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Ong e cooperazione. E poi l’estate di Ac

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Ottantunomila volontari e 17mila occupati. Il mondo della cooperazione internazionale è una realtà ben sviluppata in Italia. Ma al di là dei singoli progetti e di dove si svolgono, le Ong offrono la capacità di sensibilizzare ai temi legati allo sviluppo, la proposta di chiavi di lettura non “allineate”, la dimostrazione che, se ci si mobilita, magari non si risolvono del tutto i problemi, ma si possono salvare vite e smuovere acque. Anche quelle del Mediterraneo.
Con il numero di luglio, Segno tenta di raccontare ciò che è oggi la cooperazione internazionale. E per il mondo delle Ong la sfida, prima ancora che essere sociale, è una sfida culturale. Padre Giulio Albanese e il presidente della Focsiv spiegano le ragioni della cooperazione allo sviluppo, che non significa «solo difendere le ragioni di un impegno anche cristiano, ma avvicinarsi a comprendere meglio le ragioni di un futuro geopolitico che non può non essere che insieme all’Altro».
E poi ancora tanta realtà vissuta dai territori. La testimonianza di
un ex direttrice di carcere, oggi Dirigente generale dell’amministrazione penitenziaria, ci interpella. «Penso a una giustizia che aiuti a prendere in mano la propria storia». Occorre offrire «tutti gli strumenti per rientrare nella società con dignità e responsabilità, quella responsabilità che è mancata nel commettere il reato». E poi ancora don Mimmo Zambito, per tre anni parroco di Lampedusa, che racconta in un libro la sua esperienza accanto ai migranti: «Chi è stato “arato” e come “fecondato” dal morente salvato nel mare a Lampedusa, ora vive con una marcia in più, pur portando addosso la morte». Ogni profugo, ricorda il sacerdote, «è portatore di un progetto di vita».
Per la consueta rubrica del “taccuino spirituale” è venuto il tempo di non lasciare cadere nel
nulla i momenti in
cui Dio chiama, per confidare e affidare a ciascuno la missione pensata dall’eternità. Un taccuino per non disperdere quella voce “si tenue e si discreta” che attraversa la nostra vita quotidiana. Una “chat privata” con Gesù, con noi stessi, con la vita che scorre e sa dirci sempre qualcosa di bello.
Infine, è arrivata l’ora dei campi nazionali. Sono da
sempre il fulcro dell’impegno “estivo” dell’associazione. A livello parrocchiale, diocesano e nazionale ce ne sono per tutti i gusti. E mentre Casa San Girolamo a Spello continua a essere il polmone spirituale per chi ha voglia di stare un po’ in silenzio con se stesso, a settembre l’Ac vivrà un momento importante con il Convegno dei presidenti e assistenti unitari diocesani.