Intervento del presidente Truffelli al Convegno dei presidenti e assistenti unitari dioc. e reg. di Ac - Calenzano (FI)

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Convegno nazionale Presidenti e Assistenti unitari diocesani e regionali di Ac

Il seminatore uscì a seminare

(19-21 settembre 2014, Calenzano (FI), Hotel Delta Florence, via Vittorio Emanuele, 3)

Intervento del Presidente nazionale dell’AC

Matteo Truffelli in apertura del Convegno

“Raccogliamo l’invito di Papa Francesco che ci chiede di andare incontro ai molti che abitano le periferie dell’esistenza. Come discepoli-missionari che si fanno carico della vita reale delle persone”

“Abbiamo la fortuna di vivere una stagione straordinariamente feconda per l’intera comunità ecclesiale. Un presente della Chiesa fatto di grande apertura e intriso di profezia. Illuminato dal magistero di Papa Francesco, segnato dalle attese piene di speranza che egli sa suscitare, dalla particolare “enciclica dei segni” che lo contraddistingue, patrimonio di amore per tutti”.Così il Presidente nazionale dell’Azione Cattolica, Matteo Truffelli, ieri sera all’apertura dei lavori del Convegno nazionale dei Presidenti e Assistenti unitari diocesani e regionali di Ac, in corso a Calenzano (FI). Il primo appuntamento del nuovo anno associativo che si apre dopo la pausa estiva, ma anche la prima occasione di confronto per “progettare insieme” il cammino dell’Azione cattolica per il triennio apertosi lo scorso maggio con la XV Assemblea nazionale dell’associazione e l’incontro con Papa Francesco.

“Quello dell’Ac è un cammino che continua, una comunione che si rinnova e si rafforza”. Sono le prime parole che il presidente Truffelli rivolge ai presenti. “Un buon cammino, che innanzitutto ci consente di essere qui a sperimentare la bellezza dello stare insieme, a fare esperienza dell’essere associazione. Un ‘gregge sparso’ che serve la Chiesa e le comunità del nostro paese, che si riconosce in una vicenda antica eccezionalmente bella e condivisa, e in una fitta trama di volti e storie di santità laicale. Una pagina di Chiesa viva che prosegue il suo servizio al Vangelo sulle gambe di migliaia di ragazzi, giovani e adulti che quotidianamente tessono fili di speranza per tutti”.

“Siamo qui per progettare insieme il futuro dell’Azione cattolica, all’inizio di un triennio che credo debba innanzitutto essere caratterizzato dalla corresponsabilità – sottolinea il presidente nazionale dell’Ac. Si cammina insieme. E insieme siamo chiamati a dare testimonianza della nostra fede”. Cita Vittorio Bachelet, il presidente Truffelli, e nel ricordarne le parole, lega idealmente passato, presente e futuro dell’Azione cattolica. “In una lettera ai presidenti diocesani dell’Ac, come me, da poco nominato Presidente nazionale dell’associazione, Vittorio Bachelet scriveva: ‘Nell'accettare l’incarico a presidente, vi chiedo di aiutarmi a portare l’Azione cattolica in alto, a largo e in mare aperto, lontano dalle lentezze che la mortificano’. Solo se ci spingiamo a largo, in mare aperto – aggiunge Matteo Truffelli – noi potremo gettare le reti della speranza, aiutare noi stessi e il nostro prossimo. Non è restando in tranquilli e comodi porti, spesso grigi e tristi, che daremo testimonianza dell’amore di Cristo”. E qui il presidente dell’Ac, indica con precisione le prime coordinate della rotta associativa per il triennio: “Cogliamo l’invito di Papa Francesco che ci chiede di andare incontro alle tante persone che abitano le periferie dell’esistenza, di farci carico della vita reale delle persone, lasciandoci interrogare dalle tante storie di un'umanità dolente, spesso disperata, che bussa quotidianamente alle nostre porte”.

