Primo piano

Ventisei anni fa, la strage di via D’Amelio

Il coraggio di non arrendersi al male

di Antonio Iannaccone* - Il 19 luglio 1992, in via Mariano D’Amelio a Palermo,  un’autobomba uccide il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Ventisei anni dopo, sono troppe le domande sulla strage ancora inevase. Ciò che invece è patrimonio civile della Repubblica è la testimonianza di servitori dello Stato che non hanno mai indietreggiato nella lotta alla mafia. Che ci dicono – con le parole di Borsellino: «Tutti noi abbiamo il dovere morale di combattere la mafia, senza lasciarci condizionare dalla sensazione, o addirittura dalla certezza, che tutto ciò potrebbe costarci caro».

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Focus

11 e 12 agosto, dopo i pellegrinaggi nelle Diocesi, tutti dal Papa

Per mille strade, verso Roma

I giovani di Ac e con loro decine di migliaia di giovani, da quasi 200 diocesi in tutta Italia, nella prima settimana di agosto si metteranno in cammino a piedi, riscoprendo le vie dei pellegrini delle loro terre d’origine e convergendo infine a Roma, sabato 11 e domenica 12 agosto. Al Circo Massimo (sabato 11 pomeriggio) e in piazza San Pietro (domenica 12 mattina) sono attesi almeno in cinquantamila, accompagnati da più di 100 vescovi.
Al Circo Massimo, tra le 18.30 e le 20.30, il Santo Padre incontrerà i giovani. L'indomani  alle 9.30, in Piazza San Pietro, il card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Cei, presiederà la celebrazione della S. Messa. Alle 11.00 Papa Francesco raggiungerà nuovamente i pellegrini, conferendo loro il suo mandato missionario e benedicendo i doni che i ragazzi italiani porteranno alla GMG di Panama (gennaio 2019): il Crocifisso di S. Damiano e la Madonna di Loreto. Fin da ora è possibile trovare maggiori informazioni nel sito www.giovani.chiesacattolica.it.

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Fatti e idee

Verso il seminario di Spello promosso dal Centro studi Ac

Educare alla socialità 2.0

Il web è uno spazio sociale. Come possiamo essere significativi al suo interno? Come abitarlo? Come sfruttare le potenzialità dei social senza lasciarsi travolgere? Sono alcune delle domande a cui cercherà di dare risposta, con l’aiuto del sociologo della comunicazione Piermarco Aroldi, il seminario proposto dal Centro studi Ac Educare alla socialità 2.0, in programma a Spello (PG) presso Casa San Girolamo dal 20 al 22 luglio prossimo. All’interno il programma, la scheda di iscrizione e l’indicazione di letture propedeutiche.

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Con i piedi per terra e il cuore verso il cielo

Adolescenti e santi

di Tony Drazza* - A pochi mesi dal Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani, papa Francesco inserisce tra i modelli da seguire nella vita della Chiesa due ragazzi, due adolescenti: Carlo Acutis e Alexia Gonzalez-Barros, 15 e 14 anni. Da loro, dalla loro intensa quanto breve vita, l’insegnamento che la via della santità non è vivere per aria ma vivere per il cielo, il compito di imparare anche noi adulti a sognare cose altissime con i piedi per terra e senza paura.

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Un legame ridisegnato dall’intelligenza artificiale e dai limiti planetari

La relazione tra persona e società

di Sandro Calvani* - Qualche giorno fa, nel suo blog “Dialogando”, Luigi Alici ricordava che nel 1945 Giorgio La Pira identificava la radice principale della crisi del mondo moderno in una errata interpretazione della relazione che corre tra persona e società (G. La Pira, La nostra vocazione sociale, Ave 2004, p. 84). In questa relazione, La Pira riconosce però una fondamentale “eminenza” della persona umana rispetto ai valori sociali, come sicuro presidio contro ogni forma di totalitarismo (continua).

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Un decreto del governo vieta la pubblicità e pone un primo argine

Ora una legge che regolamenti l’azzardo

“Mettiamoci in gioco”, la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo - cui aderisce l’Azione Cattolica - esprime soddisfazione per il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo previsto nel cosiddetto “Decreto Dignità”. È un risultato importante, che vede finalmente riconosciuto il diritto alla salute dei cittadini, che sempre deve prevalere sulle ragioni del profitto. Ora è tempo di una legge quadro che regolamenti, in modo serio e articolato, tutto il settore. Tre ancora gli obiettivi della campagna: la riduzione di un terzo dell’offerta complessiva del gioco; diritto di Regioni ed Enti locali a regolamentare l’offerta del gioco d’azzardo sul proprio territorio; aumento delle risorse destinate al sistema dei servizi per garantire cura e assistenza gratuite alle persone affette da disturbo da gioco d’azzardo.
Video: l’appello del presidente Truffelli alle forze politiche per una legge quadro che regolamenti il gioco d’azzardo lanciato prima delle scorse elezioni.

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Lo slogan della Campagna adesioni 2019

Ricàricàti. Ac, una passione che rigenera

di Monica Del Vecchio e Diego Grando* - Nella nostra quotidiana esperienza di vita ci sono tempi attesi come rigeneranti. Spesso ci immaginiamo pure in qualche luogo che sappiamo essere rinfrancante. E vogliamo parlare del rincuorante pensiero, magari dopo una lunga passeggiata, di una tavola imbandita? Poi in realtà scopriamo che ciò che genera e ri-genera davvero non è quello che teniamo per noi: ciò che scegliamo di donare con e per gli altri ricarica continuamente la nostra vita. Vogliamo partire da questa prospettiva per suggerire a ciascuno, la ricchezza della “vitamina AC” le cui grandi proprietà sono sconosciute ai più!

