Papa Francesco riconosce le virtù eroiche del primo assistente nazionale della GF

Padre Mauri è venerabile

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di Luca Diliberto* - Ecco un gran regalo per la Chiesa italiana e l’Azione cattolica, nell’anno in cui si festeggiano i 150 di storia associativa: padre Enrico Mauri (Bosisio Parini 1883 – Sestri Levante 1967), che fu il primo assistente nazionale della Gioventù femminile di Azione Cattolica, è stato dichiarato venerabile! Lunedì 2 luglio, nel corso di una solenne celebrazione eucaristica presieduta a Chiavari dall’ordinario diocesano, è stato letto il decreto in cui papa Francesco ne riconosce le virtù eroiche; questo traguardo, che unisce nella gioia l’Opera Madonnina del Grappa di Sestri Levante da lui fondata nel 1922, la Diocesi di Chiavari, in cui venne completata la prima fase del “processo” tra il 1996 e il 2001, e l’Azione cattolica nazionale è evento ecclesiale che ci sprona a comprendere i motivi profondi di questo riconoscimento ed il ruolo in particolare che egli ha avuto in un periodo straordinariamente ricco della nostra storia associativa, l’epoca cioè tra le due guerre mondiali.
Il ministero sacerdotale di padre Mauri si dispiega in tutta la sua ampiezza rientrando a Milano nel 1916; era stato ordinato sacerdote nel 1908 dal beato cardinal Ferrari ma, subito dopo, destinato nell’antica diocesi di Bobbio, come segretario del vescovo Marelli. A Milano, egli si ritrova immerso nelle tensioni del momento. È assegnato alla chiesa di San Gregorio, non lontano dalla stazione centrale, e quel luogo diviene crocevia di giovani donne che a lui si rivolgono: ne accoglie i dolori ma soprattutto ne riconosce desideri di apostolato e di testimonianza sociale. Per questo, tra il 1917 e 1918, le sostiene nella costituzione di un “primo esperimento” di circolo giovanile, in stretto contatto con il cardinal Ferrari ed una giovanissima Armida Barelli. Nel giro di breve tempo, viene a formalizzarsi una prima associazione femminile diocesana, poi quella nazionale grazie al consenso espresso da Benedetto XV. E a padre Mauri, nell’immediato dopoguerra, è domandato di farsi carico, insieme alla Barelli ed alle prime responsabili, della diffusione della Gioventù femminile in tutta Italia. Tra il 1918 e il 1922 è chiamato in moltissime diocesi per incontri fondativi; andrà ovunque, affrontando anche faticosi spostamenti in treno, mettendo a rischio la sua salute sempre fragile. Contemporaneamente, alimenta della sua spiritualità esigente l’impianto formativo della nascente associazione, che incontra in brevissimo tempo grande entusiasmo tra le giovani. Non è impossibile attribuire al suo magistero lo stesso trinomio che caratterizzerà la Gf: “Eucaristia – Apostolato – Eroismo”.
Forzatamente, si trova ad abbandonare presto questa sua responsabilità nazionale, poiché dovrà occuparsi a tempo pieno di un’altra sua “creatura”, ovvero l’Associazione nazionale fra le madri e vedove dei caduti, fondata sempre a San Gregorio nel 1917, poco dopo la disfatta di Caporetto; questa struttura, dal cuore spirituale ma anche schiettamente civile (lotterà ad esempio per l’ottenimento di una pensione “di guerra” per le vedove spesso lasciate senza alcun sostegno), raccoglierà velocemente oltre 500.000 socie ma sarà presto nazionalizzata dal nascente fascismo. E padre Mauri ricomincerà non più a Milano, bensì a Sestri Levante, un nuovo percorso, attraverso l’Opera Madonnina del Grappa, dapprima aprendo opere sociali (una scuola per orfani, un laboratorio per giovani donne, un consultorio pediatrico), poi sempre più marcandone il profilo apostolico, con la fondazione di sodalizi, uno sacerdotale, un altro femminile, che nel secondo dopoguerra divenne l’istituto secolare Oblate di Cristo Re.
Mai abbandonerà il legame con l’Azione cattolica; va ricordato il lungo rapporto con A. Barelli e con diverse altre dirigenti nazionali (si veda quanto è narrato nel volume Ave, a cura di P. Trionfini, Armida Barelli e padre Enrico Mauri) ed una presenza sia a livello locale, dove viene chiamato spesso per incontri, ritiri, adunanze, sia nazionale: si pensi ad esempio che sarà lui a tenere le meditazioni della Via Crucis della Gf al Colosseo nel 1938, per il ventennio dalla fondazione.
A partire dagli anni ’50 del Novecento, sempre a Sestri Levante darà corpo ad un singolare accompagnamento delle spose e poi delle coppie di sposi, divenendo pioniere, insieme a pochi altri in Italia, della pastorale familiare; contemporaneamente, preciserà meglio la sua proposta vocazionale, riassunta nella contemplazione della “nuzialità” di Cristo e della Chiesa, vero tesoro, forse ancora poco conosciuto, della spiritualità italiana: è un invito chiaro al riconoscimento della santità in ogni stato, dei consacrati come dei laici, ed in particolare degli sposi cristiani.
L’editrice Ave da alcuni anni sta promuovendo la conoscenza di padre Enrico Mauri, attraverso l’impegnativa pubblicazione di tutti i suoi scritti; ad oggi, ne sono stati presentati, a cura di L. Diliberto, tre volumi: Ascendere insieme al Signore (2014), La penna scorrerebbe senza arresto (2015), Nel divenire del secolo nostro (2017).
Con il riconoscimento delle sue virtù eroiche, siamo chiamati ancor di più a conoscerlo, per tradurre nell’oggi il suo grande lascito testimoniale.

*Insegna Lettere e Storia all’Istituto Leone XIII di Milano da quasi trent’anni. È autore di saggi sulla storia della Chiesa e si è occupato in particolare di figure come Vittorio Bachelet e p. Enrico Mauri, di cui è curatore dell’opera omnia.