I sedici incontri regionali Ac/Lombardia

Tre verbi per curare la vita associativa

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di Valentina Soncini* - Domenica mattina 22 novembre, giornata un po’ fredda come si conviene a fine novembre, frizzante, soleggiata, data segnata in agenda da mesi e finalmente arrivata: i presidenti parrocchiali Ac di Lombardia affluiscono dalle dieci diocesi e via via riempiono l’aula magna della bella sede degli Artigianelli in centro a Brescia.

L’avvio dell’incontro è dato da Giuliana Sberna, presidente diocesana di Brescia, che esprime nel suo saluto accoglienza cordiale ma non solo, già ci porta al centro del tema: le grandi trasformazioni delle parrocchie in Lombardia e l’esigenza di avere luoghi di riflessione e formazione all’altezza dei tempi. Segue la preghiera guidata da mons. Luciano Monari, vescovo di Brescia, che commenta con sapienza la lettura delle lodi, sottolineando come sia importante vivere in relazione a Cristo, capo del corpo che è la Chiesa, dentro cui ciascuno svolge un compito; un corpo di cui vanno curate anche le giunture. Questa sottolineatura pare particolarmente adeguata per collocarci come presidenti parrocchiali dentro la vita del corpo ecclesiale: noi ne curiamo i legami, le giunture, i gangli perché siano sciolti, funzionanti, comunionali e - in un contesto frammentato, liquido, atomizzato - possiamo capire quale è la sfida per essere oggi un’associazione che intende promuovere i legami buoni sociali ed ecclesiali.

Ci siamo poi introdotti al tema con un video che ci ha mostrato le ricche esperienze in atto nelle nostre diocesi e ha permesso di sentirci già protagonisti di una vita associativa che nasce dalla passione per il Vangelo e per la storia di oggi: ci sta a cuore che questa ricca eredità non venga meno, ma che continui ad essere segno e via per la nostra gente e che l’Azione Cattolica sia un grembo generativo e vitale.

Oggi, quanto sta avvenendo, pur nella fatica, ci testimonia che ci possiamo ancora credere. Mentre ci impegniamo a rigenerare i nostri gruppi e i nostri legami, sappiamo bene che non basta far nascere o rinascere, bisogna custodire, coltivare. Così il lavoro è proseguito facendo lavorare i presidenti in tre aree: accompagnare, essenzializzare, comunicare: tre modi indispensabili per curare la vita associativa. Ciascuna area ha visto lavorare 5 gruppi, in totale 15 gruppi per 300 presidenti dai quali abbiamo ricavato idee e azioni funzionali a una trasformazione. Tutto questo materiale diviene già da ora parte di un percorso che da questo evento intende ricavare ulteriori piste di lavoro per sostenere fattivamente i presidenti.

Un’intensa mattinata che ha avuto il suo punto vertice nell’intervento del presidente nazionale Matteo Truffelli; intervento atteso, desiderato, molto ben ascoltato e accolto. Il presidente ci ha trasmesso gratitudine per un lavoro continuo sul territorio; energia per continuare dentro un contesto di forti cambiamenti; stimoli a sentirci parte di un’associazione nazionale che ha bisogno di questo laboratorio lombardo per intercettare i nuovi fenomeni che a breve investiranno anche il resto d’Italia; invito a sentirci sempre parte di una Ac nazionale che aiuta a non smarrire un orizzonte grande.

È seguito un dialogo tra il presidente nazionale e i presidenti parrocchiali bello, profondo, mirato alle questioni vere.

La giornata è continuata con pranzo e celebrazione eucaristica presieduta dal nostro Assistente ecclesiastico generale mons. Mansueto Bianchi con la presenza di numerosi altri sacerdoti assistenti.

È grande la gratitudine al Signore e a ciascuno per questo importante evento che ci ha fatto riassaporare le consegne di papa Francesco: rimanere, andare, gioire. Altrettanto grande è l’esperienza di condivisione che viviamo come delegazione regionale, presidenti e presidenze diocesane: tra noi stiamo operando in grande sintonia e comunione, per discernere in questo tempo i segni dello Spirito e farcene espressione.

La buona riuscita della giornata nasce dunque da un lavoro sinergico come si è potuto cogliere anche dallo stile e dai contenuti del Consiglio regionale svoltosi sabato 21 novembre con la Presidenza nazionale, ancora più centrato sulle grandi questioni: la cura per la qualità della vita associativa e il desiderio di interpretare alla luce dell’Evangelii Gaudium la situazione pastorale entro cui operare con rinnovato slancio missionario, due nodi individuati dai lavori dei Consigli regionali dell’anno 2014-2015.

In questo incontro, la riflessione svolta in Lombardia si è annodata significativamente con le linee della Presidenza nazionale, ricevendone incoraggiamento e slancio progettuale.

Alla luce di tutto ciò guardiamo con speranza al futuro lontano e vicino e diciamo per noi e per tutti in vista del prossimo 8 dicembre: ci sta a cuore! Un desiderio che poniamo nel cuore dell’anno giubilare sulla misericordia perché porti frutti abbondanti.

*Delegata regionale Ac Lombardia

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