Parrocchie di Azione cattolica. Tre belle testimonianze di vita e impegno associativo

E uscirono a seminare…

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di Monica Del Vecchio e Diego Grando* - Sappiamo tutti quanto è bella l’Azione Cattolica e quanto questo sia possibile per l’impegno e la collaborazione di tantissime persone che, ciascuna a modo proprio, aggiunge l’originalità di quell’ingrediente unico che è la propria passione... per la vita, per l’incontro, per il bene di tutti.
È questa la ricchezza del nostro essere e camminare insieme nella Chiesa e nel mondo: a partire dalle piccole realtà, fino ad arrivare alle associazioni parrocchiali più numerose, fare strada fianco a fianco, verso il Signore e a servizio di ogni persona, fa brillare gli occhi di migliaia di ragazzi, giovani e adulti.
Raccontiamo di seguito, per voce dei protagonisti, la “bella storia” di tre realtà parrocchiali che hanno vissuto nell’ultimo anno l’impegno ad allargare il cerchio degli inviti, coinvolgendo nella proposta dell’Azione cattolica un bel numero di nuovi aderenti.
Raccogliamo e condividiamo questo riflesso concreto di quella che Papa Francesco ci indica come Chiesa in «stato di missione permanente» perché sa «prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, fruttificare, festeggiare» (EG 24).
Ad ogni aderente di queste tre associazioni parrocchiali che rappresentano, anche geograficamente, tutta l’Italia (Nord, Centro, Sud), abbiamo offerto un segno per continuare a raccontare, in età e con linguaggi diversi, il bello di essere oggi insieme, Azione Cattolica.

Dall’Ac della Parrocchia San Giuseppe Benedetto Cottolengo (Diocesi di Grosseto)
È oggettivo, lo dicono i dati: siamo un’associazione in crescita. Non grandi numeri, ma in una realtà ecclesiale affaticata, è un buon risultato. La vivacità della nostra vita associativa si respira all’interno e si nota all’esterno, ci dicono. Tanto che diverse famiglie scelgono l’esperienza dell’Acr per i propri figli.
A cosa è dovuto questo incremento?
Sicuramente ad una benedizione di Dio, che ci coccola con un parroco, un vice parroco, un seminarista e due religiose che vivono a pieno il loro servizio nell’associazione, garantendo quella cura e quell’attenzione alla persona, che sono fondamentali per la costruzione della comunità e garantiscono il “sentirsi a casa” per tutti coloro che frequentano l’associazione e la parrocchia.
Anche noi laici, responsabili e semplici aderenti, cerchiamo di fare la nostra parte al meglio per creare un luogo dove si respiri Dio e l’amicizia fraterna.
Siamo un’associazione parrocchiale storica nella diocesi e la situazione che viviamo oggi è sicuramente anche frutto di un’importante eredità lasciata da chi ci ha preceduto e da chi ancora, adultissimo, continua a camminare con noi.
Le scelte che possiamo individuare come positive, riteniamo possano essere queste:
* L’Acr come cammino che prepara anche ai sacramenti e la presenza in ogni gruppo di educatori appassionati, sia giovani che adulti. Questo dà al gruppo freschezza ma anche affidabilità, novità, ma anche esperienza. I ragazzi frequentano volentieri i gruppi e i genitori sono contenti. Durante l’anno cerchiamo di proporre anche a loro momenti di formazione e di servizio, che permettano di inserirsi nella comunità e di riprendere il cammino di fede magari intrapreso in gioventù e poi lasciato un po’ da parte. Proprio l’assaporare la vita associativa dei figli ed il legame instauratosi con gli educatori, fa sì che alcuni genitori riprendano il proprio percorso di formazione entrando a far parte del gruppo adulti;
* il tentativo di ascoltare i bisogni concreti degli aderenti giovani ed adulti e, in base ad essi, proporre nuove iniziative o modificare quelle esistenti da tempo, sia dal punto di vista metodologico che degli aspetti tecnici (giorni, orari ecc.);
* l’attenzione alle indicazioni e l’utilizzo degli strumenti proposti dal Centro Nazionale, che sono di grande aiuto a tutti i livelli, per programmare e formare sia i soci che gli educatori ed i responsabili;
* la partecipazione alle iniziative regionali e nazionale che sempre incoraggiamo, perché sono occasioni per respirare “aria buona”, luoghi preziosi di formazione e di relazioni, che ti danno motivazione e ti consentono di essere sempre al passo con i tempi;
* la cura della struttura associativa a partire dal Consiglio Parrocchiale, luogo di discernimento e di confronto, che sostiene i Responsabili e gli educatori nel loro impegno associativo ed ha cuore la vita di tutta l’associazione.
Viviamo un momento felice, in cui impegno, fatiche e difficoltà sono ripagate da legami buoni e da esperienze che arricchiscono. Chiediamo al Signore la capacità di saper leggere i segni dei tempi per poter essere un’associazione che annuncia e vive il Vangelo in modo significativo per le persone che incontriamo nel quotidiano.

