Il senso del Natale, il Sinodo dei giovani e… tanta Ac

«Segno» di dicembre, qui tutto da leggere

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Segno n.11-12 2017

È una riflessione di mons. Gualtiero Sigismondi, assistente generale dell’Ac, sul senso del Natale ad aprire l’ultimo numero dell’anno di «Segno». Da segnalare: l’approfondito sguardo sul Sinodo dedicato ai giovani, con i contributi della pedagogista Alessandra Augelli, di mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, e dell’SG associativo; il critico Alessandro Zaccuri che illustra un inedito format tra cultura e solidarietà; il racconto dell’impegno Ac per le Scuole cattoliche a Sarajevo; il ricordo del generale Dalla Chiesa attraverso le parole della figlia Simona; lo stato di salute del nostro sistema-Paese. E, come sempre, le pagine di spiritualità a cura di don Antonio Mastantuono e di don Fabrizio De Toni.

«L’alta marea del “gloria in excelsis”, annunciata da un profondo silenzio, è quella della gioia, che ha diversi registri: la letizia, l’esultanza, il gaudio e il giubilo». Così l’assistente ecclesiastico generale dell’Azione cattolica italiana e vescovo di Foligno, mons. Gualtiero Sigismondi, riflette sul senso del Natale nell’ultimo numero dell’anno di Segno. Un Natale che deve essere una festa e un dono.

E mentre il 2017 si chiude, il dossier del numero prende in esame un evento molto importante del prossimo anno, il Sinodo dei giovani. «Non dobbiamo pensare al Sinodo come un’operazione di marketing per riportare i figli all’ovile», racconta a Segno Alessandra Augelli, pedagogista della famiglia, esperta sui temi dell’educazione, che è anche socia di Ac. Gli under30 «fiutano un’intenzione non autentica. Credo che questo Sinodo sia espressione di una piena fiducia in un potenziale immenso di spiritualità, profondità e ardore, che troppo spesso nella Chiesa rimane soffocato». Alcune esperienze di vita completano il dossier, insieme a una riflessione dei vicepresidenti e assistente nazionale del settore Giovani. Prende poi la parola l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che ha scritto una lettera pastorale in cui le nuove generazioni sono al centro dell’attenzione.

Nel resto del giornale spazio come sempre a sguardi “altri” sulla realtà. Il giornalista Alessandro Zaccuri ci illustra un inedito format culturale: serate dal taglio solidale dove, in cambio della presentazione di un classico della letteratura mondiale, i convenuti offrono beni materiali da destinare a donne e bambini che versano in condizioni di difficoltà. E sempre di libri si parla ricordando il generale Dalla Chiesa attraverso le parole della figlia Simona: «Ho pensato fosse giusto restituire un’immagine completa di mio padre che, sotto la divisa, aveva un mondo intenso di affetti e sentimenti». Con l’intento di «fare capire, anche ai più giovani, che cosa significa vivere con coerenza determinati valori, nell’aspetto pubblico come in quello privato».

Che succede in Italia? Una politica che sembra soffermarsi solo sui tecnicismi elettorali ha già perso in partenza. «L’Italia che vuole uscire dalla crisi – spiega Vincenzo Antonelli, esperto di Diritto pubblico – non ha bisogno solo di buone regole elettorali. Forse, e ancora di più, ha bisogno di una politica e di politici con la “P” maiuscola», come ha detto papa Francesco all’Ac, «capaci di progettare il futuro, di dare una prospettiva al paese e di perseguire realmente ed onestamente il bene comune».

Diverse pagine, come sempre, sono dedicate all’associazione. Un articolo ricorda l’impegno per le Scuole cattoliche per l’Europa a Sarajevo, una realtà unica nel suo genere che l’Azione cattolica ha contribuito a far crescere e sostenere sin dalla sua fondazione, nel 1994, a guerra in corso. Mentre la rubrica sul “primato della vita” si affida questa volta al vice assistente generale di Ac, don Antonio Mastantuono: «se non si è innamorati di Cristo, ogni altro amore rimane inefficace e sterile o, almeno, non può essere vissuto come pienamente appagante per l’uomo che desidera unirsi al Signore attraverso l’esercizio della propria libertà vivificata dall’azione dello Spirito Santo».

Si presenta, infine, con un articolo nella rubrica annuale sul “credere oggi”, il nuovo assistente nazionale per il settore Adulti, don Fabrizio De Toni. «Sant’Agostino – scrive – argomentava in modo “scandaloso” che Maria è più grande come discepola che come madre. Proprio perché obbediente discepola dell’ascolto libero e operativo, ella diviene feconda, generativa, madre della Parola».

(GDS)