Realizzare il bene comune per ottenere la pace

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Michele D'Avino, direttore dell'istituto Toniolo, presenta il convegno che si è tenuto il 26 gennaio a Roma

Nell’accorato messaggio pronunciato da Benedetto XVI in occasione della 46ma giornata mondiale della pace, il Papa esprime a chiare lettere il legame diretto che esiste tra pace e bene comune: “La pace è principalmente realizzazione del bene comune delle varie società, primarie ed intermedie, nazionali, internazionali e in quella mondiale. Proprio per questo si può ritenere che le vie di attuazione del bene comune siano anche le vie per ottenere la pace”.

Ne scaturisce un generale appello a tutti gli uomini di buona volontà, in ogni parte del mondo, affinchè ciascuno si senta responsabile e si impegni per il bene di tutti. Un impegno che trova fondamento non solo in un principio di natura morale ma che pare connotarsi anche di una precisa valenza civica. Il desiderio di pace e l’impegno per il bene che ne consegue, infatti, afferma il papa, trovano corrispondenza in un preciso “diritto-dovere di uno sviluppo integrale, sociale, comunitario”.

Non sfugge l’autentico afflato di speranza che pervade il messaggio pontificio: una speranza che sembra rintracciare le sue ragioni più profonde soprattutto nell’uomo, nella sua innata aspirazione alla pace, nella sua gratuita dedizione al bene.    
È un bene possibile la pace, non un’utopia o un sogno. Dono di Dio e, al tempo stesso, opera dell’uomo. Risposta umana ad una vocazione divina. Disegno di vita piena, felice e ben realizzata. Promessa di beatitudine.
“Beati gli operatori di pace”, afferma Benedetto XVI sin dal titolo del suo messaggio, richiamando alla coscienza dell’uomo la nota beatitudine evangelica. Beato, cioè, quell’uomo capace di sottrarsi alla dittatura del relativismo e alla logica imperante dell’egoismo. Beato l’uomo capace di accogliere tutta la verità su se stesso, sulla sua natura relazionale, sulla propria responsabilità per la creazione di un mondo nuovo.
La Presidenza nazionale dell’Azione cattolica italiana e l’Istituto di Diritto internazionale della pace “G. Toniolo”, in occasione del Seminario di studio organizzato a Roma il 26 gennaio, si propongono di approfondire la riflessione sui temi affrontati dal Santo Padre nel messaggio per la giornata mondiale della pace 2013 e, allo stesso tempo, di fornire un originale contributo a quell’“immenso compito di educazione alla pace” che si spalanca innanzi a chi ha a cuore il bene delle generazioni presenti e future.
Orizzonte comune della riflessione proposta dal Seminario  sarà costituito dal “riconoscimento di essere, in Dio, un’unica famiglia umana”, chiamata ad operare insieme per ottenere la  pace, che “comporta la costruzione di una convivenza fondata sulla verità, sulla libertà, sull’amore e sulla giustizia”.
Dopo il saluto introduttivo del Presidente nazionale di Ac Franco Miano e del Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto, Ugo De Siervo, interverranno, per l’occasione, S.E.R. Mons. Giovanni Angelo Becciu, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato della Santa Sede e Michel Roy, Segretario Generale di Caritas Internationalis. 
Particolare attenzione, tra le numerose tematiche richiamate dal messaggio, verrà dedicata a quella che il papa indica quale imprescindibile presupposto della pace: la promozione della vita umana in tutte le sue dimensioni, personale, comunitaria e trascendente. Tale assunto viene in special modo declinato da Benedetto XVI nella difesa del diritto fondamentale alla vita, nella promozione della struttura naturale del matrimonio, nella tutela della libertà religiosa, nonchè nella garanzia della piena realizzazione dei diritti e dei doveri sociali, primo fra tutti il lavoro.
Si tratta di questioni che, nell’attuale contesto di crisi finanziaria, economica, etica e politica, risuonano come un monito e, al tempo stesso, un invito. In gioco c’è la costruzione di un mondo più giusto e solidale, la realizzazione di un modello nuovo di sviluppo, il conseguimento di un bene più grande. 
Le sfide che ne discendono sul piano educativo, pastorale e civile verranno prontamente raccolte dall’Azione cattolica, da sempre fedele all’impegno educativo per la formazione delle coscienze e la promozione di uno sviluppo umano integrale di ragazzi, giovani e adulti, in ogni parte del Paese.