2011-2014: Il cantiere dei progetti

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 «Il tema dello sviluppo coincide con quello dell’inclusione relazionale di tutte le persone e di tutti i popoli nell’unica comunità della famiglia umana» (Benedetto XVI, Caritas in veritate, 54).

Nel 2011, in occasione della XIV Assemblea dell'Azione Cattolica, sono stati presentati 4 nuovi progetti che arricchiscono la proposta formativa dell'Ac e inseriscono in una cornice d'insieme alcune attenzioni stabili dell'associazione.

Due progetti in particolare sono dedicati alla dimensione internazionale dell'AC: uno riguarda l'impegno nel servizio alla Chiesa universale attraverso la cura e l'apertura a questa dimensione; l'altro riguarda l'accoglienza degli immigrati e la loro partecipazione alla vita delle nostre comunità.

  1. "Da Gerusalemme... fino agli estremi confini della Terra. Progetto per l'attenzione internazionale dell'AC. Percorsi educativi per un'Ac che ama il mondo".
  2. "Il Pozzo di Sicar". Per favorire la partecipazione degli immigrati alla vita delle nostre comunità"

DA GERUSALEMME... FINO AGLI ESTREMI CONFINI DELLA TERRA

 

Di seguito il progetto in sintesi. Per consultare il testo completo vai nella sezione "Documenti" in fondo alla pagina".

 

Idea di fondo

Il progetto è rivolto alle Ac parrocchiali e diocesane di ragazzi, giovani e adulti capaci di superare le distanze geografiche e/o culturali e disposti a conoscere, accogliere e condividere i doni che ciascuna persona, ciascun Paese, ciascuna Chiesa sorella ha ricevuto da Dio che è Padre di tutti.
Nella reciprocità delle differenze condivise il legame associativo cresce e ritrova la sua peculiarità. Vivere l’Ac in modo da includere la dimensione internazionale può aprire tante vie da percorrere con la Chiesa locale e universale, entrando in contatto con l’Ac di altri Paesi, diventando cittadini del mondo e arricchendo così l’esperienza associativa di ciascuno.

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Obiettivi
Far nascere e/o accompagnare percorsi ed esperienze educative qualificati per la formazione di laici, di gruppi e di associazioni parrocchiali e diocesane di Ac:
– aperti alla dimensione universale della Chiesa e internazionale del mondo (Statuto 8);
– animati da una tensione missionaria che si esprima nella nuova evangelizzazione e nella “missio ad gentes” (Statuto 6);
– «attrezzati» per collaborare alla crescita dello spirito ecumenico, del dialogo interreligioso e culturale (Statuto 6).

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Iniziative
All’interno dunque dei cammini formativi, ciascun settore e articolazione provvederà a programmare percorsi e/o esperienze che aiutino le persone ad entrare in sintonia con il mondo, soprattutto con quelle realtà che vivono situazioni di povertà, di ingiustizia, di solitudine.

• Il Mese della Pace, per le sue peculiarità, può diventare quindi il mese dell’“Ac che ama il mondo”, per i percorsi di educazione alla pace programmati, per il sostegno alle iniziative promosse a livello nazionale e diocesano, per la Settimana di Preghiera per l’unità dei cristiani, per studiare e discutere insieme il Messaggio della Giornata per la Pace del Santo Padre, per iniziare o ravvivare i contatti con
una realtà ecclesiale e culturale diversa dalla propria…

• Un’attenzione speciale alla Terra Santa (Israele e Palestina) e al Medio Oriente:
– con la promozione della raccolta del Venerdì santo in parrocchia, affidata in particolare ai giovani;
– con la partecipazione e la promozione di pellegrinaggi che consentano di incontrare la Parola, i luoghi santi e i cristiani che oggi abitano la TS;
– con gemellaggi con singole parrocchie in Israele, Palestina, Giordania attraverso i Rapporti Internazionali Aci e il segretariato Fiac.

• I gemellaggi sono una via ordinaria per crescere come Ac nella comunione tra Chiese sorelle e tra Ac sorelle. Quali vie percorrere?
– Si può cominciare dalla Chiesa locale: dai sacerdoti fidei donum o dai laici in servizio di evangelizzazione che operano in una Chiesa sorella, andare al Centro Diocesano Missionario ed entrare in contatto con loro sia incontrandoli quando rientrano sia andando a visitarli, proponendo la collaborazione per la formazione dei laici;
– a livello nazionale l’Aci sta collaborando con il segretariato Fiac per la promozione Ac in Albania, oltre alle attività per l’aggiornamento insegnanti: chi ha contatti, chi vuole cominciare può segnalarlo (info@fiacifca.org);
– si può richiedere al segretariato Fiac – attraverso i Rapporti Internazionali Aci – un contatto con Ac di altri Paesi: si può cominciare anche con un viaggio o un pellegrinaggio e poi continuare l’amicizia.

• La formazione di laici cristiani esperti di cattolicità attiva” (secondo la celebre frase di don Tonino Bello), cittadini del mondo in collaborazione con Uffici
diocesani, associazioni e organismi con finalità specifiche: Caritas, Focsiv, Centro Diocesano Missionario. Programmare a livello unitario e di articolazioni la promozione o la partecipazione a iniziative già avviate ai vari livelli per conoscere, acquisire strumenti critici, sperimentare nuove vie di solidarietà lungo le quali camminare con quanti hanno a cuore il futuro del pianeta e dei suoi abitanti.

