Dalla prefazione al volume pubblicato dall’Editrice Ave che raccoglie scritti di Robert Schuman, curato da Edoardo Zin

Per L’Europa

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di Romano Prodi* -  (...) Due sono i pilastri sui quali, secondo Schuman, si regge l’Europa: le comuni radici cristiane e la solidarietà.
Profondamente religioso, Schuman ha vissuto una rigorosissima vita ispirata al cristianesimo. Ma la sua visione politica non contiene nessuna nostalgia clericale. In un’Europa nella quale il sentimento religioso era ancora molto forte, egli riconosce alla Chiesa un ruolo etico, un’attenzione costante alla persona, all’uomo. Per questo altissimo e incontrastato primato pone la radice cristiana quale pilastro di quella Europa che nasceva dopo la ferocia della seconda guerra mondiale e lo sterminio di milioni di esseri umani.
Richiama con fermezza che la «Santa Sede, per la sua indipendenza, per la sua imparzialità disinteressata e per la sua politica così umana, così sensibile a tutte le miserie e a tutti i pericoli che minacciano i popoli, qualunque sia il loro credo, è divenuta la consigliera più ascoltata e meglio informata». Alla Chiesa va riconosciuto un indiscusso ruolo etico: essa vigila sulla vita delle persone, senza che ciò significhi entrare nelle questioni che riguardano gli Stati e la loro organizzazione.
È da questa comune radice cristiana, che al centro pone l’uomo, che discende il secondo pilastro dell’Europa unita: la solidarietà. Anche qui ci troviamo dinnanzi ad un ragionamento di grande raffinatezza politica. È la storia che lo guida. Egli è assolutamente certo che, nonostante le diversità, «gli antagonismi secolari e le vecchie abitudini», non via sia per le nazioni d’Europa che una ragionevole strada per chiudere con il passato e disegnare un futuro di pace e di progresso per i popoli: unirsi. Lontano dai facili idealismi che, trascurando la storia delle singole nazioni, avrebbero potuto ostacolare il processo di unificazione invece che sostenerlo, Schuman è consapevole che l’Europa ha bisogno di tempo e che nulla sarà ottenuto senza “urti”.
Ogni Stato costituisce un tassello insostituibile e porta con sé la sua storia di cui è giustamente orgoglioso, ma è proprio il più alto principio della solidarietà tra gli Stati, posto alla base dell’Europa, che deve guidare tutte le nazioni a rimuovere gli ostacoli per arrivare ad una coesione sempre più autentica: «Questa nuova politica è basata sulla solidarietà e sulla progressiva fiducia». Ed egli sa che il motore dell’Unione non può che essere franco-tedesco, e che la pacificazione profonda, l’intesa tra questi due Stati, porterà alla progressiva coesione degli altri. Schuman pone al centro dell’Unione il principio di parità tra i cittadini e tra le nazioni, il principio che fa dell’Europa uno dei più grandi esempi di democrazia: l’orgoglio nazionale deve poter far confluire le forze verso un unico obiettivo, un’Europa forte e unita. (...)

Per L'Europa, Robert Schuman - a cura di Edorado Zin (ed. AVE, 2017)

*Presidente della Commissione europea dal 1999 al 2004. Economista, accademico e politico italiano, per due volte Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana