensare a «un uovo modello di sviluppo sociale e culturale». «L’etica nuova deve fondarsi su un nuovo modello di antropologia religiosa», dice. «La necessità di far corrispondere l’economia alla società – spiega Ornaghi – è strettamente legata al concetto di democrazia e alla necessità di una rappresentanza politica seria».

 

«L’attualità di Toniolo è il prodotto di una grande intelligenza, che cerca di entrare sulla realtà. Ciò si integrava bene però con la preghiera, che l’ha sostenuto sempre». E poi, chiude Ornaghi citando Ratzinger – «un santo illumina tanto più il nostro pensiero quanto più ci tocca nel cuore».