I 70 anni della Costituzione repubblicana

Le radici del futuro

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di Alberto Ratti* - Il 22 dicembre di 70 anni fa veniva approvato con 453 voti favorevoli e 62 voti contrari il testo della Costituzione, promulgato cinque giorni dopo ed entrato ufficialmente in vigore l’1 gennaio 1948. Un anniversario importante che, da una parte, ci ricorda quanta strada abbia percorso il nostro Paese dal Secondo dopoguerra ad oggi e dall’altra quanto ancora giovane e fragile sia la nostra democrazia. L’anniversario, infatti, si inserisce in un contesto nazionale ed europeo non semplice, caratterizzato non solo dagli strascichi di una profonda e duratura crisi economica che ha lasciato segni e ferite profonde nel tessuto sociale ed economico, ma anche dal ritorno di rigurgiti nazionalisti e fascisti, da slogan razzisti e da atteggiamenti carichi di odio e divisione nei confronti dello straniero e del diverso.

La Costituzione, allora, non può non ricordarci la Resistenza, i luoghi dove migliaia di ragazzi (cattolici e non) hanno perso la vita per donarci la libertà e la possibilità di costruire un futuro migliore – lontano dalla guerra e dalle dittature – nel rispetto di tutti e di ciascuno, a prescindere dalla propria razza, dal sesso, dalla lingua, dalla religione, dalle opinioni politiche.

La nostra Repubblica e la nostra Carta costituzionale nascono da saldi e convinti principi antifascisti, senza se e senza ma, da una visione dello Stato e della vita basati sul personalismo comunitario, sulla centralità dei corpi intermedi e delle associazioni, sull’indivisibilità della nazione e del popolo italiano (contro ogni secessione o indipendenza), sulla suddivisione dei poteri, sulla solidarietà e sulla sussidiarietà.

La Costituzione è un testo vivo, scolpito nei suoi principi fondamentali; quei primi 12 articoli della Carta furono scritti in un clima di violenta contrapposizione ideologica ma facendo in modo che a prevalere fosse sempre l’interesse nazionale. 

I 70 anni della Costituzione vanno festeggiati anche per non dimenticare il clima in cui essa è nata: un clima di dialogo e di rispetto, in contrasto apparente con la violenza della contrapposizione ideologica che caratterizzava le forze politiche in quegli anni. Basta guardare i manifesti della campagna elettorale del 1948: era un momento di scontro ideologico e culturale certamente più aspro di quello vissuto in tanti momenti di questi 70 anni. E tuttavia la straordinaria capacità di mettere al primo posto l’interesse di tutti e del Paese è stata cruciale.

I cattolici hanno contribuito in maniera determinante alla stesura del testo e alla sua approvazione. Come ricordava Benedetto XVI nel messaggio indirizzato al presidente Napolitano per i 150 anni del Paese: «L’apporto fondamentale dei cattolici italiani alla elaborazione della Costituzione repubblicana del 1947 è ben noto. Se il testo costituzionale fu il positivo frutto di un incontro e di una collaborazione tra diverse tradizioni di pensiero, non c’è alcun dubbio che solo i costituenti cattolici si presentarono allo storico appuntamento con un preciso progetto sulla legge fondamentale del nuovo Stato italiano; un progetto maturato all’interno dell’Azione Cattolica, in particolare della FUCI e del Movimento Laureati, e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ed oggetto di riflessione e di elaborazione nel Codice di Camaldoli del 1945 e nella XIX Settimana Sociale dei Cattolici Italiani dello stesso anno, dedicata al tema “Costituzione e Costituente”».

Da questo impegno e da questo lavoro importantissimo ha avuto origine ed è cresciuto il contributo successivo che tanti cattolici italiani hanno dato alla politica, all’attività sindacale, alle istituzioni pubbliche, alle realtà economiche, alle espressioni della società civile, offrendo una testimonianza rilevante per la crescita del Paese e donando la propria vita per il progresso e lo sviluppo di tutti.

L’impegno di servire lo Stato in ogni situazione – che caratterizza ancora oggi molti soci dell’Azione Cattolica – è allo stesso tempo servizio leale, onesto e disinteressato alla Carta costituzionale; è un impegno umano e cristiano che coinvolge tutti – chi “dietro le quinte” chi “sotto i riflettori” – per compiere con decisione e amorevole dedizione il proprio dovere per il bene, la serenità, la giustizia, la pace del popolo italiano.

*Componente del Centro studi dell’Azione Cattolica Italiana