"Il futuro dalla forza del Concilio" - XXXIV Convegno Bachelet - Roma, 7 e 8 febbraio 2014

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XXXIV Convegno Bachelet

Il futuro dalla forza del Concilio

Il Vaticano II e l’Azione Cattolica

(Roma, 7 e 8 febbraio 2014 - Domus Mariae, via Aurelia 481)

 

L’apertura del Concilio Vaticano II l’11 ottobre del 1962 e la sua conclusione nel dicembre del 1965 fanno sì che la memoria di questi cinquant’anni si distenda in un tempo più lungo di una semplice e secca data, permettendo così di ricordare con maggiore attenzione sia i momenti più significativi, quelli che anche la memoria fotografica oramai ha incastonato nella coscienza collettiva, sia il cammino che a questo Concilio ha condotto, il cammino che in quegli stessi anni è stato compiuto, e quello che poi ha segnato gli anni successivi.

È dentro questo tempo disteso che si colloca la riflessione che l’Istituto “Vittorio Bachelet” dell’Ac, unitamente all’Istituto “Paolo VI” - Isacem, vuole fare nel tradizionale Convegno di febbraio, coincidente con il ricordo del martirio di Vittorio Bachelet. Un ricordo che quest’anno si colora di una sfumatura particolare perché proprio cinquant’anni fa Vittorio era nominato presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana.

Intento delle tre sessioni di lavori è quello di cogliere il contributo che l’associazione ha portato al Concilio sia nel tempo che lo ha preceduto, sia negli anni immediatamente successivi, nella consapevolezza – come diceva proprio Vittorio Bachelet nel 1966 ai presidenti diocesani di Ac – che: «il Concilio non ci invita a una commossa e compiaciuta contemplazione di ciò che è stato: esso impegna la Chiesa e perciò ciascuno di noi a trarne le conseguenze, a conoscerne, approfondirne e diffonderne gli insegnamenti e gli indirizzi, a trarne la forza di santità e di carità che ci faccia capaci di attuarli nella nostra vita, e, per la nostra parte, nella vita della Chiesa, nella realtà del nostro tempo».

Indagando il contributo dell’associazione sarà approfondita anche la presenza dell’Azione cattolica non solo nei documenti del Concilio – mostrando così il modo in cui la Chiesa l’ha pensata e sognata organicamente dentro al disegno della Chiesa tutta – ma anche nella Chiesa del Concilio, nella sua teologia, nel suo modo di pensare ai laici e alla loro missione.

Non mancherà uno sguardo sul futuro dell’Azione cattolica, per comprendere quali passi sono oggi richiesti per attuare il Concilio. È questa la medesima prospettiva in cui si è posto tutto il servizio dello stesso Vittorio Bachelet alla presidenza nazionale, aiutare l’Ac tutta a rinnovarsi per poter essere più fedele alla Chiesa fatta nuova dal Concilio. Scriveva Bachelet: «ci potrebbe essere in noi – per timore del nuovo, per la pigrizia intellettuale e pratica, per il degradarsi di un entusiasmo fondato prevalentemente sulla emotività – il rischio di considerare la fine del Concilio se non proprio come la chiusura di una parentesi avventurosa nella vita della Chiesa, almeno la conclusione di un lavoro contenuto in pregevoli documenti destinati ormai più all’esegesi dei teologi o degli specialisti di sacra pastorale per un’attuazione nei futuri decenni o secoli, che non l’attuazione che subito in noi e per nostro mezzo deve cominciare, in collaborazione con tutti i fratelli e con il clero, con i religiosi, e sotto la guida stimolante e serena dei nostri Vescovi. O ci potrebbe essere per noi il rischio di voler cogliere, negli orizzonti nuovi che il Concilio ha aperto alla Chiesa, solo l’una o l’altra prospettiva che ci sono più congeniali, interpretandole a nostro modo, anziché nel quadro dell’insegnamento globale del Concilio e secondo il senso della Chiesa; […] Ora noi, guardando nella nostra coscienza e ponendoci di fronte a Dio, prendiamo oggi solenne impegno […] di dare “generoso assenso e pronto adempimento” all’insegnamento e all’indirizzo del Concilio, a tutto l’insegnamento e l’indirizzo del Concilio: con prontezza, con generosità, con coraggio apostolico, con fedeltà, con equilibrio, con la necessaria gradualità, in umiltà di spirito e con responsabilità di iniziativa, in unione e sotto la guida di coloro che lo Spirito Santo ha posto a reggere la Chiesa di Dio».

«Subito» e «tutto l’insegnamento del Concilio»: questi due atteggiamenti sono quelli indicati da Bachelet sempre rivolto ai presidenti diocesani, e sempre a loro – indicando poi concretamente delle piste di lavoro – suggerirà innanzitutto un necessario lavoro sulla propria coscienza, un rinnovamento che comincia da sé per essere insieme un’associazione di laici «generosi e aperti e rispettosi, pronti al servizio». È proprio con questo indirizzo nel cuore, che anche il Convegno si chiuderà con uno sguardo alla Chiesa universale.

Infine, il Convegno di quest’anno diventa un momento assai significativo anche per il cammino assembleare dell’Azione Cattolica Italiana che dalle parrocchie sino al livello nazionale sta rinnovando insieme alle responsabilità anche il dono del proprio servizio e della propria dedizione alla Chiesa.

Nel corso del Convegno, saranno premiate le tesi di laurea vincitrici dei premi “Vittorio Bachelet” per l’edizione 2013.

Venerdì 7 alle 21, sempre alle Domus Mariae, presentazione dei volumi di Giorgio Campani, La gioventù cattolica e la “svolta” conciliare. «Gioventù», 1957-1966, Editrice Ave, Roma 2013, e di Raffaele Cananzi, Riflessioni di un cristiano. Chiesa e mondo a cinquant’anni dal Concilio Vaticano II, Editrice Ave, Roma 2013.

Al XXXIV Convegno Bachelet interverranno: Alberto Monticone, presidente del Consiglio scientifico dell’Isacem-Istituto “Paolo VI”, Giuseppe Dalla Torre, rettore della Lumsa, Matteo Truffelli, Università di Parma, Piergiorgio Grassi, Università di Urbino, Vittorio De Marco, Università del Salento, Paolo Trionfini, vicepresidente nazionale per il Settore adulti dell’Azione cattolica italiana, Lorenzo Caselli, vicepresidente del Consiglio scientifico dell’Istituto “Vittorio Bachelet”, Giacomo Canobbio, Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale, Stella Morra, Pontificia Università Gregoriana, Salvador Pié-Ninot, Pontificia Università Gregoriana, Marco Ivaldo, Università di Napoli “Federico II”, Angelo Bertani, giornalista, Gian Candido De Martin, presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto “Vittorio Bachelet”, Franco Miano, presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, Roberto Repole, presidente dell’Associazione teologica italiana, Lisa Moni Bidin, vicepresidente nazionale per il Settore giovani dell’Azione cattolica italiana, Emilio Inzaurraga, coordinatore del Forum internazionale dell’Azione cattolica, Vania De Luca, giornalista Rai, mons. Domenico Sigalini, assistente ecclesiastico generale dell’Azione cattolica italiana.