La scelta e l’impegno per la pace nel nuovo numero di «Segno nel Mondo»

Salviamo il futuro

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A raccontare la guerra e a sognare la pace – aiutati anche dal Messaggio per la Giornata mondiale della Pace 2019, pubblicato il 18 dicembre, dedicato ai vizi e alle virtù della politica – ci pensa l’ultimo numero del trimestrale dell’Azione cattolica italiana Segno nel Mondo (n. 4/2018, disponibile già in questi giorni attraverso il formato digitale e il sito SegnoWeb), che, in copertina, titola Guerra e pace. Salviamo il futuro. Nel dossier della rivista tanti temi e opinioni a confronto. Per il direttore dell’Istitu­to di diritto internazionale della pace “Giuseppe Tonio­lo” non c’è bisogno soltanto di ripensare i meccanismi di funzionamento della co­munità internazionale, ma anche di percorrere strade nuove per la riaffermazione del diritto e della giustizia. Un impegno al quale la Chie­sa di papa Francesco non in­tende sottrarsi (si legge nel Messaggio che corruzione, razzismo e xenofobia sono «la vergogna della vita pubblica e mettono in pericolo la pace sociale»), come spiega Vincenzo Buonomo, nuovo Rettore della Pontificia Uni­versità Lateranense. I conflitti aumentano (Luca Geronico), ma il fiore rosso della profezia (Anselmo Palini) ci racconta una storia diversa, quella di uomini e donne che hanno reso vivo il tizzone ardente della testi­monianza evangelica. Perché la pace, oggi, è anche donarsi per dieci giorni in un progetto di volontariato in Terra Santa, come racconta un altro articolo. Un tempo giusto per sparge­re piccoli semi di speranza.
Occhio poi all’anno che verrà: tre parole – ponti, alleanze, arcobaleni – sono l’alfabeto della nuova speranza per questi tempi che viviamo. E alle storie di solidarietà, con un coro di Vimercate che aiuta un ospedale in Congo e le tante iniziative di sostegno ai bambini siriani che scappano dalla guerra e dalla fame.
Il sociologo Stefano Allievi propone, nell’intervista centrale del giornale, 5 cose da sapere (e una da fare) sul fenomeno dell’immigrazione.
Sul versante associativo, l’Ac è oggi più che mai sollecitata a suscitare vocazioni educative. Un articolo analizza il documento per la formazione degli educatori Acr, che suggerisce quattro prassi: fare memoria, la buona narrazione, la cura della vita interiore e amare e far amare.
Per la consueta rubrica Il primato della vita si parla di Babele: dalla Chiesa, dall’Ac e dal laicato può arrivare un contributo decisivo per costruire la città a misura d’uomo, mentre la rubrica Perché credere si sofferma sulla Liturgia, sorgente della preghiera