Riviste digitali: prosegue il conto alla rovescia/4

Graffiti: da protagonisti nell’era di internet

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Graffiti

di Leonardo de Gennaro* - Anni addietro, ormai lontani nella memoria, una delle forme con le quali gli adolescenti esprimevano i loro sentimenti, i loro pensieri, i loro sogni e i loro desideri erano quei fantastici disegni che comparivano sui muri delle nostre città e che coloravano soprattutto le periferie. Quei disegni presero il nome di graffiti. È in questo contesto degli anni Novanta che l’Azione cattolica - come sempre ha fatto e continua a fare ancora oggi -, avendo a cuore le vite dei giovanissimi, decise di farsi interrogare dalla realtà accettando la sfida di una nuova rivista che parlasse proprio ai giovanissimi e che potesse essere uno strumento per la formazione personale e prima ancora un compagno di viaggio.

La società tuttavia corre veloce così come la vita dei giovanissimi e Graffiti non poteva essere da meno. Negli anni anche la rivista ha subito molti cambiamenti, dal formato alla periodicità, per finire alla grafica e ai contenuti. Dal vecchio formato A4 si è passati a un più pratico formato ridotto; dal marzo 2013 la rivista ha subito l’ultima rivoluzione grafica con nuovi colori e uno stile più fresco, e anche il logo è passato dalla vernice usata sui muri a uno con il più tecnologico stile social, quella che oggi è la bacheca in cui i nostri giovanissimi lasciano i loro pensieri, insomma un muro 2.0 sul quale disegnare i propri sogni e parlare di sé.

Nel corso del tempo Graffiti ha cercato sempre più di rafforzare il rapporto con i propri lettori, prima con l’invio di lettere ed e-mail, poi con la pubblicazione delle foto di momenti di vita associativa e oggi con uno stretto legame con la pagina Facebook del settore Giovani.

Oltre a essere una rivista tematica, spaziando dai temi più “leggeri” a quelli più seri, Graffiti ha cercato sempre di avere uno sguardo sull’attualità e sugli interessi dei giovanissimi: tecnologia, film, libri, viaggi, musica, blog, canali youtube… Non manca lo sguardo al mondo e alla missione (come ci chiede sempre più a gran voce papa Francesco), al cammino dell’associazione e all’esempio di persone che sono veri e propri testimoni nella vita di tutti i giorni.

Negli ultimi anni un’altra importante novità si è avuta con la distribuzione della rivista anche ai quattordicenni: tutti i ragazzi che vivono l’importante anno del passaggio dall’Acr al settore Giovani hanno potuto così iniziare a intravedere ciò che l’Ac ha in serbo per loro, in virtù di quell’unitarietà che porta a sentirci tutti responsabili della vita di ciascun aderente, accogliendo nel miglior modo possibile i più piccoli.

A questo punto dell’evoluzione di Graffiti non potevamo esimerci dall’affrontare quello che è facile definire come un salto epocale, quello della digitalizzazione!

Leggendo i segni dei tempi e ascoltando quanto ci chiedevano gli stessi aderenti, questa scelta non era più prorogabile e siamo felici, come associazione, come settore Giovani e come redazione, di cogliere la nuova sfida che ci permetterà di raggiungere in maniera più veloce e diffusa gli adolescenti di oggi. Smartphone e tablet sono ormai oggetti di larga diffusione e di uso quotidiano di cui possiamo (anzi abbiamo il dovere di) sfruttare le potenzialità, ed è per questo che, ancora una volta, Graffiti modellerà la sua forma, diventando un’app, ma senza stravolgersi. I contenuti base rimarranno gli stessi, ma la forma muterà perché verrà sfruttata la multimedialità del nuovo supporto tecnologico potendo utilizzare audio, video, gallery di immagini, e quanto la fantasia ci suggerirà.

Adesso tocca a noi saper fare tesoro di questo nuovo strumento, iniziando dagli educatori dei nostri gruppi parrocchiali per finire agli stessi giovanissimi che potranno condividere e far conoscere Graffiti anche ai loro coetanei: infatti per la prima volta la rivista sarà accessibile a tutti, aderenti e non, senza limitazioni.

È una nuova sfida che vogliamo vincere. È l’era della comunicazione e dell’informazione diffusa e noi vogliamo viverla da protagonisti.

*Coordinatore della Redazione di Graffiti

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