Percorsi di grazia e santità

Elisa Miceli, donna di Ac venerabile

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Ritratto di Elisa Miceli

di Zaira Sorrenti - Grande gioia per la diocesi di Cosenza-Bisignano che lo scorso 28 novembre ha festeggiato la venerabilità di Elisa Miceli, con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, nella cattedrale di Cosenza. Giornata di giubilo anche per l’Azione cattolica nata nella zona marina di Cosenza, grazie all’opera instancabile di “Donna Lisetta”.

 

Elisa Miceli, donna di Ac

La Serva di Dio nasce il 12 aprile 1904 a Longobardi, all’epoca diocesi di Tropea, da una famiglia benestante. Terza di sette figli, è ancora adolescente quando insieme alla famiglia si trasferisce a Roma. Crescendo, matura l’idea di consacrarsi a Dio fra le carmelitane: come Teresa di Lisieux desidera percorrere la «piccola via». Ma è fortemente attratta anche dalla spiritualità di Sant’Ignazio di Loyola secondo cui pregare «è seguire Cristo che va tra gli uomini, quasi accompagnarlo». L’esempio di Francesco d’Assisi, inoltre, l’aiuta ad avvicinarsi ai più deboli. Fa ritorno in Calabria e il bisogno in cui versano gli abitanti delle campagne fa sorgere in lei il desiderio di annunciare la Parola di Dio ai più lontani; di prendersi cura degli emarginati e abbandonati; di promuovere iniziative umane che restituiscano dignità alle tante persone oggetto di pregiudizi e maltrattamenti. Determinante è l’incontro con l’Azione cattolica che, in quegli anni, apre nuovi spazi e ruoli ai laici nella Chiesa e nel mondo. La notizia del bene che l’Azione cattolica fa al mondo giovanile, attrae Elisa che intorno agli anni Venti decide di entrare a far parte della Gioventù femminile di Ac, nata da poco all’interno dell’Unione donne, per opera di Armida Barelli - che sarà ospite di Elisa, a Longobardi, durante la settimana campestre del 1937. Elisa raccoglie attorno a sé una ventina di ragazze per dare loro una formazione cristiana. Ma, a mano a mano che va avanti nella sua opera di evangelizzazione, si apre a ogni genere di bisogno: accoglie ragazze madri; istituisce laboratori di cucito e scuole materne nei paesi e nella città di Cosenza; si prende cura di ragazzi poveri affetti da tubercolosi; si impegna anche pubblicamente per la difesa dei diritti dei cittadini poveri; lavora per far nascere nelle giovani una coscienza civile. Verrà anche eletta vice sindaco di Longobardi (1946). L’11 dicembre 1927, nella parrocchia di Santa Domenica Vergine e Martire, la venerabile costituisce il circolo femminile di Ac. Elisa è presidente, don Antonio Cananzi - parroco e primo direttore spirituale di Elisa - assistente diocesano. Tra le associate v’è pure la sorella Esmeralda (Alda) Miceli, delegata delle Aspiranti, futura presidente nazionale di Ac.

Attraverso gli oratori rurali e le Settimane campestri promosse nelle parrocchie del Tirreno cosentino Elisa riesce a rispondere ai più svariati bisogni del territorio. Fino a che l’8 dicembre del 1934 dà vita all’Istituto delle Suore Catechiste Rurali del Sacro Cuore. Lavorerà con i più deboli instancabilmente fino al giorno della sua morte, avvenuta a Frascati, nel 1976.

 

Elisa, venerabile

Don Enzo Gabrieli, postulatore della causa di canonizzazione, durante la celebrazione eucaristica del 28 novembre, ha dato lettura del Decreto sulle virtù eroiche della Serva di Dio: «In forza della fama di santità, presso la curia ecclesiastica di Cosenza-Bisignano dal 24 aprile 2002 al 14 ottobre 2004 si è svolta l’Inchiesta diocesana, la cui validità giuridica è stata riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi con decreto del 20 aprile 2007. Preparata la Positio, si è discusso, secondo la consueta procedura se la Serva di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù cristiane. Con esito positivo, il 20 maggio 2014, si è tenuto il Congresso peculiare dei consultori teologi. I padri cardinali e vescovi nella sessione ordinaria del 16 giugno 2015, presieduta dal cardinale Angelo Amato, hanno riconosciuto che la Serva di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse. Presentata quindi un’accurata relazione al sommo pontefice Francesco, lo stesso santo padre, accogliendo e ratificando i voti della Congregazione delle Cause dei Santi, ha dichiarato: “Consta che la Serva di Dio Elisa Miceli, fondatrice dell’Istituto Suore Catechiste Rurali del Sacro Cuore, ha esercitato in modo eroico le virtù teologali della fede, della speranza e della carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le virtù cardinali della prudenza, giustizia, fortezza e temperanza e di quelle annesse”».

 

Essere santi, anche oggi si può

La lettura dei documenti biografici di Elisa e delle dichiarazioni dei testimoni interrogati durante la causa di canonizzazione testimonia che essere santi oggi si può, stando immersi nelle difficoltà e nei problemi del mondo; prendendo a cuore i bisogni degli emarginati e dei poveri; donando in maniera esagerata senza mai stancarsi, senza perdere la speranza e il sorriso, rimanendo ancorati alla Parola, nutrendosi dell’Eucarestia, abbandonandosi fiduciosi a Dio. Elisa ci offre dunque una testimonianza autentica di Azione cattolica: un’associazione per e di tutti, abitata dai poveri, capace di condividere e assumere su di sé la sofferenza altrui. Un’Ac in grado di riflettere il volto del Cristo Risorto e, insieme, di Gesù Crocifisso.