Pubblicato «Dialoghi» n.4-2016

Diritti e vita comune

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«Perché dedicare un Dossier di “Dialoghi” al tema dei diritti? (…) Soprattutto, si tratta di verificare se una sorta di “consumo” individualistico dei diritti non impedisca – o, addirittura, se di fatto non favorisca – un indebolimento dell’idea di vita comune, con il pericolo conseguente che lo spazio residuale del “comune” possa essere eroso da una deriva narcisistica e consumistica. Quest’ultimo è in effetti l’obiettivo che si prefigge il Dossier di “Dialoghi” e che lo giustifica»: cosi Andrea Aguti e Luigi Alici nell’introduzione a Diritto e vita comune proposto da «Dialoghi» n.4-2016, il trimestrale culturale promosso dall’Azione Cattolica Italiana in collaborazione con l’Istituti “Vittorio Bachelet” e con l’Istituto “Paolo VI”, in arrivo in questi giorni nelle case dei suoi abbonati. «Fra gli elementi critici che emergono dalla rivendicazione attuale dei diritti, ce n’è uno, in particolare, che i vari contributi del Dossier mettono in luce a partire da diversi punti di vista - sottolineano i due curatori -: è la cosiddetta deriva individualistica, narcisistica o relativistica dei diritti in epoca contemporanea, cioè un’utilizzazione strumentale o un fondamentale fraintendimento del tema dei diritti che li identifica con bisogni, desideri, inclinazioni, preferenze individuali che nella maggior parte dei casi sono refrattari ad essere inseriti nell’orizzonte di giustificazione della legge morale naturale, del bene comune, dell’interesse generale, cioè in contesti di significato che trascendono l’opzione soggettiva e consentono di discernere il valore morale di quest’ultima».
Ad arricchire la riflessione, i contributi dello stesso Andrea Aguti (Tramonto dell’età dei diritti?), Donatella Pagliacci (Bisogni, desideri, diritti), Francesco Paolo Casavola (Diritti privati, doveri pubblici), Carla Danani (Una deriva individualista?), Sandro Calvani (La pseudo-cultura dello scarto), Michele Cascavilla (Processi ricostruttivi dell’ethos comune).

Il numero della rivista si apre con l’Editoriale di Gian Candido De Martin (Prospettive e incognite postreferendarie) che fa il punto sulle questioni e le incognite legate – se non scatenate – dall’esito del referendum costituzionale, «tutte comunque rilevanti per la rigenerazione della nostra democrazia, per la quale c’è bisogno di un supplemento di presenza e partecipazione, specie di chi ha a cuore le sorti della nostra Repubblica e dei mondi vitali in cui si articola e che debbono sorreggerla». Segue Primo Piano, con gli articoli di Enzo Romeo sul dopo presidenziali Usa (Che America vuole Donald Trump?) e Riccardo Burigana sul viaggio di Francesco in Svezia (Camminare insieme. Cattolici e luterani dopo Lund).

Nella rubrica Eventi e Idee i contributi di: Franco Garelli su giovani e fede (Davvero una generazione senza Dio?), una recensione di Giancarlo Grossi (Fuocoammare. Migrazioni dello sguardo), il documento dei vescovi francesi sulla politica letto da Sébastien Maillard e dal quotidiano “Le Monde” (I vescovi francesi invitano a rifondare la politica).

A chiudere la sezione Il libro i libri con articoli di Piergiorgio Grassi (Per un’etica della cura), Gabriele Gabrielli (Noi e il tempo. Alla mercé del mercato), Vincenzo Turci (Il magistero laico di Jemolo), Andrea Dessardo (Pratica sportiva e vita buona ) e Alberto Ratti (Economia civile. L’antidoto alle storture del capitalismo).