I sedici incontri regionali Ac/Triveneto

Nel solco tracciato da Francesco

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di Marco Pio Bravo* - Gli scorsi sabato 9 e domenica 10 gennaio 2016, la Presidenza nazionale di Ac è venuta a trovare l’Azione cattolica del Triveneto in un appuntamento del Consiglio regionale di Ac (Sabato 9) ed all’Incontro con i presidenti parrocchiali del Triveneto (Domenica 10). Sono stati due momenti intensi e significativi, un fine settimana impegnativo per tutti, ma ricco per la gioia e per la bellezza dell’incontro, per gli spunti di riflessione e per gli stimoli che sono arrivati per la vita associativa e anche di soddisfazioni per tutti coloro che vi hanno partecipato e per la delegazione regionale che ne ha curato l’organizzazione.

I due incontri sono stati molto positivi anche nei numeri. Il Consiglio regionale di sabato 9 gennaio ha visto la presenza a Zelarino (Ve) di oltre 110 consiglieri regionali, che hanno messo a disposizione della presidenza nazionale il frutto del lavoro regionale degli ultimi mesi su alcuni dei temi più “caldi” dell’esperienza associativa, confrontandosi con franchezza e fraternità sulle prospettive e sulle strade da intraprendere. L’incontro regionale dei presidenti parrocchiali di Ac del Triveneto a Rubano (Pd) presso il centro dell’Opera della Provvidenza di S. Antonio (Opsa) invece ha visto partecipare circa 600 persone, in un clima di crescente entusiasmo e coinvolgimento, tanto da maturare il desiderio - chiaramente manifestato da molti - di ripetere l’esperienza negli anni a venire.

Nei due incontri il racconto e il confronto sono stati vivi e sentiti sulla vita e l’esperienza di Ac e sulle sfide che siamo chiamati ad affrontare come associazione nelle 15 diocesi del NordEst d’Italia, forse la regione conciliare più composita d’Italia con le sue 4 lingue parlate, la varietà dei dialetti, l’eterogeneità amministrativa (1 regione a statuto ordinario, 1 regione a statuto speciale, 2 provincie autonome) e le particolarità associative (le 3 diocesi con più aderenti in Italia accanto a 2 fra le più piccole ed in mezzo tutte le altre 10, senza contare le eterogeneità organizzative).

I temi al centro del confronto sono stati molteplici. Ci siamo interrogati sugli indirizzi da prendere per un rinnovamento della proposta formativa dell’Azione cattolica, per essere sempre fedeli alle esigenze degli uomini del nostro tempo ed alla Parola di Dio nella dinamica fra ordinario (un itinerario di fede solido ed organizzato) e stra-ordinario (per cogliere le urgenze della vita quotidiana che “bruciano” sulla vita delle persone)

Ci siamo poi chiesti come – come Azione cattolica (e come Acr in particolare) - possiamo mettere i nostri itinerari formativi in sintonia con le rinnovate proposte di Iniziazione cristiana che le nostre diocesi stanno elaborando e come possiamo continuare ad essere risorsa preziosa per la Chiesa locale in questo senso.

Ci siamo confrontati anche sulle esigenze legate alla nuova organizzazione territoriale delle nostre diocesi (quelle legate alle Unità o Collaborazioni pastorali) e su quali siano scelte e strumenti più adatti a livello organizzativo e di atteggiamento per fare meglio il passo di questo cambiamento insieme ai nostri pastori ed a tutte le comunità cristiane.

Le nuove sfide che Papa Francesco ci lancia continuamente in termini di apertura, accoglienza e missionarietà sono state un altro argomento forte di questi due giorni. Come farle vivere concretamente? Come realizzare in concreto quel programma di rinnovamento del cuore, degli atteggiamenti e delle prassi di vita personale e comunitaria dei cristiani che il Papa ci propone nella Evangelii gaudium?

Abbiamo messo il cuore e la testa in queste questioni insieme alla Presidenza nazionale, con le Presidenze diocesane e con i presidenti parrocchiali, ascoltandoci reciprocamente e cercando insieme le strade sulle quali procedere con il nostro cammino associativo nella Chiesa e nel mondo.

Ci hanno molto aiutato in questa riflessione l’esperienza del cammino Acr come itinerario differenziato di Iniziazione cristiana della Parrocchia di Cervignano (UD), l’esperienza dello “Sportello della Carità” della Parrocchia di Pastrengo (VE), l’esperienza dei “Vespri d’Arte” della Parrocchia di Spilimbergo (PN) e l’esperienza di “rinascita associativa” della Parrocchia di Loreo (RO). Ci hanno aiutato molto anche i contributi al confronto offerti in entrambi gli incontri da Matteo Truffelli, dall’assistente generale mons. Mansueto Bianchi e dal resto della Presidenza nazionale (erano presenti i vice presidenti Giuseppe Notarstefano e Lucia Colombo, la responsabile Acr Teresa Borrelli, l’amministratore Michele Panajotti, gli assistenti don Emilio Centomo e don Michele Pace). Sono stati contributi e racconti, semplici, competenti ed appassionati, che ci hanno fatto vedere strade nuove, coraggio, passione per la Chiesa e per il Vangelo, che saranno sicuramente di sprone a tutti noi per proseguire il cammino, cercando – ciascuno nei suoi territori, in fedeltà allo specifico associativo – di imboccare quelle stesse strade con speranza, fiducia e determinazione.

*Delegato regionale Ac Triveneto

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