Il Coordinatore del Fiac all’Ac italiana, in vista della XVI Assemblea e dell’incontro con papa Francesco

L’abbraccio di una grande famiglia

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di Emilio Inzaurraga* - Carissimi Matteo, monsignor Gualtiero e Carlotta, domani, si Dios quiere, partiremo per Roma con Claudia, come anche mons. Eduardo e molti altri pellegrini che sperano di incontrarvi e di condividere questi eventi così importanti per la nostra vita e per la nostra amata Associazione.
Sicuramente sarete “a pieno ritmo” con tutti i preparativi e i dettagli che merita la celebrazione dei primi 150 anni della “sorella maggiore” di tutte le AC del mondo: è per questo motivo che, ponendoci in cammino, desidero esprimere a voi e a tutti i membri della Presidenza nazionale, la gioia di chi sta partendo in pellegrinaggio per incontrare gli amici nella vocazione e missione. Mi incoraggia molto pensare al Congresso Internazionale che stiamo per vivere dove pregare, riflettere insieme in modo da essere docili allo Spirito e incontrarci in un clima di fraternità con Papa Francesco, con la partecipazione di rappresentanti di 50 paesi, con altre organizzazioni internazionali, responsabili e assistenti da diverse realtà e culture che con la loro testimonianza ed esperienza presenteranno un’AC viva, fedele, coraggiosa, misericordiosa e missionaria.
Credo che sia la prima volta che un papa partecipa a un incontro internazionale di AC. Dio ci conceda la grazia di viverlo insieme, in pienezza, come esperienza comunitaria “en salida”, un anticipo della grande festa che speriamo di vivere in Piazza San Pietro domenica.
Venerdì 28 e 29 aprile nella nostra Assemblea ordinaria del FIAC, come ogni 4 anni, ci incontreremo per condividere il presente e contribuire al lavoro futuro. I coordinamenti per continente e per età saranno i temi centrali; e l’assemblea statutaria ci permetterà di rivedere ciò che è stato fatto, di integrare i nuovi membri del FIAC e di eleggere i paesi che andranno a comporre il nuovo segretariato: nel dinamismo di una comunità che ha imparato a “globalizzare la solidarietà” e a vivere l’esperienza della nostra “cattolicità” per annunciare corresponsabilmente la gioia del Vangelo in ogni ambito della vita.
Come grande famiglia staremo con voi in occasione dell’apertura della vostra Assemblea nazionale per testimoniare la nostra vicinanza, imparare e per aiutarci a vicenda a crescere.
L’ACI è nata da un gruppo di giovani, come una minoranza profetica, che sognava qualcosa di diverso per il proprio momento storico, qualcosa di nuovo, qualcosa di più evangelico, che dopo molti anni Papa Pio XI ha consacrato come “ispirazione divina”: il ruolo da protagonisti dei laici nella missione, nella maturazione della vocazione laicale.
Oggi tocca a noi rendere realtà quell’ispirazione ed essere discepoli missionari. Seppure con le nostre fragilità e i nostri peccati, non vogliamo chiuderci in spazi intimisti, ma uscire a incontrare e cercare “in modo opportuno e non opportuno” strade “a volte diritte e, talvolta, a zig-zag” per stare insieme, vivere e proporre la fecondità del Vangelo che trasforma e costruisce una ricchezza di umanità nuova, con tutti e per tutti. Che preziosa eredità! Dalla quale sono venuti frutti concreti in molte Chiese locali, in molti uomini e donne che hanno impegnato la loro vita con gioia e passione. Che sfida, metterla in gioco oggi a servizio della Chiesa e dell’umanità, specialmente per prenderci cura della fragilità umana, per aiutare a guarire le ferite.
Ringraziamo il Signore con il cuore colmo di gratitudine per le radici, per il presente e per il futuro. Accompagniamo il tratto di strada impegnativo che ancora ci aspetta con profonda preghiera gli uni per gli altri, insieme al Santo Padre che andrà pellegrino in Egitto con un messaggio di pace e di dialogo che anche noi ci impegniamo a vivere.
A presto, a Dio piacendo! Buon lavoro!
La Vergine, serva fedele, guida il nostro camino. Sia lodato Gesù Cristo!

Ps: portiamo dall’Argentina un po’ di terreno fertile perché si arricchisca con questo “fertilizzante” internazionale.

*Presidente dell’Ac Argentina e Coordinatore del Forum Internazionale di Azione Cattolica, anche a nome del vescovo Eduardo e tutti gli amici del FIAC