Dall’Ac della Parrocchia San Martino in Chiampo (Diocesi di Vicenza)
La parrocchia di Chiampo, dal punto di vista associativo, ha un primato nella Diocesi di Vicenza, quello del più alto numero di aderenti all’Azione cattolica: ben 455 nell’anno associativo che si chiude (191 ragazzi dell’Acr, 115 giovanissimi, 70 giovani dai 18 anni in su, 78 adulti). La linea di tendenza segna una progressione positiva nell’ultimo triennio: da 315 nell’anno 2015/16, a 304 nell’anno 2016/17 agli attuali 450 aderenti con un incremento, tra il penultimo e l’ultimo anno, di ben 150 aderenti.
Questo traguardo suscita in molti ammirazione e curiosità: è vero che la nostra parrocchia di Chiampo è tra le parrocchie più grosse della Diocesi ma è pur vero che il numero degli iscritti è ragguardevole; come è stato possibile? Quali azioni sono state messe in atto dalla presidenza parrocchiale? Non si improvvisa nulla, la decisione di aderire all’Ac matura se è accompagnata, testimoniata o rimotivata a seconda delle situazioni. Nella nostra parrocchia di Chiampo un ruolo fondamentale l’ha avuto la presidenza, che con costanza si riunisce una o più volte al mese per programmare, per condividere iniziative e proposte; altrettanto fondamentale è il percorso di formazione del folto gruppo di animatori, a cui è richiesto uno “stile” associativo serio per responsabilità nei confronti dell’impegno di chi li ha preceduti. Gli animatori hanno consapevolezza di essere parte di una storia e che dal loro impegno dipende il futuro dell’associazione nella parrocchia di Chiampo.
Un aiuto l’ha dato anche la ripartenza anche di un folto gruppo di adulti, precedentemente connotato solo come gruppo vedove quasi a se stante, è in parte merito dei responsabili adulti, che hanno lavorato nella parrocchia per ripresentare l’Azione Cattolica agli adulti come cammino. Da questo si sono aggiunti anche un nutrito gruppo di ex animatori che con le loro famiglie hanno continuato a dire il loro si all’Ac attraverso l’esperienza delle giovani coppie sposi.
Ai giovani è stato proposto un gemellaggio con un’altra parrocchia al di fuori della regione. Da questo semplice gesto è nata una stretta amicizia con l’Ac di Bariano in provincia di Bergamo che tutt’ora è viva e salda. Prendere coscienza che in un’altra realtà lontano dalla tua diocesi si vivono le stesse ansie, gli stessi ideali, gli stessi sogni ha fatto si che i nostri giovani prendano coscienza che l’Azione Cattolica vive in parrocchia ma ha un respiro ecclesiale.
Alla domanda di che cosa facciamo di particolare in vista dell’adesione, la risposta è quasi scontata: si continua a lavorare con serietà, ma occorre anche non smettere di dare visibilità all’associazione nel contesto parrocchiale e sociale, di spiegare che l’Ac ha una identità precisa, che la qualifica nel contesto della comunità dando ad essa un gusto ed un sapore di Chiesa viva.

Dall’Ac della Parrocchia San Giorgio Martire - Pietragalla (Diocesi di Acerenza)
“Una bella sfida raccolta dopo 60 anni”. Erano proprio passati 60 anni da quando l’Ac non era più presente nella Parrocchia San Giorgio Martire, nel territorio del comune di Pietragalla, tante piccole frazioni di questo comune che insieme formano una comunità cristiana di circa 2000 anime, parrocchia di periferia, usando il linguaggio di Papa Francesco, ma con una forza ed una volontà di fare rinascere da quel lontano 1961 l’Ac. Ed è stato proprio così, dopo un confronto, tra il parroco e un gruppo di giovani, si è riflettuto insieme su come poter far ripartire e rilanciare la comunità, ed è lì che venne fuori l’idea, poi condivisa con il Consiglio Pastorale Parrocchiale di rifondare l’Ac, che potesse essere il percorso adatto per formare i nostri ragazzi, giovani, famiglie e gli adulti ad una consapevolezza maggiore del loro impegno e della loro appartenenza alla Chiesa, offrendo un cammino che potesse abbracciare ogni fascia della vita.
Così dopo un lavoro di formazione ed accompagnamento da parte dell’Ac diocesana, finalmente siamo partiti con tanta gioia e tanto desiderio di diffondere il Vangelo lungo le strade della nostra comunità. Molteplici le attività svolte a partire dalle celebrazioni dell’anno liturgico, al percorso di catechesi che i ragazzi svolgono attraverso il cammino dell’Acr, i campi scuola ed il grest estivo, accompagnati dai catechisti e dagli educatori Acr, il cammino per i giovani, fatto di incontri e momenti di condivisione, incontri formativi di orientamento al lavoro per far prendere coscienza di trovarsi certamente in un contesto difficile, quale il Sud Italia, ma dove i giovani con la loro creatività possono ancora essere protagonisti della storia della nostra terra, le attività ludico-ricreative per le famiglie ed i meno giovani, tutto questo per esprimere e per conoscere sempre più e meglio il carisma autentico dell’Ac. Con il presidente, il Consiglio e tutti i soci, vogliamo ringraziare il Signore e tutta l’Ac per averci permesso di poter conoscere un bellissimo percorso di fede e di formazione cristiana, che certamente darà sempre più slancio ed autenticità alla nostra fede ed alla comunità. Grazie! La famiglia di Ac e Don Antonio

*Responsabili nazionali Ac - Area Promozione associativa