L'Azione Cattolica a Sarajevo con Papa Francesco

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Sabato 6 giugno la città martire di Sarajevo accoglierà Papa Francesco, «un fratello messaggero di pace» che l’Azione Cattolica Italiana accompagnerà con la preghiera e un affetto del tutto speciali all’abbraccio con il cuore aperto, grande e ferito della Bosnia Erzegovina. A oltre vent’anni dalla terribile guerra, il Paese vive ancora le sofferenze e le difficoltà prodotte dal conflitto e dall’attuale contesto seguito agli accordi di Dayton, che di fatto hanno sancito la divisione etnica della Bosnia Erzegovina, in più oggi investita da una profonda crisi economica, politica e sociale.

 

Profondo e fraterno è il legame tra l’Azione Cattolica Italiana e la terra e la Chiesa di Bosnia Erzegovina. Iniziato nel lontano 1993 con la candidatura del bambini di Sarajevo al premio Nobel per Pace. Accogliendo il grido di Giovanni Paolo II (“Siamo con voi”), l’Ac italiana si impegna nella realizzazione di due progetti che ancora oggi proseguono e danno frutto: le scuole interetniche (“Scuole per l’Europa” - promosse dalla Chiesa cattolica e nate sotto i bombardamenti) che accolgono oggi oltre 4.000 studenti, cui sono legate le borse di studio universitarie per studenti in difficoltà non solo economica (un’iniziativa suggerita dal cardinale Vinko Puljić e dal vescovo ausiliare di Sarajevo mons. Pero Sudar che non hanno fatto mai mancare il loro affetto a tutta l’Ac) e i gemellaggi - oggi sono una ventina - tra una diocesi italiana e una parrocchia della diocesi di Sarajevo.

Si può dire che nel tempo lo slogan “Mi smo s vama” (“Siamo con voi”) è divenuto lo stile con cui l’Ac italiana vive l’amicizia con la Chiesa sorella di Bosnia. Un’amicizia non priva di simboli ed emozioni. Nel 1997, durante la Messa presieduta da Giovanni Paolo II nello stadio Kosevo di Sarajevo (lo stesso in cui celebrerà papa Francesco) - presente una delegazione nazionale dell’Ac - Papa Wojtyla celebra con il calice regalatogli qualche mese prima all’udienza natalizia dai ragazzi dell’Acr, in segno di buon auspicio per il viaggio tanto desiderato.

 

C’è ancora un frutto prezioso. Da un anno circa un gruppo di giovani laici e sacerdoti bosniaci è impegnato a far nascere l’Azione Cattolica nel Paese. Anzi, “ri-nascere” dato che l’Ac in Bosnia Erzegovina era molto presente e radicata nel Paese tra le due guerre mondiali. L’augurio per tutti è che l’incontro di Papa Francesco con i fratelli e le sorelle di Bosnia Erzegovina possa rappresentare una nuova speranza di vita e di pace per questa cara terra, per la Chiesa martire e profetica che in essa sopravvive e lavora, e per un’Azione Cattolica ancora pronta e generosa nel dimostrare la sua vicinanza e la sua amicizia.

 

Un augurio di pace che idealmente lega il viaggio di Francesco a Sarajevo all’iniziativa “Un minuto per la Pace”, voluta dal Forum Internazionale di Azione Cattolica (Fiac), a un anno dall’incontro in Vaticano tra Papa Francesco, Shimon Peres e Mahmoud Abbas, per rilancia l’invocazione per la pace in tutto il mondo invitando lunedì 8 giugno, alle ore 13, a un minuto di sosta, silenzio e, per chi crede, di preghiera. Iniziativa che ha già raccolto adesioni dai cinque continenti.