I CIPS. Gli studenti di AC insieme per progettare e costruire la scuola di domani

Versione stampabileVersione stampabile

A Mantova, Rimini e Santeramo (Ba) i campi interregionali per studenti proposti dal Movimento Studenti di Azione Cattolica (2-5 gennaio 2012)

I ragazzi del Movimento Studenti di Azione Cattolica (MSAC) non si fermano mai: studiano e progettano anche durante le vacanze di Natale. Sono infatti iniziati il 2 gennaio scorso i campi interregionali per studenti (CIPS) che stanno coinvolgendo circa 230 ragazzi divisi in 3 campi fra Nord, Centro e Sud Italia. A Mantova, Rimini e Santeramo i msacchini stanno volando e sognando alto, ben consapevoli delle situazioni (positive e negative) delle scuole che abitano tutti i giorni e di cui sono i protagonisti.

Quest’anno i campi si stanno articolando sull’idea del progettare e del costruire: innanzitutto perché la scuola è uno dei principali luoghi in cui il progetto di vita comincia a prendere forma e poi perché  - spiega Elena Poser, Segretaria nazionale del MSAC - «riteniamo che le nostre scuole abbiano bisogno di ragazzi che siano capaci di immaginare, progettare e costruire una scuola che possa davvero essere a misura di studente, all’altezza dei sogni e delle aspettative di ciascuno». Ma come si fa un progetto? E soprattutto, come si fanno a concretizzare i sogni per le nostre scuole?

Sono domande difficili a cui i ragazzi del MSAC stanno provando a dare delle risposte, seguendo passo dopo passo quelle che potrebbero sembrare le istruzioni di un architetto. Infatti, in un primo momento, i msacchini si sono dedicati ad una fase di osservazione, utile per cercare di mettere a fuoco ed individuare quali sono i punti di forza e di debolezza delle scuole. Una volta ottenuta una fotografia della condizione attuale, si è rivelato necessario un ulteriore passo avanti: formulare delle ideeche permettano di disegnare un progettoinnovativo e funzionale.

È forse nella fase di elaborazione delle idee che ai ragazzi è stato richiesto lo sforzo maggiore: cambiare prospettiva, uscire dagli schemi e osare puntare in alto con proposte nuove, creative, ma allo stesso tempo concrete e applicabili. In questo, i msacchini non si sono tirati certo indietro e, a seguito di un confronto attendo e accurato, le proposte non sono mancate. Fra gli argomenti più gettonati nei momenti di confronto segnaliamo il reclutamento e la valutazione dei docenti, il tema scottante della bocciatura, la necessità di porre rimedio ad un’edilizia scolastica troppo spesso inadeguata e poco sicura, e tanto altro ancora.

Nei momenti di campo che invece si apprestano a vivere, ai ragazzi del MSAC è chiesto di fare altri due passaggi: capire come dare concretezza alle idee, imparando a conoscere quali sono gli strumenti a disposizione degli studenti a scuola, e inserire il proprio essere e stare nella scuola in un contesto più grande, quello della città.

Infine, domani 5 gennaio, prima del rientro a casa, è previsto un momento dedicato alla presentazione della proposta msacchina, in quanto i CIPS sono pensati in maniera particolare per msacchini alle prime armi o per chi si avvicina al movimento per la prima volta proprio in occasione dei CIPS.

Le attività naturalmente non si fermano con i CIPS, ma, dal 9 gennaio, continuano nelle scuole, in attesa del prossimo evento nazionale del MSAC: la MoCa (Movimento in Cantiere) di Aprile.