Chi non rischia non cammina

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Un Sinodo dei giovani e per i giovani: si celebrerà nel 2018. Lo ha voluto con forza papa Francesco: «Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci». Un percorso nel quale ci si sente sempre in ascolto delle aspirazioni e delle domande più profonde, animati da quel desiderio di felicità che si concretizza nella passione e nell’amore con cui si affrontano le esperienze. Perché l’incontro con il Signore cambia la vita

Lucia Colombo*

Un altro grande evento, quello del Sinodo dei Giovani, che si celebrerà nell’ottobre 2018. Un’altra significativa occasione di riflessione avviata da papa Francesco, che non smette mai di parlare al cuore di ciascuno, dei giovani soprattutto, annunciando instancabilmente la gioia del Vangelo di Gesù. Ed è bello leggere, nella lettera da lui scritta in occasione della presentazione del documento preparatorio, che era sua intenzione porre i giovani al centro dell’attenzione come protagonisti di questa riflessione, semplicemente perché ci porta nel cuore. E lo si percepisce dalle sue parole: «Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro». Solo una persona che ha a cuore il presente – prima ancora che il futuro – dei giovani e la realizzazione dei loro sogni e progetti può esprimere queste parole. Una dichiarazione di fiducia che ci riempie di gioia e orgoglio e ci richiama alla responsabilità, del nostro tempo e della nostra età, perché possiamo portare frutti incisivi e visibili di bene e di cambiamento.

Spesso, come viene sottolineato nel documento preparatorio, molti, e soprattutto molti giovani, «vivono in situazione di vulnerabilità e di insicurezza, il che ha impatto sui loro itinerari di vita e sulle loro scelte». Dunque, nonostante le evidenti difficoltà e gli ostacoli del nostro tempo siamo chiamati a leggere questi segni come opportunità per invertire la rotta: dalla rassegnazione al riscatto, dalla disperazione alla speranza, da un’accettazione passiva degli eventi alla responsabilità di scelte coraggiose. E il richiamo del papa è proprio al coraggio e all’audacia che nascono dalla capacità di mettersi in ascolto dei propri desideri più profondi e intimi a tu per tu con la Parola.

Il discernimento vocazionale è vita concreta

In questa prospettiva, il titolo del sinodo è significativo: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale: traccia un percorso che coinvolge tutti i giovani ponendoli dinanzi ad alcuni interrogativi presenti in ciascuno, chi siamo? cosa desideriamo? dove andiamo?; il sinodo inoltre può essere un’occasione per riscoprire che il discernimento vocazionale non è parola astratta piuttosto è vita concreta che si dirama nella trama delle ferite e dei segni dell’esistenza di ciascuno, in un momento storico in cui le scelte definitive e fondanti sembrano essere passate di moda per dare spazio a scelte meno durature nel tempo. Nel documento questo è delineato in modo chiaro: «Si rifiuta che costruire un percorso personale di vita significhi rinunciare a percorrere in futuro strade differenti: “Oggi scelgo questo, domani si vedrà”. Nelle relazioni affettive come nel mondo del lavoro l’orizzonte si compone di opinioni sempre reversibili più che di scelte definitive». Crediamo invece che valga la pena affermare che fare scelte definitive in qualsiasi ambito della vita (lavoro, relazioni, famiglia, ecc.) non sia certo un obbligo o una strada chiusa dalla quale non si può più uscire, né tantomeno una scelta che soffoca aspirazioni e sogni; piuttosto è il percorso che si fa per arrivare alla meta – il discernimento appunto – che ne fa scelta fondante e libera. Un percorso nel quale ci si sente sempre in ascolto delle aspirazioni e delle domande più profonde, animati da quel desiderio di felicità che si concretizza nella passione e nell’amore con cui affrontiamo le esperienze, aderendo sempre più a ciò che siamo veramente e non a ciò che gli altri vorrebbero che noi fossimo.

Aspirare sempre a cose grandi

L’incontro con il Signore cambia la vita perché ci spinge a realizzare pienamente il senso di chi siamo, a noi il compito di fare in modo che quella forza non si esaurisca egoisticamente in cose futili o banali ma ci accompagni a scelte coraggiose senza farci bloccare dalla paura di sbagliare. E non è cosa per pochi prescelti, ma una possibilità alla portata di tutti! Come possiamo allora ridestare la grandezza e il coraggio di scelte di ampio respiro? Il papa ce lo ha detto tante volte, «rischia! Chi non rischia non cammina» e aggiunge anche che non occorre preoccuparsi prima degli errori che si potrebbero fare perché «sbaglierai di più se tu rimani fermo» (dal discorso a Villa Nazareth, 18 giugno 2016).

Dopotutto, come scriveva Alberto Marvelli, «è immensamente triste una giovinezza senza la passione delle altezze». Quale augurio migliore per ricordarci di aspirare a cose grandi, quelle che fanno brillare gli occhi e ardere il cuore. Buona scalata!

Articolo pubblicato su Segno 4 - 2017

*vice presidente nazionale Ac per il settore Giovani