Sinodo interattivo: Chiesa in ascolto delle nuove generazioni

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di Michele Tridente - Il vicepresidente Ac per il settore Giovani analizza i passi compiuti, e quelli prossimi, per preparare il Sinodo 2018. L’importanza del questionario e dei temi sollevati. Il ruolo dell’associazione nelle tappe di avvicinamento all’assemblea dei vescovi

Potremmo definire quello dell’ottobre 2018, un “Sinodo interattivo”. Un Sinodo sui giovani, ma che già nelle intenzioni di papa Francesco vuole essere anzitutto un appuntamento ecclesiale dei giovani, e per questo la Chiesa vuole mettersi in loro ascolto e coinvolgerli da protagonisti già dall’inizio del cammino preparatorio. Oltre al classico questionario rivolto alle diocesi e alle realtà ecclesiali, ecco allora un questionario online per ogni giovane, un’indagine rivolta a tutti i giovani del mondo dai 16 ai 29 anni, per dare l’opportunità di farci sentire, di esprimerci, di raccontare quello che siamo e ciò che vogliamo far sapere di noi e della nostra vita.

Al questionario, proposto in diverse lingue (italiano, inglese, spagnolo, francese e portoghese; ma alcune Conferenze episcopali stanno provvedendo in proprio alla traduzione nelle rispettive lingue da mettere on line), si accede dal sito youth.synod2018.va, strumento voluto dalla Segreteria generale del Sinodo per promuovere un coinvolgimento attivo e una partecipazione diffusa dei giovani del mondo in modo semplice e veloce. Le risposte, che dovranno arrivare entro il 30 novembre prossimo, «faranno parte dell’ampia consultazione che la Segreteria generale sta svolgendo a tutti i livelli del popolo di Dio». Le domande intrecciano aspetti personali e opinioni sul mondo che ci circonda, sul rapporto con gli altri e la vita di fede, sulle scelte di vita e vocazionali. Mentre il questionario rivolto alle realtà ecclesiali è caratterizzato da un taglio più pastorale e intra-ecclesiale, il questionario online è destinato a tutti i giovani con uno stile aperto e accessibile a tutti, anche per i non credenti.

Parole concrete, nessun “ecclesialese”

Si coglie il profondo realismo e lo stile con cui sono formulate le domande: nessun linguaggio “ecclesialese” o termini solo per addetti ai lavori, ma parole semplici e concrete che vanno al cuore delle questioni e ci interrogano davvero. Sono domande che ciascuno di noi almeno una volta ha rivolto a se stesso, a un giovane o un giovanissimo del proprio gruppo o anche solo a un nostro amico. Già nella Lettera che accompagnava il documento preparatorio papa Francesco scriveva che «la Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche».

Tra le diverse domande, colpisce: «Che cosa ritieni urgente per la Chiesa cattolica oggi?». Le urgenze della Chiesa, la concretezza della sua missione, cosa è chiamata a fare nel tempo in cui è posta non sono elementi che interrogano i teologi né un aspetto che interessa solo i vescovi: è un problema di tutti i cristiani, anche e soprattutto dei giovani, perché «spesso è proprio al più giovane che il Signore rivela la soluzione migliore».

Questo Sinodo è una grande occasione di discernimento che abbiamo come Chiesa per comprendere come accompagnare i processi di crescita e le scelte di vita, ma è anche una grande possibilità per noi giovani di essere protagonisti nella vita della Chiesa. Ora che il percorso comincia abbiamo di fronte tante sfide importanti e da cogliere subito. Occorre uscire dalla tentazione sempre forte di pensare al Sinodo come un momento tutto intra-ecclesiale; al contrario è l’occasione per coinvolgere tutti i giovani in un percorso di riflessione molto ampio. Dobbiamo provare a mettere al centro del dibattito, con il coraggio e la sana incoscienza di noi giovani, questioni importanti, temi che toccano e interpellano la vita vera di un giovane.

Un compito per l’Azione cattolica

Come Azione cattolica, abbiamo il compito di generare dei percorsi sinodali diffusi a tutti i livelli. Anche per accrescere la consapevolezza di questo compito, come settore Giovani, abbiamo scelto di mettere il percorso sinodale, a partire dall’approfondimento dei temi del discernimento vocazionale e dell’accompagnamento alla maturità di fede, al centro dei nostri momenti nazionali e degli strumenti rivolti ai gruppi locali. Ma vorremmo che quest’attenzione al Sinodo non fosse solo per giovani, ma coinvolgesse tutta l’associazione, dove il dialogo tra le generazioni è da sempre una declinazione profonda della scelta dell’unitarietà.

Vorremmo che il percorso sinodale fosse occasione per tutta l’Ac per riflettere sulla qualità e la rispondenza alla vita dei percorsi formativi, per chiedersi come aiuta ed accompagna i giovani ad essere protagonisti nella Chiesa e nella società, per interrogarsi su quanto i nostri cammini riescono ad attrarre tutti i giovani, non solo quelli che abitualmente fanno parte del “giro” della parrocchia. Fin dalla sua fondazione, avvenuta proprio ad opera di due giovani, l’Ac scommette su noi giovani, sulle nostre intuizioni, sul nostro coraggio e il nostro desiderio di “cose grandi”. Questo chiama tutta l’associazione a prendersene cura per far sì che, «accompagnati da guide sagge e generose» (Preghiera di Papa Francesco per il Sinodo), ciascuno possa realizzare «il proprio progetto di vita» pensato dal Signore.