Quella che si delinea è la strada di un’Azione cattolica protesa al suo esterno. Capace di accogliere e accompagnare le persone che domandano più dignità per le loro vite. “Andate ad incontrare la vita delle persone, e attenti al pericolo della tentazione della quiete e del vittimismo”, sono le parole che Papa Francesco ha rivolto all’Azione cattolica lo scorso maggio alla fine della XV Assemblea nazionale. Matteo Truffelli le ricorda e spiega: “Questo è il nostro cammino: declinare nel concreto dell’esperienza umana i tre verbi che Francesco ci ha consegnato: rimanere con Gesù, andare per le strade delle nostre città e dei nostri paesi incontro alle persone, gioire nel Signore. Solo così potremo essere ad un tempo ‘discepoli-missionari’, e non soltanto ‘discepoli e missionari’. È questo un passo avanti straordinariamente importante e che va colto nella sua immediatezza e nella semplicità del Vangelo”.

Le parole di Francesco richiamano alla mente quelle di un altro grande Papa che tra poco sarà beato, Paolo VI. In un discorso rivolto all’Azione cattolica diceva: ‘Venite vicini e andate lontano’. L’Ac ne ha tutta l’intenzione.

Il cammino che l’Azione cattolica si appresta a compiere – lo dicevamo – non è un cammino in solitaria ma un cammino insieme. Insieme alla Chiesa italiana e a ciascuna delle sue realtà locali. “Per questo - lo sottolinea il presidente Truffelli - l’Azione cattolica, come già affermato negli Orientamenti triennali emersi dal lavoro assembleare, fa cardine su alcuni appuntamenti importati che ci attendo: il Convegno Ecclesiale del novembre 2015, il cui cammino preparatorio abbiamo da tempo intrapreso per preparare al meglio la nostra partecipazione, e a cui è dedicato l’incontro di domani mattina a Firenze in Santa Croce, con tema “Un nuovo umanesimo per il nostro tempo”; il Sinodo dei vescovi dedicato alla famiglia che si aprirà il prossimo 5 ottobre e che sarà preceduta da un momento di preghiera e riflessione, promosso dalla presidenza della Cei, al quale parteciperemo numerosi anche attraverso iniziative diocesane e parrocchiali, segno dell’attesa carica di aspettative che già caratterizza l’evento; gli Orientamenti per l’annuncio della catechesi che intendiamo far nostri e diffondere”.

Per il presidente Truffelli c’è però ancora un ultimo cardine operativo per l’Ac di domani: “La ricchezza e la novità di Francesco; lo straordinario fermento ecclesiale che stiamo vivendo grazie a Papa Francesco. La carica profetica e la forza delle sue parole e dei suoi gesti. Un dono prezioso e una testimonianza viva per tutti noi”.

Questa mattina i convegnisti si spostano a Firenze per l’incontro pubblico nella Basilica di Santa Croce. L’attenzione è alla questione antropologica e al nuovo umanesimo che, in tutti i suoi aspetti, costituisce il tema centrale del prossimo Convegno ecclesiale nazionale che si terrà nel capoluogo toscano il prossimo anno. Dopo la Celebrazione eucaristica presieduta dal card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, seguirà l’incontro “In Cristo Gesù il nuovo umanesimo. L’Azione cattolica verso il Convegno ecclesiale nazionale”, con interventi e contributi di don Massimo Naro (“Un nuovo umanesimo per il nostro tempo”), mons. Timothy Verdon (“Educare l’umano attraverso l’arte”), Massimo Muratore, (“Servire l’umano attraverso l’accoglienza”), Simone Esposito (“Mostrare l’umano attraverso l’associazione”), modera i lavori Maria Gabriella Pennino.

Un contributo dell’Azione cattolica al percorso di preparazione all’importante appuntamento della Chiesa italiana. Un’iniziativa che precede le occasioni di riflessione che nei prossimi mesi saranno promosse nei territori dalle delegazioni diocesane, per confrontarsi sui temi del Convegno ecclesiale e preparare la partecipazione ai lavori di Firenze.