XXXIX Convegno Bachelet. Analisi e prospettive del nostro sistema di governo

Il futuro delle democrazie

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È questo il tema scelto per il tradizionale appuntamento culturale che la Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica Italiana e l’Istituto “Vittorio Bachelet” per lo studio dei problemi sociali e politici dedicano ogni anno all’amato presidente, ucciso dalle Brigate Rosse il 12 febbraio 1980. I prossimi 8 e 9 febbraio 2019 (a Roma, presso la Domus Pacis) ci si interrogherà su ciò che oggi mette in pericolo la democrazia, tenendo conto del contesto internazionale e cercando di individuare percorsi e strumenti per rigenerarla. Relazioni su Le trasformazioni della cultura e della prassi democratica di G. AcocellaD. PalanoP. Pombeni. Tavola rotonda su Rigenerare le democrazie: condizioni e prospettive con L. CaselliF. ColomboF. PizzolatoG. SerraC.Tintori, modera D. Paolini. I lavori saranno aperti e coordinati da M. Truffelli e G. C. De Martin.
Venerdì 8 alle ore 19 (presso la Domus Pacis), Messa in memoria di Vittorio Bachelet celebrata da mons. G. Sigismondi. Sabato 9 mattina, in chiusura del Convegno sarà consegnato il Premio “Vittorio Bachelet” per Tesi di Laurea – edizione 2018.
Il Programma del Convegno.

È gradita l’iscrizione al Convegno, tramite il modulo: http://eventi.azionecattolica.it/convegno_bachelet_2019; per ulteriori info: 06661321 / 0666132315 | istituto.bachelet@azionecattolica.it | 

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di Gian Candido De Martin*- Già in altre occasioni gli annuali convegni dell’Istituto Bachelet hanno dedicato attenzione ai problemi della democrazia in questo primo scorcio del XXI secolo. Ma si è ora ritenuto di ritornare sull’argomento, tenendo conto di talune vicende e derive culturali che in questi ultimi anni sembrano aver messo in discussione i connotati essenziali su cui si sono fondate e consolidate le democrazie del mondo occidentale nel Novecento: divisione ed equilibrio dei poteri, rappresentanza politica e spazi di partecipazione e cittadinanza attiva, garanzie di libertà e di pluralismo politico, con autonomie istituzionali e sociali, in una prospettiva di giustizia e di pari opportunità.

Sono ricorrenti in molte realtà, non solo nel nostro Paese, fenomeni di disagio sociale e di involuzione della cultura politico-democratica, da cui germinano l’antipolitica e il fondo nero delle chiusure nazionaliste, con crescenti forme di populismo e di sovranismo, spesso contrapposte alle prospettive di integrazione europea. Da un lato si riscontra un indebolimento del pensiero liberale e dall’altro appare di frequente evanescente il senso stesso del bene comune, mentre si vanno sviluppando fenomeni vistosi di leaderismo, personalizzazione e verticalizzazione del potere, che generano deficit di partecipazione e largo astensionismo, talora con l’illusione di meccanismi di democrazia diretta, se non immediata, alternativi ai tradizionali sistemi rappresentativi in crisi.

Partendo da queste considerazioni, nella prima sessione dei lavori ci si propone di mettere a fuoco le ragioni di queste fragilità, involuzioni e trasformazioni delle democrazie, interrogandoci se siano frutto prevalente di una cattiva manutenzione di specifici sistemi nazionali o se si debbano fare i conti con nuove propensioni culturali più generali. Così, ad esempio, in ordine a talune marcate tendenze centralistiche nell’organizzazione pubblica, che riducono spazi e ruoli delle autonomie locali e delle comunità sociali intermedie, a sistemi elettorali poco inclini alla scelta dei rappresentanti da parte dei cittadini, a crescenti diseguaglianze economiche e divari sociali, di recente confermate anche dai rapporti Oxfam. E, inoltre, a fratture internazionali, che confliggono con le prospettive di integrazione o di governo sovranazionale delle tante interdipendenze cruciali del mondo contemporaneo sul piano economico, ambientale, tecnologico e sociale, a cominciare dalle migrazioni. E, ancora, all’impatto ambivalente dei nuovi media e della rete sui linguaggi e sulla comunicazione pubblica, a parte i rischi di fake news e di isolamento e di narcisismo individualistico: tutte questioni centrali per le dinamiche formative e la tenuta della democrazia.

Sulla base di queste analisi, la tavola rotonda della seconda sessione intende mettere a confronto opinioni a vario titolo qualificate sulle condizioni e prospettive per rigenerare e rinforzare le democrazie contemporanee, anche al fine di evidenziare quale formazione al discernimento sia in futuro da ritenere adeguata alle nuove sfide e a realizzare una effettiva partecipazione democratica di cittadini e mondi vitali per una buona politica finalizzata al bene comune, valorizzando anche la cultura politica di ispirazione cristiana, ivi compreso il popolarismo sturziano.

*Presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto “Vittorio Bachelet”