LE CENERI

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Liturgia del: 
14 febbraio 2018

La Parola del giorno: Gl 2,12-18; Salmo 50 (51); 2Cor 5,20-6,2

Dal Vangelo secondo Matteo (6,1-6.16-18)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Ovunque uomini e donne che rincorrono i loro obiettivi. Con qualsiasi mezzo. Li vedi affannati in tutti i posti dove ci sia un po’ di gente. A patto di poter fare il loro discorso. Non sai mai capire se puoi fidarti. Se quello che dicono sia quello che pensano. Hanno un secondo fine. O, forse hanno sempre uno stesso scopo: il loro tornaconto. Gesù li chiama ipocriti.
Letteralmente: “coloro che stanno sotto la crisi”, la evitano. Non solo quelli che si mostrano belli, mentre la loro realtà è molto peggiore. Ma soprattutto quelli che non vogliono confrontarsi, mettersi in discussione, crescere. Non sanno mettersi in relazione né con gli altri, né con Dio, né tantomeno con se stessi. È questo il senso, infatti, delle tre opere buone: l’elemosina riguarda il rapporto con gli altri; la preghiera, il rapporto con Dio; il digiuno la relazione con il proprio corpo, con se stessi. A loro interessa solo la scorza. Vogliono solo apparire. Cercare di essere diversi da quello che siamo è una fatica improba e destinata all’insuccesso. Ma è questa la ricompensa che scelgono. Per chi sceglie di seguire Gesù, invece, lo stile è ben diverso. Il dono agli altri è gratuito. La preghiera è interiore e riservata. Le rinunce non sono ostentate, ma serene ed equilibrate. Qual è la nostra ricompensa, qualora volessimo seguire Gesù? Non ci basterebbe certo il paradiso! Noi abbiamo bisogno che la nostra vita, qui ed ora, sia significativa. Piena di senso. Piena di amicizia e di amore. Insomma essere se stessi: è una ricompensa impagabile. Questa ricompensa la ricevi “nella tua camera”. Che significa camera nuziale, dove l’amore dà gioia alla vita. È la stanza interiore dove siamo amati da Dio. Starci ogni tanto ci aiuta ad essere autentici. Liberi di essere fuori quello che siamo dentro.

 

Signore Gesù, iniziamo oggi il cammino quaresimale verso la Pasqua di risurrezione, e tu ci chiedi di cambiare le nostre relazioni con gli altri, con te e con noi stessi. Ma come potremo convertirci con le nostre povere forze, noi peccatori? E come potremo solo iniziare il cammino se tu non ci attiri a te? Ti preghiamo, o Signore, fa’ brillare davanti a noi la luce della tua risurrezione, fa’ nascere e crescere dentro ciascuno di noi il desiderio della vita nuova che ci doni, perché non ci stanchiamo nella fatica e non ci scoraggiamo nel peccato ma camminiamo sempre con lo sguardo rivolto a te.