Il Rapporto 2018 dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile

L’Italia a marcia indietro

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di Paolo Rametta*- Presentato alla Camera dei Deputati il Rapporto 2018 dell’Asvis, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Enrico Giovannini, portavoce di Asvis, nel dar conto dei dati principali, dipinge un quadro allarmante riguardo allo stato di realizzazione degli impegni assunti dall’Italia nel settembre 2015, quando all’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha sottoscritto l’Agenda 2030. Seguendo il rapporto Asvis si può apprendere come l’Italia tra il 2010 e il 2016 sia peggiorata in cinque aree sulle 17 esaminate: povertà, condizione economica e occupazionale, disuguaglianze, condizioni delle città ed ecosistema terrestre.
L’Italia risulta così preoccupantemente in ritardo per il raggiungimento dei target intermedi fissati già al 2020, anche per l’assenza di una visione coordinata su questi temi da parte della politica.
Nonostante alcune importanti politiche adottate nell’ultimo anno, come ad esempio il Reddito di Inclusione (Rei) per combattere la povertà, sono molte le occasioni mancate e non opportunamente colte da Governo e Parlamento, ad esempio la mancata conclusione degli iter legislativo sul consumo di suolo, sul diritto all’acqua, il commercio equo; o ancora la mancata attuazione della riforma del Terzo settore.
Non sono mancati però, si sottolinea nel rapporto, numerosi segnali in controtendenza provenienti dai territori e dalla società civile.
Si avverte in generale una maggiore sensibilizzazione pubblica al tema, anche grazie al lavoro svolto da Asvis prima delle elezioni politiche del 2018. Inoltre sono numerose le iniziative formative promosse da scuole e università relativamente allo sviluppo sostenibile, così come progetti multidisciplinari che vedono lo sforzo sinergico di imprese, associazioni ed enti territoriali. Il tutto con importanti ricadute su modelli di presa, di business, di consumo e più in generale di comportamento individuale.
Tracciato questo scenario indubbiamente problematico, soprattutto per quanto riguarda le politiche pubbliche, il Rapporto 2018 prova a definire alcune possibili linee di miglioramento e propone alcuni interventi da apportare già a partire dalla imminente legge di bilancio, nella quale si propone di inserire un rapporto sull’impatto atteso sui 12 indicatori di Benessere Equo e Sostenibile, oltre che inserire misure concrete per la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030.
Altre proposte a breve termine sono quella di trasformare il CIPE (Comitato interministeriale per la Programmazione Economica) in Comitato interministeriale per lo sviluppo sostenibile, oltre alla creazione di una Commissione per lo Sviluppo Sostenibile presso la Presidenza del Consiglio.
Più a lungo periodo, Asvis si propone un obiettivo ambizioso: inserire in Costituzione, tra i principi fondamentali, lo sviluppo sostenibile.

*membro del Centro Studi dell'Azione Cattolica Italiana