XVII Domenica del Tempo ordinario

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Liturgia del: 
27 luglio 2014

1Re 3,5.7-12; Sal 118 (119); Rm 8,28-30; Mt 13,44-46

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

Il Vangelo di Matteo presenta le ultime tre delle sette parabole sul regno dei cieli. Regno di Dio, scrive Marco, Regno dei cieli, scrive Matteo, secondo la consuetudine del linguaggio rabbinico. Le due espressioni sono equivalenti. Gesù dà al regno di Dio il primo posto nella sua predicazione. L’insegnamento con cui si rivela ai discepoli, offre anche a noi la possibilità di addentrarci in quella realtà del regno a cui tutti siamo gratuitamente chiamati. Il regno dei cieli-regno di Dio è la dimora di Dio; è il progetto del Padre concepito per noi da tutta l’eternità, nel Figlio attraverso lo Spirito. È la sua presenza, vicinissima, di amore e di misericordia nella sua creazione, in noi sue creature, in tutto ciò che esiste. Presenza resa visibile e operante in Gesù Cristo che ci rende figli di Dio e fratelli: è Lui il compimento del Regno. Padre nostro che sei nei cieli... venga il tuo regno, ci ha insegnato a pregare Gesù.
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo... è simile a un mercante di perle...». È comune alle due parabole la gioia di cercare e trovare Dio e di decidersi a possederlo anche rinunciando ai propri beni. Occorre prima di tutto saper cogliere il valore del tesoro e della perla, stimare come primario e assoluto il regno al di sopra di ogni altra cosa o persona. Il regno è il dono di Dio per eccellenza, il valore essenziale che bisogna acquistare a prezzo di tutto ciò che si possiede. È necessario avere un cuore di “povero”, un atteggiamento di “bambino”, attivare la “ricerca” del regno e della sua giustizia, fare la volontà del Padre collaborando al servizio di una società giusta e fraterna. Noi discepoli di Gesù siamo in grado, in forza dello Spirito che ci abita, di estrarre cose nuove e cose antiche per camminare sempre più speditamente nel Regno dei cieli.

Cercare

Nell’epoca moderna l’attuazione del bene comune trova la sua indicazione di fondo nei diritti e nei doveri della persona. Per cui i compiti precipui dei poteri pubblici consistono nel riconoscere, rispettare, tutelare e promuovere quei diritti; e nel contribuire a rendere più facile l’adempimento dei rispettivi doveri (PIT 36).