Saluto iniziale del presidente nazionale dell'Ac MatteoTruffelli al Convegno "La nostra Europa"

Oggi più che mai abbiamo bisogno di un’Europa unita

Versione stampabileVersione stampabile

di Matteo Truffelli* - A nome di tutte le realtà che promuovono questo incontro porgo a ciascuno di voi il più cordiale benvenuto e ringrazio, fin da ora, i relatori e il moderatore che tra poco ascolteremo.
Prima di cedere loro la parola, desidero solo dire alcune parole di saluto. Lo faccio a nome di tutti coloro che sono qui seduti in prima fila:
Roberto Rossini, Presidente delle Acli
Giuseppe Gallo, Presidente della Fondazione Tarantelli della Cisl, che è presente anche con la Annamaria Furlan, Segretaria Generale
Maurizio Gardini, Presidente di Confcooperative
Marco Impagliazzo/Mario Giro, della Comunità di S. Egidio
Gabriella Serra e Pietro Giorcelli, Presidenti della Fuci
Nicola Antonetti, Presidente dell’Istituto Sturzo
E naturalmente anche a nome dell’Azione Cattolica Italiana
Insieme abbiamo voluto e realizzato questo appuntamento e insieme abbiamo cercato di  chiarirne il significato attraverso una lettera aperta affidata alle pagine di Avvenire di oggi.
Mi pare di poter dire, infatti, che il Convegno che ci apprestiamo a vivere possa rivestire quantomeno un duplice importante significato: per il tema cui è dedicato, naturalmente, e su cui dirò tra poco qualche parola. Ma anche per il fatto che proprio su questo tema sette aggregazioni differenti tra loro per natura, finalità e piano d’azione, ma affini per il comune radicamento in un patrimonio storico e ideale, abbiano sentito il bisogno di promuovere un’iniziativa comune, oggi, nella particolare stagione culturale, politica e sociale che il nostro Paese sta attraversando, e alla vigilia ormai della campagna elettorale per le elezioni europee, una campagna che forse per la prima volta sarà giocata effettivamente attorno al tema dell’Europa, tanto che rischia di trasformarsi in un referendum pro o contro l’Europa.
L’intento che ci muove è quello di offrire pubblicamente il segno di una preoccupazione, ma anche di una progettualità condivisa.
La preoccupazione nasce dalla constatazione del peso crescente, nel confronto politico nazionale e internazionale, di spinte che mirano alla dissoluzione del progetto europeo: un’ipotesi che per la prima volta appare come una prospettiva non più impensabile, un’eventualità non più solamente teorica.
Questo ci preoccupa, e sentiamo di dover fare quanto in nostro potere per contrastare queste spinte sul piano culturale, sociale, e politico.
Lo possiamo fare perché muoviamo da una progettualità comune, da un modo condiviso di pensare il futuro del nostro Paese e del mondo. Una radice comune che ci porta, ancora una volta, a voler ridire pubblicamente le ragioni del rafforzamento e del rilancio del progetto europeo, la sua importanza, la sua necessità per i cittadini europei e per il mondo, a partire dal Mediterraneo.
Con il convegno di oggi vogliamo dunque portare un contributo al dibattito pubblico e perciò incidere sul clima culturale e politico che sta avvolgendo il nostro Paese. Attorno al tema dell’Europa, su cui si incentrerà il confronto politico dei prossimi mesi, si deciderà infatti buona parte del futuro dell’Italia.
Parlare di Europa significa per noi oggi innanzitutto saper dire, in maniera precisa e concreta – e perciò chiara, comprensibile per tutti – l’importanza fondamentale che la permanenza e anzi il consolidamento e lo sviluppo delle istituzioni europee ricopre per tutti noi, per il nostro presente e per il nostro futuro.
Occorre saper raccontare con parole adeguate le enormi conseguenze economiche, sociali e politiche che un processo di  disgregazione dell’unità europea comporterebbe.
Al tempo stesso, occorre indicare senza reticenze gli indispensabili cambiamenti istituzionali di cui l’Europa ha bisogno per potersi rilanciare politicamente, riacquistando credibilità e significato agli occhi di cittadini oggi comprensibilmente scettici e disorientati.
Siamo convinti, come abbiamo scritto nella lettera aperta che ho già ricordato, che «per esistere e resistere in un mondo grande e complesso, oggi più che mai abbiamo bisogno di un’Europa unita».
Siamo convinti che «l'Unione europea debba cessare di essere soltanto un sistema di alleanze o una coalizione di interessi, per diventare una comunità di destini, a partire dai temi unificanti della crescita, del lavoro, della centralità della persona, della tutela della famiglia, della solidarietà, della lotta alla povertà e per la riduzione delle diseguaglianze sociali».
E proprio per questo siamo anche convinti che sia necessario, oggi, «un nuovo slancio, che impegni tutti gli italiani di buona volontà in una grande opera collettiva sostenuta dalla visione positiva di ciò che può rappresentare l’Europa nel mondo di oggi e domani».
Siamo qui per questo, e speriamo che esserci ritrovati qui, oggi, insieme, possa contribuire al fiorire di una nuova stagione europeista.
Grazie e buon lavoro.

*Saluto iniziale del presidente nazionale dell'Ac MatteoTruffelli al Convegno "La nostra Europa" - Roma, 30 novembre 2018

Il testo dell’impegno e appello "La nostra Europa" sottoscritto da ACLI, Azione Cattolica, Comunità Sant’Egidio, Fondazione Ezio Tarantelli della CISL, Confcooperative, FUCI e Istituto Sturzo
Unione Europea, unione di popoli, unione di destini - L’intervento del card. Gualtiero Bassetti
Tutte le Relazioni (da Radio Radicale)