il Ministro Francesco Profumo al Convegno nazionale degli insegnanti di AC - Roma, 14 ottobre 2012

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Convegno nazionale degli insegnati di Ac

“Nella scuola con stile per costruire il domani”

(14 ottobre 2012 - Roma, Domus Pacis, via di Torre Rossa, 94)

 

Il saluto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Francesco Profumo

«Ridisegnare il ruolo degli insegnati»

«Sostenere e valorizzare la loro professione e una scelta “strutturale” per tutta l’azione educativa»

 

Vi proponiamo un’ampia sintesi del saluto che il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo ha rivolto ai partecipanti al primo incontro nazionale degli insegnanti che provengono dall’esperienza di Azione Cattolica, che ha come tema “Nella scuola con stile per costruire il domani”, in corso oggi a Roma, presso la Domus Pacis in via di Torre Rossa 94.

 

«Il mondo cattolico è da sempre protagonista nel campo dell’educazione, per il suo impegno attraverso il ruolo degli insegnanti e nella trasmissione del sapere. Proprio all’educazione la Chiesa italiana ha voluto dedicare il decennio in corso 2010-2020 con la pubblicazione degli Orientamenti pastorali dal titolo “Educare alla vita buona del Vangelo”»

 

«L’analisi che vi viene svolta riguarda tutto il sistema-Paese. La scuola affronta oggi una grande sfida, identitaria e culturale. Si tratta di consentire alla scuola di tramandare le nostre gloriose tradizioni culturali e storiche, valorizzandole però anche attraverso le nuove competenze e gli strumenti delle nuove tecnologie, e mettendole in relazione con gli obiettivi del Terzo millennio»

 

«Viviamo nel pieno di quella che chiamerei la “seconda rivoluzione di Gutenberg”. L’informazione non è più detenuta da pochi e trasmessa ai tanti attraverso i libri o gli insegnanti. Oggi siamo rapidamente passati alla conoscenza diffusa, a una moltitudine di piattaforme informative, più o meno certificate, tra le quali è necessario imparare bene a districarsi. La sfida, come le opportunità di questa nuova realtà sono grandi. La scuola deve, e può, governare questa rivoluzione»

 

«L’orizzonte della conoscenza che ci si apre davanti impone di ridisegnare il ruolo degli insegnanti. Sempre più ad essi spetterà il compito non solo di condividere le proprie conoscenze, ma anche di orientare gli studenti, attraverso gli strumenti logico-deduttivi, nel flusso indistinto di informazioni. Come “direttori d’orchestra”, aiuteranno i ragazzi a organizzare i diversi saperi»

 

«Per questo, il MIUR ha intrapreso, pur in tempi di difficile congiuntura, la via maestra del rinnovamento del personale docente nelle scuole e nelle università, con il concorso e le procedure di abilitazione scientifica nazionale, proprio per far sì che sia una nuova generazione ad assumersi la responsabilità di rispondere alle sfide del futuro»

 

«La programmazione biennale delle immissioni in ruolo nella scuola, che intendiamo di qui in avanti perseguire, è indirizzata allo stesso scopo, quello di rinnovare con continuità il personale della scuola fornendo quella fusione di esperienza e freschezza che alla scuola italiana per qualche tempo è mancata»

 

«La professione dell’insegnante deve essere adeguatamente valorizzata e sostenuta, affinché gli insegnanti possano tornare ad essere “maestri di cultura e di vita”, senza per questo rinunciare alle competenze professionali sempre più complesse che il progresso scientifico e tecnologico mette a nostra disposizione»

 

«Il cambiamento di prospettiva gioverà a tutti, agli studenti, che speriamo possano presto tornare a immaginare il loro futuro con la possibilità di poterlo realizzare concretamente; alle famiglie, che sono la prima forma di comunità nella quale i ragazzi vivono e dalla quale apprendono le basi del loro stare con gli altri»

 

«Ma tale cambiamento gioverà anche ai docenti, veri eroi moderni per la missione di cui si fanno carico e per le fatiche che spesso sopportano, e che per questo meritano di più in termini di rispetto, formazione e carriera. Valorizzare e rilanciare il loro lavoro diventa una scelta “strutturale” per tutta l’azione educativa».

 

«Non posso perciò non condividere l’impegno a guardare al futuro, come suggerisce anche il tema del Convegno. Abbiamo una enorme responsabilità. Ed è con questo spirito che abbiamo sviluppato un rapporto solido e collaborativo con il mondo cattolico, da sempre impegnato attivamente sia nelle scuole statali che in quelle paritarie»

 

«È una sfida grande quella che abbiamo davanti a noi, ma possiamo vincerla con un “cammino di corresponsabilità” che veda coinvolti tutti e che aiuti gli studenti a sentirsi accompagnati nel loro percorso di crescita e maturazione».