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Pubblicato «Dialoghi» n. 2/2018, il trimestrale culturale dell’Azione cattolica

Sessantotto. L’utopia tradita?

Nella vicenda storica ci sono delle date che assumono un significato particolare, poiché segnano un punto di svolta per una generazione e spesso per quelle a venire. Una di quelle curve della memoria dove vissuto e retorica diventano un tutt’uno e il mito si sovrappone all’eredità storica. In questo album dei ricordi collettivo trova buon diritto a stare il Sessantotto, per molti la primavera del secolo breve. Cosa fu quella stagione? Cosa rimane delle sue rivendicazioni egualitarie, delle sue parole d’ordine? Che fine hanno fatto le utopie di cui era intriso? In che maniera ha attraversato la Chiesa cattolica? Come ha cambiato il rapporto tra le generazioni? Sono alcune delle domande cui prova a dare risposta «Dialoghi» (n. 2-2018), il trimestrale culturale promosso dall'Ac. Oltre al ricco dossier, all'interno attualita, eventi e idee, recensioni e profili.

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La Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica Italiana aderisce all’iniziativa promossa dall’Associazione “Libera” e da don Luigi Ciotti

Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità

Una maglietta rossa, come il rosso del sangue che sporca le magliette di tanti bambini morti in mare durante le traversate nel Mediterraneo. Rosso come il colore che invita a fermarsi e per questo a riflettere e farsi un esame di coscienza. È questo il simbolo scelto dall’Associazione Libera e da don Luigi Ciotti per l’iniziativa lanciata per oggi, 7 luglio, con l’invito a indossare un indumento di colore rosso «per fermare l’emorragia di umanità». Un invito cui la Presidenza nazionale Ac (riunita a Casa San Girolamo, a Spello) aderisce pienamente con l’augurio che questa giornata sia per tutti l’occasione per analizzare le paure, i pregiudizi e il razzismo che sono alla base di un drammatico deficit di solidarietà, di umanità che sembra interessare il nostro Paese. «Di rosso – racconta il fondatore di Libera – era vestito il piccolo Aylan, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati qualche giorno fa davanti alle coste libiche. Di rosso arrivano tanti bambini, vestiti così dalle madri nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori». Rossa è la vergogna di un’Europa che gioca allo scarica-barile con il problema dei migranti.

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Francesco a Bari. La Preghiera ecumenica per la pace in Medio Oriente e per i cristiani perseguitati

«Sia pace, nella terra della nostra fede»

Papa Francesco e i capi delle Chiese delle comunità cristiane del Medio Oriente sono giunti a Bari, «finestra spalancata sul vicino Oriente». In questa città «dell’incontro e dell’accoglienza» - ha detto Francesco introducendo la preghiera per la pace - portiamo nel cuore «le nostre Chiese, i popoli e le molte persone che vivono situazioni di grande sofferenza». L’orizzonte e il mare sono un impulso - ha aggiunto il Pontefice - «a vivere una giornata con la mente e il cuore rivolti al Medio Oriente, crocevia di civiltà e culla delle grandi religioni monoteistiche»: «Lì è venuto a visitarci il Signore, “sole che sorge dall’alto” (Lc 1,78). Da lì si è propagata nel mondo intero la luce della fede… Un tesoro da custodire con tutte le nostre forze, perché in Medio Oriente ci sono le radici delle nostre stesse anime».

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Giorgio La Pira e il rapporto tra spiritualità e politica

Testimoni per il presente

di Antonio Martino - Il riconoscimento delle virtù eroiche di Giorgio La Pira, preludio a una sua prossima beatificazione, tra i molti argomenti di riflessione che offre di certo contempla il rapporto tra spiritualità (dimensione prettamente personale) e impegno politico (dimensione prettamente pubblica), che a sua volta incrocia il rapporto fra il cristiano e l’esercizio del potere, la categoria evangelica del “servizio” e più in generale il legame tra etica e politica. Temi delicati, equilibri complessi che la figura del «sindaco santo» ha saputo rintracciare, tessere e incarnare nella sua personale biografia, facendo di sé uno dei primi «profeti laici» della Gaudium et spes.

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Lettera al Beato Frassati, perchè accompagni i nostri passi e schiarisca il nostro orizzonte

Caro Pier Giorgio,...

di Luisa, Michele, don Tony e i Giovani di AC - Caro Pier Giorgio, ci sono date che ci restano dentro, come scolpite nel cuore e nella memoria. Sono date scolpite dalla forza della vita che avevi dentro e che non riuscivi a contenere. Sei nato e sei morto per essere un “moltiplicatore di vita”, per questo ancora oggi noi guardiamo a te per riprenderci il gusto di camminare, di gioire, di essere cercatori sani di amicizie che aprono il cuore.
Come ogni anno ti scriviamo, non solo per ricordarti ma anche per chiederti di non stancarti di essere vicino a noi, di camminare insieme con noi e di farti sentire ogni volta che la nostra vita affronta le fatiche della salita. Sai, caro Pier Giorgio, anche quest’anno vogliamo chiederti dei doni dal cielo, perché sappiamo che i doni impastati nel cielo hanno il sapore dell’eternità...

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