Segno accompagna l’Ac all’Assemblea e all’incontro con il Papa

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30 aprile: tutti a San Pietro. Il numero di Segno di marzo è in gran dedicato al triplice appuntamento che interessa i soci dell’Azione cattolica: la XVI Assemblea nazionale, l’incontro con papa Francesco in San Pietro, appunto il 30 aprile, e l’inizio delle celebrazioni per il 150° di fondazione dell’associazione.
I lettori della versione cartacea troveranno in copertina e negli articoli la data del 29 aprile semplicemente perché al momento di andare in stampa quella era la data stabilita per l’appuntamento con Francesco. Poi la necessaria correzione del calendario, visto che il Papa intraprenderà quel giorno un importantissimo viaggio in Egitto. Dunque l’abbraccio tra Ac e Papa è ora fissato al 30 aprile.
La versione digitale di Segno riporta invece la data esatta.
L’Ac celebra dunque a Roma il momento assembleare sulla scorta di un profondo lavoro di revisione e di dibattito svoltosi a partire dalle parrocchie e dalle diocesi di tutta Italia. Il tema è: Fare nuove tutte le cose. Radicati nel futuro, custodi dell’essenziale.
Il presidente dell’Azione cattolica, Matteo Truffelli, nell’intervista rilasciata al giornale, racconta il triennio associativo ed esprime le attese in vista della XVI Assemblea e dell’incontro con il pontefice in piazza San Pietro, dove – dice – «aspettiamo tutti!». Una riflessione con lo sguardo in avanti, facendo tesoro dei 150 anni di storia alle spalle.
«L’invito per tutte le associazioni – spiega a Segno Carlotta Benedetti, segretaria generale dell’Ac – è di utilizzare l’occasione anche per portare a Roma chi magari, nel frattempo, si è allontanato dall’Ac, ma che ha pensato e costruito questa storia prima di noi: sarebbe bello vivere tutti insieme tale incontro, testimoniando che tutti abbiamo contribuito e stiamo aiutando a scrivere pagine belle di storia associativa».
Il giornale, nelle altre pagine, racconta vicende di “buona speranza”. Ne è convinto lo scrittore Marco Erba che vede in ogni ragazzo una scintilla di bellezza. «Il ruolo di noi educatori è risvegliare quella scintilla. Gli adolescenti hanno bisogno di qualcuno che creda in loro e che gli faccia vedere questa strada, stimolando così la loro libertà. Senza questo stimolo rischiano di perdere tempo e buttarsi via». Così come “buona speranza” è un Premio nazionale di musica cristiana per cori e gruppi giovanili che si svolge a Copertino all’inizio dell’estate. Anche qui «l’obiettivo non è quello di portare al successo qualcuno, ma diffondere il messaggio evangelico attraverso il canto sacro e liturgico». Ancora, dalla periferia della vita: l’associazione Salvamamme, che si trova in una struttura della Croce rossa a Roma, si adopera per far nascere bambini; e non manca, inoltre, un racconto di come le popolazioni del centro Italia stiano sopportando con orgoglio e dignità il dramma del terremoto.
Sinodo dei giovani voluto da papa Francesco: il vicepresidente nazionale dell’Ac per il settore Giovani spiega come prepararsi al prossimo appuntamento ecclesiale e interamente dedicato alle nuove generazioni; un’occasione anche per confrontarsi con il mondo adulto.
Continua, poi, l’appuntamento sulla Regola di vita spirituale, mentre per la seconda puntata della rubrica “Perché credere” l’accento è posto su quattro verbi che danno senso alla missione: uscire, incontrare, camminare e vivere in fraternità.

 

Gianni Di Santo