I sedici incontri regionali Ac/Liguria

Instancabili custodi della Speranza

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Foto di gruppo

di Gianfranco Agosti* - Sabato pomeriggio, nel cuore di Genova, volti che s’incontrano, racconti da ascoltare, storia presente, tradizione viva, vite parallele, momenti quotidiani, giovani e adulti, ragazzi e nonni, mare e monti: questi alcuni degli ingredienti che hanno reso un qualsiasi sabato di febbraio un pomeriggio da non dimenticare. Un incontro, a dire il vero, iniziato già nella mattinata, quando il presidente nazionale Matteo Truffelli, l’assistente generale mons. Mansueto Bianchi e l’assistente per l’Acr don Marco Ghiazza hanno incontrato i vescovi liguri, tra cui il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, e gli assistenti regionale e diocesani di Ac. Un momento di riflessione e di discussione sull’associazione, vista con gli occhi dei nostri pastori diocesani, testimoni della nostra presenza nella Chiesa particolare.

Eh sì. Perché proprio a Genova si sono incontrate persone che in tante parti della Liguria impastano la loro vita con quelle di altri; e che danno vita giorno dopo giorno a ricette ricche di significato, ricette che portano con sé ingredienti buoni. Ne abbiamo ascoltate molte in questo pomeriggio di sabato pieno di nuvole fuori ma ricco di raggi luminosi all’interno della sala, dove con stupore abbiamo potuto apprezzare la bella vita associativa, raccontata dai nostri amici provenienti da tutta la Liguria (e parte di Piemonte e Lombardia). Il motto scelto, L’AC in Liguria … ci sta a cuore!, esprime con giuste parole l’aria che si è respirata in sala Quadrivium, dove la presidenza nazionale di Azione Cattolica ha incontrato i presidenti parrocchiali e i ragazzi dell’Acr delle associazioni della regione ecclesiastica ligure per un momento di festa, di racconto e di confronto.

Il via al pomeriggio con una preghiera, durante la quale don Marco Ghiazza ci ha ricordato di farci sempre “sconvolgere” dalla Parola di Dio che ogni giorno ci viene incontro, e che dobbiamo imparare ad ascoltare e mettere in pratica. Sulle note del canto finale della preghiera, i ragazzi dell’ACR, guidati da un capotreno e dai loro educatori, hanno iniziato il loro viaggio nel centro storico verso la scoperta delle bellezze delle diocesi liguri: di stazione in stazione, durante il gioco hanno conosciuto più da vicino il territorio e le persone che lo popolano e sono riusciti a identificare le particolarità che distinguono l’Acr ligure. Contemporaneamente l’incontro, guidato da don Luca Sardella, della diocesi di Chiavari, è diventato un racconto di viaggi: attraverso video e testimonianze ogni diocesi ha presentato le esperienze significative dell’Azione Cattolica che vive nel suo territorio.

Abbiamo incontrato giovani che spendono il loro tempo spesso frenetico in momenti di riflessione profonda, e persone che cercano di scoprire qual è l’ingrediente necessario per incontrare la “Chiesa che vive fuori”. Abbiamo ascoltato le voci di bambini e nonni, ragazzi e adulti che insieme scoprono la bellezza di condividere: esperienze di fatica enorme ma con risultati incredibili (fatica + fatica = gioia! Eureka che formula straordinaria!). Abbiamo sentito raccontare come da momenti duri si possono realizzare sogni per gli altri e per noi, con molte difficoltà certamente ma con la certezza che Qualcuno ci sostiene sempre. Abbiamo visto studenti che danno prova di come dobbiamo continuare a insistere sui giovani con più forza di prima, perché proprio loro sono capaci di cambiarlo questo mondo, perché essi nei cambiamenti credono veramente!

Abbiamo condiviso l’esperienza di coloro che hanno saputo dire “no alle disuguaglianze” e “sì all’accoglienza dei nostri fratelli d’oltremare”, mostrando ancora una volta che “ci sta a cuore” prima di tutto la vita delle persone. L’emergenza profughi a Ventimiglia; la “pesca di beneficienza associativa” come forma di sostegno alla parrocchia e autofinanziamento associativo ad Albenga; l’Acr e il cammino di iniziazione cristiana a Savona; l’interparrochialità aperta alla città a Chiavari; la presenza quotidiana nella parrocchia e l’associazione “I sogni di Benedetta” di Spezia; il volontariato educativo in casa alpina e l’integrazione dei migranti a Tortona; la spiritualità e la formazione a Genova; il neonato movimento studenti già attivo nelle scuole di Albenga e Tortona: sono solo alcuni degli aspetti caratterizzanti l’esperienza associativa in Liguria.

Il presidente nazionale ha ripreso gli spunti proposti e incoraggiato soprattutto i presidenti parrocchiali a svolgere con amore e con passione il loro compito di responsabilità, ricordando come anche una parrocchia non completa di tutti i settori, anche un gruppo con pochi giovani o adulti, deve essere portato avanti. Perché per chi partecipa è un’occasione unica e preziosa per conoscere l’amore di Dio e per tutti un dono di vita buona.

Al termine del pomeriggio un giovane ha esclamato: “Che giornata incredibile, che carica e che spinta per il futuro! Ora mi voglio impegnare di più!”. Crediamo in questo desiderio che non può cadere nel vuoto ma che va sostenuto per dare braccia e respiro a tutti coloro che hanno il coraggio di dire ”ci sta a cuore!”.

La domenica nella storica sede dell’Ac di Genova in vico Falamonica si è riunito il Consiglio regionale, che ha proseguito la riflessione con i lavori di gruppo coordinati dai presidenti diocesani,e con il confronto diretto con la presidenza nazionale. Un bel momento di discernimento e di sinodalità intorno a tre questioni nodali, individuate come priorità in terra ligure: il rapporto tra identità associativa e pastorale diocesana; la cura e la formazione alla responsabilità; i giovani. Condividendo le esperienze concrete, ci siamo imposti di non cadere nella litania delle lamentele e delle difficoltà, ma abbiamo evidenziato i “punti di luce”, gli aspetti positivi su cui fondare sentieri nuovi di impegno associativo. È il nostro sforzo quotidiano - come ci ha ricordato il presidente Truffelli - di mettere in pratica il programma bello e impegnativo che papa Francesco ci ha affidato con l’esortazione apostolica Evangelii gaudium. Non ci siamo fermati al “si è fatto sempre così”, ma abbiamo raccolto ancora una volta la sfida di gettare le reti (le stesse di prima, con gli stessi pescatori) non affidandoci soltanto alle nostre forze, ma confidando sulla Sua Parola.

E anche questa volta, come tante altre volte nella storia, la pesca sarà abbondante e miracolosa. Questo è quello in cui crediamo e che ci fa instancabili custodi della Speranza.

*Delegato regionale Ac Liguria