Il programma del prossimo convegno dell’Istituto “Giuseppe Toniolo”

L'Africa che cambia

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di Michele D’Avino* - «Dall’Africa c’è sempre qualcosa di nuovo», scriveva Plinio il Vecchio nel I secolo dopo Cristo. Eppure nella cultura dominante che la società occidentale ha sviluppato su questo grande continente non si può far a meno di riscontrare il permanere di luoghi comuni e pregiudizi senza tempo, che relegano i Paesi africani a periferia del mondo sviluppato, oggetto d’interesse non tanto per quello che vi accade, ma per quello che da essi arriva a noi. Migranti, richiedenti asilo e rifugiati innanzitutto.
Se è vero che i flussi migratori dal continente africano sono in costante aumento, la rappresentazione operata dai media è troppo spesso parziale e non coglie la reale portata del fenomeno, i suoi presupposti e le dinamiche in atto.
Occorre infatti uno sguardo ampio su quello che sta accadendo in Africa, non solo sul piano politico-istituzionale, ma anche su quello sociale ed economico. Il PIL medio registrato negli ultimi anni è tra quelli più alti su scala globale e il continente offre ancora vaste regioni ricche di materie prime solo parzialmente sfruttate. Inoltre il saldo positivo della bilancia demografica e la presenza di una popolazione attiva tra le più giovani del mondo candidano l’Africa tra i principali protagonisti delle sorti dell’intero pianeta nel prossimo futuro.
La rilevanza strategica del continente africano rischia però di piegarsi agli interessi particolari di pochi grandi investitori stranieri e alle politiche economiche di espansione messe in atto da Paesi  delle maggiori economie emergenti come Brasile, India e Cina, che già da anni stanno rafforzando su più fronti la propria presenza sul territorio africano. Molte Ong, come Human Rights Watch, hanno più volte denunciato speculazioni consumate a danno delle popolazioni locali, allontanate dai propri villaggi e senza più terra da coltivare.
Il continente africano sarà al centro del convegno promosso dalla Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica e dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” sul tema “L’Africa tra migrazioni, interessi esterni e nuovi scenari di cooperazione”, che si terrà a Roma, il prossimo 10 novembre, presso la Domus Mariae (dalle ore 16 alle ore 20).
I lavori, presieduti da Ugo De Siervo, presidente emerito della Corte Costituzionale e presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto “Giuseppe Toniolo”, si apriranno con i saluti del presidente nazionale di Ac, Matteo Truffelli, e proseguiranno con quattro riflessioni affidate a voci autorevoli della comunità scientifica e del mondo del volontariato, con la moderazione di Paolo Beccegato, vice direttore di Caritas Italiana. Interverranno Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio Stampa della Fondazione Missio Italia, Vincenzo Buonomo, docente di diritto internazionale alla Pontificia Università Lateranense, Gianfranco Cattai, presidente nazionale di Volontari nel mondo‐FOCSIV, Marco Foschini, Centro Studi dell’Area Economica di Coldiretti. È prevista inoltre la partecipazione di una delegazione del FIAC, il Forum Internazionale dell’Azione Cattolica.
«Acquista credibilità la convinzione che problemi epocali, come quello delle migrazioni dall’Africa all’Europa, non si risolvono se l’Ue non aiuta l’Africa a vincere le sfide del sottosviluppo rurale» ha avuto modo di affermare Foschini, in vista dei lavori del Convegno.
«In questa battaglia l’Italia può e deve giocare un ruolo di primo piano – ha sottolineato – perché ha un’esperienza importante e densa di sviluppo dal basso che vede i contadini, gli agricoltori locali, protagonisti attivi della trasformazione delle loro realtà. Le nostre Ong allo sviluppo hanno saputo trasferire e rendere partecipi le popolazioni rurali africane di questo spirito d’intrapresa, ma come “sistema Paese” non siamo riusciti ad andare oltre a “progetti pilota” dove talvolta ad una fase, ad esempio la formazione, non succede quella successiva della produzione agricola con gli strumenti adeguati. Ora, con una condivisione politica comunitaria, dobbiamo dimostrare di credere in quanto di meglio abbiamo saputo fare nel nostro cammino di sviluppo e andare oltre questi limiti, che non sono solo finanziari ma anche culturali, legati a visioni unilaterali e riduttive dello sviluppo umano integrale».
L’Africa sta cambiando e pone interrogativi nuovi che ci riguardano tutti, individui e popoli, singoli Stati e comunità internazionale. Il convegno sarà un’occasione preziosa per far maggior luce su questioni complesse e interconnesse come migrazioni, interne ed esterne, condizioni di vita delle popolazioni africane, rischi di “neo-colonizzazione” di multinazionali e di Paesi terzi, nuovi scenari di cooperazione e possibilità di coinvolgimento della comunità ecclesiale e della società occidentale, in una prospettiva di sviluppo sostenibile e governance globale, in attesa di un futuro più giusto per tutti.

*Direttore dell'Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo”