Forum Internazionale di Azione Cattolica. Congresso e Assemblea

Dal cuore della Chiesa al mondo intero

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di Chiara Santomiero - «È molto significativo per tutti coloro che abbracciano questa particolare vocazione laicale, incontrare il Santo Padre, i membri dell’Azione cattolica di tutto il mondo, insieme ai nostri pastori, per testimoniare la vitalità dell’Ac in chiave missionaria che assume l’intera missione della Chiesa. Vogliamo offrire la buona notizia del Vangelo a tutti, contribuire a guarire le ferite dell’umanità, per promuovere la cultura dell’incontro, del bene comune, della pace e della solidarietà.  Dal cuore della Chiesa, al mondo intero, verso ogni angolo della terra dove sia presente un gruppo, un membro della Ac». L’entusiasmo del coordinatore del Forum internazionale di Azione cattolica, Emilio Inzaurraga, è incontenibile: in un solo lungo appuntamento a Roma, articolato in momenti e con protagonisti diversi, si condensano forse i temi più importanti del cammino del Fiac dalla data di nascita nel 1987.  Il 27 aprile nell’aula del Sinodo in Vaticano, si terrà il II Congresso sull’Azione cattolica e il suo respiro internazionale, nel quale è previsto un intervento significativo di papa Francesco sulla natura e il dono per la Chiesa dell’Azione cattolica. «Abbiamo scelto il tema Azione cattolica è missione, con tutti e per tutti – spiega Inzaurraga che è anche presidente della Commissione nazionale Giustizia e pace della Conferenza episcopale argentina – perché vogliamo essere, rispondendo all’invito che papa Francesco ha fatto a tutta la Chiesa, un’Ac en salida, in uscita».
È una tensione che percorre tutto il congresso sia nella suddivisione delle quattro sessioni di lavoro che leggeranno, alla luce dell’Evangelii gaudium, la presenza dell’Ac in tutti i luoghi di vita attraverso testimonianze ed esperienze dai vari paesi del mondo, che nelle destinazioni missionarie che sparpaglieranno i convegnisti, con la collaborazione dell’Ac di Roma, in molti dei luoghi della capitale dove le periferie incontrano l’abbraccio della comunità cristiana: Centro Astalli per i rifugiati, Ospedale pediatrico Bambino Gesù, Casa Betania per le famiglie in difficoltà, tratta delle persone e altri 10 centri d’interesse.

Assemblea e incontro con papa Bergoglio
Al congresso sono stati invitati i responsabili e assistenti nazionali delle Ac dei diversi continenti: sono previsti 300 partecipanti provenienti da 50 paesi e la presenza di rappresentanti di organismi continentali – Fabc (Asia), Celam (America Latina), Secam (Africa), Ccee e Comece (Europa) –, di organizzazioni internazionali e di membri della Curia romana. «Vogliamo riflettere – spiega il coordinatore del Fiac – e continuare a proporre l’Ac come strumento efficace per la missione della Chiesa, per la formazione di laici maturi discepoli missionari nella vita di tutti i giorni, nella società». Il giorno seguente, 28 aprile, il Fiac celebrerà a Roma la VII Assemblea ordinaria: «Ci incontriamo con scadenza quadriennale – afferma Inzaurraga – per compiere una valutazione del lavoro fatto e per proiettare nel futuro il servizio del Forum internazionale di Ac, eleggendo i cinque paesi che compongono il segretariato internazionale 2017-2021. Oggi il Fiac, che compie ormai 30 anni dalla sua costituzione, è presente in varie forme in 28 paesi del mondo mentre circa una quarantina sono i paesi osservatori». Al pomeriggio del 28 il Fiac parteciperà all’apertura dell’Assemblea nazionale dell’Azione cattolica italiana segnata dalla coincidenza con i 150 anni dalla fondazione che verranno festeggiati tutti insieme, il 29 aprile, con il nuovo incontro in piazza san Pietro con papa Francesco.

Parte di una storia straordinaria
«Come Segretariato – spiega il coordinatore del Fiac – abbiamo scelto di convocare l’assemblea del Fiac e il congresso sull’Ac proprio in occasione dei 150 anni dell’Azione cattolica italiana perché, anche se di paesi diversi, ci sentiamo parte e frutto di questa storia straordinaria che ha dato molto non solo alla Chiesa ma anche alla società italiana e al mondo. La partecipazione di papa Francesco per ben due volte nel giro di tre giorni a eventi molto significativi e importanti per l’Azione cattolica è il segno di un grande affetto che ci onora e ci spinge a un impegno ancora maggiore». «Credo davvero – conclude Inzaurraga – che questo sia un momento provvidenziale. Papa Francesco incoraggia ciascuno ad assumere un ruolo da protagonista nella missione, in particolare i laici, non da soli, ma come parte di un popolo, una comunità. Quando abbiamo analizzato l’Evangelii gaudium, ci siamo detti che siamo pronti per questo, vogliamo essere un’Ac ancora più en salida, più missionaria. La presenza dei laici che vivano e siano coerenti con la loro fede negli ambiti quotidiani di vita è necessaria perché si arrivi a un mondo più umano, più giusto, più fraterno, più solidale, in pace».