Dialogo è camminare insieme

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Miniconvegno: dialogo intergenerazionale. Interviene Paola Versari, psicologa e psicoterapeuta

Sintesi a cura di Vincenzo Di Maglie - Basta comunicare attorno alla mera quotidianità per poter dire di aver messo in piedi un rapporto dialogico? Paola Versari ha sottolineato più volte che questo non è sufficiente, che occorre invece che vi siano alcuni elementi fondamentali perché si possa parlare di dialogo.

Dialogo significa relazione io-tu. Attraverso il dialogo si comunica la vita affettiva e cognitiva. Il dialogo non è una rigida tecnica, dialogo significa entrare in relazione con l'altro, dialogo evidenzia il bisogno di avere la propria esistenza appagata dalla accoglienza dell'altro, insomma il dialogo è' un vero e proprio percorso donato ed è per questo il dialogo non produce frutto se non si introduce in esso l'esperienza del "logos".

Per questo affinché ci possa essere dialogo è necessario che siano fermi questi punti: 1) autenticità personale, nessuna maschera, questo requisito e' primario è fondamentale; 2) una considerazione positiva incondizionata dell'altro, si accetta l'altro indipendentemente dalla sua personalità, da quello che è. Solo in questo modo di pongono le basi del l'accettazione. Quindi via pregiudizi, credenze, valori ... ; 3) comprensione e comunicazione empatica, mettersi nei panni dell'altro, avere chiara la sua esperienza personale ed i risvolti che questo produce nella sua esistenza.

Tutto questo permette di comprendere come il dialogo, quello vero, si traduce in una sorta "di camminare insieme." Il risultato di questo percorso tra discenti - docenti, padre-figlio, educatore - educato, ma anche tra pari, porta con se il senso della realizzazione esistenziale, l'appagamento del sentirsi accolti e compresi, ... In ultima analisi, l'essere guida, esempio, battistrada, ha in se' il vero senso del rapporto dialogico ... che mette insieme aspetto cognitivo ed emotivo, elementi essenziali per la costruzione dell'io nella sua più piena percezione.