Riviste digitali: prosegue il conto alla rovescia/5

Dialoghi: per amalgamare il lessico tra fede e vita

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Dialoghi

di Piergiorgio Grassi* - Quindici anni di Dialoghi. Non sono pochi per una rivista trimestrale. Di riviste ne sorgono molte, ma la maggior parte di esse sono di corta durata. Una volta esaurite le ragioni per cui sono nate – talvolta effimere – scompaiono nel dimenticatoio. Talvolta hanno la fortuna (o la sfortuna) di trovare qualche studente universitario che ne fa oggetto di tesi, ma spesso i riflettori si spengono non appena è terminata la festa di laurea.

Non è stato così per Dialoghi, che è nata nell’aprile del 2001 sotto la direzione di Luigi Alici, sulla base di una scommessa: «Non tenere più separati, ma anzi amalgamare il lessico della fede e quello della vita, facendo confluire attorno alla rivista un gruppo di persone impegnate in un esercizio costante di confronto, discernimento ed elaborazione culturale». Le più di settemila pagine che sono state prodotte in questi quindici anni hanno accompagnato e scandito gli eventi più significativi e le tendenze più profonde che si manifestavano nella storia degli uomini. Nella costruzione della rivista sono stati coinvolti, con interventi e interviste, anche intellettuali di matrice “laica” (per usare un’espressione impropria), per cui i tanti dialoghi intrapresi su questioni controverse non sono stati solo interni all’associazione, ma si sono intrecciati con voci non sempre allineate alle posizioni  della rivista.

I direttori che si sono succeduti, dopo Luigi Alici, Luciano Caimi e chi scrive, sono stati coadiuvati da una équipe redazionale nella quale le competenze scientifiche si uniscono alla passione per la vita dell’Azione cattolica, nel suo compito di cooperare, nella Chiesa e con la Chiesa, ad annunciare a tutti la «gioia del Vangelo». I dossier della rivista (che propone 4 numeri l’anno; nell’ambito della complessiva ridefinizione delle riviste di Ac, Dialoghi resterà cartacea, anche se sarà accompagnata da una versione digitale), dedicati a temi specifici e costruiti con l’apporto di noti specialisti, raccolti spesso in Quaderni, hanno trovato lettori esigenti come possono esserlo i dirigenti e gli assistenti dell’Azione cattolica, e molti che vivono al di fuori del perimetro dell’associazione e che tuttavia si sentono responsabili nei confronti degli uomini e delle donne del nostro tempo.

Per vivere in un mondo multiculturale e altamente conflittuale, per cogliere il senso di avvenimenti che segnano un vero passaggio d’epoca, si richiede la formazione di una coscienza credente che non ceda alle semplificazioni, agli slogan, alle mistificazioni, ma faccia i conti sino in fondo con le contraddizioni e le emergenze del reale, fidando in una Parola che è lampada per i passi di ciascuno.

Continuare su questa strada richiederà l’attenzione e l’appoggio, anche critico, di molte persone. Tra i temi “caldi” che saranno affrontati nei prossimi mesi figurano: la sinodalità come forma della Chiesa, la libertà di espressione e la responsabilità del dire nella città pluralista, il confronto con le altre religioni, la dimensione ecumenica, la costante attenzione al fenomeno delle immigrazioni e la necessaria accoglienza e integrazione, l’analisi dei conflitti su scala mondiale che hanno fatto parlare di una “terza guerra mondiale a pezzi”, per usare le parole di papa Francesco. Un itinerario impegnativo per chi è persuaso che la fede non vada solo pensata, ma vada efficacemente praticata nella grande complessità dell’esistenza individuale e collettiva.

*Direttore di Dialoghi