Vice-presidente per il Settore Adulti: Giuseppe Notarstefano (2014-2017)

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Vivo a Palermo da quasi venti anni, anche se provengo da Canicattì in provincia (e diocesi) di Agrigento. Sono sposato con Milena, compagna paziente e tenace, come la bella terra lucana che ho imparato a conoscere, e papà di Marco che ogni giorno m’insegna lo stupore e la gratitudine.

Dopo gli studi classici e umanistici che mi hanno formato in profondità, ho conseguito il titolo di dottore in Economia Aziendale all’Università “Luigi Bocconi” di Milano e poi il dottorato di ricerca in Statistica Applicata all’Università di Palermo dove, dal 2001, sono ricercatore di Statistica Economica e, dal 2003, professore aggregato di diverse materie.

Amo definirmi un economista “eterodosso”, uno scienziato sociale ostinato nella ricerca di nuovi paradigmi e modelli economici coerenti con la visione dell’umanesimo integrale cristiano. I miei interessi di ricerca sono relativi all’imprenditorialità (soprattutto sociale), allo sviluppo territoriale, alla valutazione delle politiche pubbliche e all’economia civile .

Ho partecipato anche alla fondazione di Avolab, laboratorio regionale di Economia Civile collegato alla Scuola di Economia Civile nazionale.

Dal 2004 collaboro con l’istituto di formazione politica “Pedro Arrupe” e dal 2008 sono direttore dell’ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro dell’arcidiocesi di Palermo, nonché tutor diocesano del Progetto Policoro.

Ho incontrato l’AC nei primi giorni di ottobre del 1980, quando la mia insegnante di religione delle medie mi invitò a partecipare quel sabato pomeriggio in parrocchia all’incontro dell’ACR.

È iniziato così per me un viaggio appassionante, bello, ricco di incontri e di amicizie, che mi ha fatto scoprire come l’amicizia con il Signore, coltivata dentro un’esperienza autentica di fraternità e di condivisione, illumina i passi del cammino della vita e diventa il “sale” delle scelte, piccole e grandi, di ogni giorno.

Ho imparato in AC a vivere davvero insieme a tutti gli altri, accogliendoli sempre come dono, a partire dai più piccoli e dai ragazzi che mi sono stati impareggiabili compagni di strada. Sono stato chiamato a svolgere il servizio di educatore, di responsabile parrocchiale, diocesano e poi anche nazionale dell’ACR.

Ho imparato ad interessarmi del Bene di tutti, soprattutto dei più deboli e fragili, della città in cui vivo, della mia comunità, dell’ambiente e del territorio, in AC ho maturato anche l’importanza di uno stile di profondità e di competenza, ho imparato la passione per la ricerca il gusto del dialogo.

Sono stato chiamato adesso accompagnare l’associazione a ripensare ed offrire itinerari formativi e percorsi culturali capaci di corrispondere ai bisogni della vita degli adulti nelle diverse realtà del nostro Paese. Ho accolto con entusiasmo la possibilità di vivere questa stagione entusiasmante della vita della Chiesa, illuminata dal magistero di papa Francesco che ci chiede di essere testimoni gioiosi di una fede, alimentata in profondità, intessuta di relazioni appassionate e aperta al mondo e alle sue sfide.

Penso che questo sia un tempo nuovo ed inedito per l’associazione che ci chiede scelte coraggiose e capacità di porre le basi per un nuovo modello di vita associativa, che  sappia tenere insieme il bisogno di radicalità evangelica e la sperimentazione di nuove prassi associative. Che custodisca il seme buono della tradizione educativa ed ecclesiale dell’AC per spargerlo con generosità avendo cura di non trascurare nessun tipo di terreno.