Due messaggeri di speranza

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Il commento del presidente nazionale Ac Franco Miano

L’incontro tra due messaggeri di speranza. Ecco ciò che è stato l’abbraccio tra papa Francesco e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Quella di oggi è stata più che una visita di Stato: non solo due istituzioni che si confrontano, l’una laica e l’altra religiosa, ma il plastico sancire di una sintonia totale tra due personalità che hanno a cuore il futuro dell’Italia e della sua gente.
Dopo mezzo secolo dalla visita al Quirinale di un altro papa della speranza, Giovanni XXIII, ecco papa Francesco salire al Colle, con la semplicità dell’amicizia e il sorriso della condivisione che sempre accompagnano il suo andare, per abbracciare idealmente l’intera Italia e il suo presidente, colui che in una stagione politica ed economica difficilissima per il nostro Paese non ha mai indietreggiato nella difesa e nella salvaguardia delle istituzioni democratiche, restando sempre vicino con la sua azione di garante supremo ai cittadini e ai loro problemi quotidiani.
È significativo che il primate d’Italia, il figlio di italiani “venuto dai confini del mondo”, e il presidente della Repubblica, insieme nella “casa comune di tutti gli italiani”, abbiano innanzitutto parlato e concordato sulla centralità della questione antropologica, posta da un’umanità che ha cambiato il modo di guardare e percepire se stessa. Che porta non a caso i due nostri protagonisti, papa Francesco e il presidente Napolitano, ciascuno nella propria azione, a una forte considerazione della persona, di ciascuna persona che si incontra nel proprio andare verso le periferie dell’uomo contemporaneo. Un’attenzione fatta di un amore semplice e per tutti, per il proprio Paese, per la comunità dei popoli e per la Chiesa universale. Un amore per il prossimo che è denunzia contro ogni forma di egoismo, ogni tentazione al particolarismo.
Papa Francesco e il presidente Napolitano non dimenticano gli ultimi, e chiedono a noi di non dimenticarli. Sono con loro, con i migranti in cerca di un domani migliore, con i poveri che non hanno da mangiare, con i lavoratori senza lavoro, con le famiglie senza tutele e mai apprezzate abbastanza nel loro ruolo di cellula primaria di ogni società umana degna di dirsi tale.
La misericordia di Dio e generose risposte anche politiche sono ciò che solo apre a un futuro di speranza per l’Italia, per l’Europa e per il mondo intero. Un’Italia a cui il figlio di italiani venuto dai confini del mondo augura di ritrovare creatività e armonia, nel solco della sua tradizione migliore, per promuovere il bene comune e la dignità di ogni persona, e per offrire il suo contributo per la pace e la giustizia. Questo è ciò che si augura, ne siamo certi, anche il presidente Napolitano, che per questo si impegna quotidianamente; questo è ciò che si augurano i ragazzi, i giovani e gli adulti dell’Azione cattolica italiana che per questo continueranno a impegnarsi quotidianamente nel loro essere accanto ad ogni persona, in ogni spicchio anche il più piccolo e lontano del nostro amato Paese.