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IL POZZO DI SICAR

Di seguito il progetto in sintesi.

Per consultare il testo completo vai nella sezione "Documenti" in fondo alla pagina".

 

 

Idea di fondo
Vogliamo che le associazioni parrocchiali e diocesane di Ac diventino sempre più soggetti attivi nel favorire una maggiore e più significativa presenza degli immigrati nella vita ecclesiale e civile delle nostre diocesi.
Non si tratta di facilitare l’inserimento delle persone provenienti da altri luoghi e da altre esperienze in un contesto già dato, definito, ma di impegnarsi con loro per cambiare insieme la realtà esistente delle nostre comunità locali. Si tratta cioè di lavorare insieme con le persone immigrate per dare vita a una nuova comunità ecclesiale e a un nuovo contesto civile, fermentate da una reciproca conoscenza, da una maggiore consapevolezza, dalla condivisione di una ricchezza.

Obiettivi
a. promuovere una crescita culturale all’interno e all’esterno della associazione, per educare i nostri pregiudizi, le nostre paure, e abituarci a un modo nuovo di guardare alla realtà in cui viviamo
anche quando pensiamo alle attività ordinarie dell’associazione, alla crescita delle nostre città, alla vita quotidiana delle nostre famiglie.
b. Promuovere la conoscenza, il rispetto e la stima reciproca tra persone di diversa provenienza e cultura che coabitano nel territorio.
c. Promuovere l’inserimento, per un arricchimento reciproco, degli immigrati di diversa religione nella vita della comunità, anche attraverso specifiche proposte aggregative (feste e iniziative in
parrocchia e nel territorio, giornate di studio e confronto, ecc.).
d. Promuovere occasioni per valorizzare la presenza nella vita della comunità ecclesiale locale di quanti, immigrati, condividono la fede cattolica.
e. Coinvolgere nella vita dell’associazione gli immigrati presenti nel territorio.

Iniziative
1. Una festa insieme. I momenti di festa presenti nel cammino ordinario delle associazioni (feste dell’Acr, giornate giovanissimi, ecc.) possono rappresentare preziose occasioni per coinvolgere stranieri presenti sul territorio, offrendo loro un momento di conoscenza reciproca, di condivisione della gioia di stare insieme...
2. A Messa insieme. In molte diocesi si è diffusa l’abitudine secondo la quale i gruppi di immigrati di fede cattolica partecipano in via quasi esclusiva a Messe celebrate “per etnie”, in momenti specifici e di fatto “separati” rispetto alla vita delle comunità parrocchiali […] Si potrebbe ipotizzare, ad esempio, che l’associazione si faccia promotrice di momenti comuni di celebrazione, di vita spirituale, possibilmente in più lingue.
3. A tavola insieme. La condivisione della tavola e delle ricette, dei modi di cucinare, delle tradizioni culinarie, delle abitudini alimentari, possono rappresentare tanti spunti per un reale incontro tra le persone, a partire dalla realtà concreta delle loro vite. Ma anche la partecipazione al
digiuno può costituire un bel momento di condivisione: potrebbe essere un giorno del Ramadan, oppure il mercoledì delle Ceneri.
4. In viaggio insieme. La conoscenza reciproca può iniziare dal racconto delle realtà di provenienza, dal punto di vista storico, culturale, artistico, geografico, economico, politico, religioso, ecc….
5. Credenti insieme. Anche con coloro che professano una diversa fede religiosa possono darsi ricche occasioni di preghiera comune.
Il tema della pace, soprattutto, sembra rappresentare un terreno di incontro particolarmente fecondo…
6. Cristiani insieme. La condivisione interconfessionale di alcuni momenti di preghiera, celebrazione, festa con coloro che condividono la fede cristiana può rappresentare un’occasione
straordinaria di crescita nella fede. Tali momenti non possono però essere improvvisati, ma richiedono un approfondimento preventivo e un cammino comune, fondato sul rispetto reciproco.
7. Cittadini insieme. Promuovere iniziative, incontri, dibattiti, relazioni e momenti di studio nei quali approfondire insieme quali diritti e quali doveri comporta per tutte le persone presenti nel territorio il far parte della comunità civile può rappresentare un primo fondamentale passo per una maggiore consapevolezza della realtà e per un reciproco impegno di crescita comune.
8. Educare insieme. Spesso i gruppi e le comunità di immigrati presenti nel territorio vivono al loro interno esperienze formative, anche di tipo religioso, differenti ma paragonabili a quelle a cui siamo abituati.
Incontrare e confrontarsi con i formatori che promuovono e gestiscono tali esperienze può rappresentare una valida occasione di scambio e arricchimento reciproco, oltre a rendere possibile la elaborazione di iniziative comuni.
9. In associazione insieme. L’esperienza associativa rappresenta di per sé un’opportunità di incontro, confronto, arricchimento reciproco tra le persone. Proporre l’adesione all’Ac a persone provenienti da esperienze culturali, spirituali relazionali ….

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